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Serie B

Colpo di scena nello storico club, ceduto il 68,25% delle quote e la proprietà torna ad essere italiana

Un passaggio di testimone che vale più di una cifra: identità, metodo e un progetto che promette solidità prima ancora che sogni

PADOVA SERIE B - ALESSANDRO BANZATO

PADOVA SERIE B - Alessandro Banzato è il nuovo patron del Padova, come presidente resterà invece l'attuale Francesco Peghin

È cominciato con uno strappo al copione. Nella sala stampa dello Stadio Euganeo, mentre i microfoni ronzavano e gli sguardi cercavano risposte, la notizia più importante non era un colpo di mercato, né un obiettivo sbandierato. Era un gesto: la consegna di un pacchetto di quote, circa il 70% (per la precisione il 68,25%), dalle mani del finanziere Joseph Oughourlian a quelle dell’imprenditore padovano Alessandro Banzato. Un cambio di baricentro che riporta il Calcio Padova nelle mani del suo territorio, con un prezzo definito di 2,5 milioni di euro e un contesto economico chiarito con trasparenza: l’operazione contempla anche la gestione dei debiti pregressi, stimati intorno ai 4 milioni. È il 19 gennaio 2026: una data che si infila nella cronologia biancoscudata come snodo culturale prima che sportivo.

L'ATTO FORMALE
La formalizzazione è avvenuta in conferenza stampa allo Stadio Euganeo, con la regia del presidente Francesco Peghin, che resta saldamente al suo posto, artefice e garante di una transizione preparata da tempo. È stato lo stesso Peghin a raccontare come il «seme» dell’operazione fosse stato piantato già nel maggio 2023, quando il suo rientro in società, con l’acquisto del 25%, aprì la strada a un possibile futuro locale del club. Oggi quel percorso è realtà: il pacchetto di maggioranza passa ufficialmente a Banzato. In prima fila, a testimoniare la rilevanza sistemica dell’evento, è arrivato anche il benvenuto del presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin: l’ingresso di un imprenditore «serio e solido» come Banzato, unito alla continuità garantita da Peghin e dal management, rappresenta «una grande opportunità per il futuro del club». Un messaggio netto, che restituisce al Padova il profilo di società credibile agli occhi della Lega e dei partner.

CHI È ALESSANDRO BANZATO
Padovano, classe manageriale forgiata nella siderurgia, Alessandro Banzato è il presidente del gruppo Acciaierie Venete, realtà con oltre 70 anni di storia industriale, una capacità produttiva prossima ai 2 milioni di tonnellate/anno e un perimetro di attività che attraversa automotive, meccanica, energia e costruzioni. Nel 2023 il gruppo ha registrato un fatturato nell’ordine di 1,3–1,4 miliardi di euro e oltre 1.600 collaboratori, consolidando una filiera sempre più integrata anche tramite acquisizioni mirate. È inoltre «Past President» di Federacciai, carica che fotografa reputazione e peso specifico nel settore. Il legame con lo sport non nasce oggi: in passato Banzato ha guidato il Petrarca Rugby, contribuendo a un ciclo di vittorie e accompagnando poi la transizione societaria nel 2024, restando come sponsor, a conferma di un approccio basato su sostenibilità e responsabilità, non sulla personalizzazione del potere. È un dettaglio che racconta stile e sensibilità utili anche nel calcio professionistico.

COSA LASCIA JOSEPH OUGHOURLIAN
Arrivato nel momento più complicato della parabola recente, Joseph Oughourlian, fondatore del fondo Amber Capital, presidente del Grupo Prisa e del RC Lens, ha tenuto in piedi il club, ne ha sostenuto i conti e lo consegna oggi con una prospettiva più stabile e in Serie B. Il suo profilo internazionale, che unisce finanza attiva e investimenti sportivi (dal RC Lens ai Millonarios di Bogotá), ha rappresentato un’anomalia positiva nel calcio italiano di provincia: un azionista capace di visione, con la freddezza di fare scelte difficili e la lucidità di passare il testimone quando i tempi lo consentono. Nel corso degli anni francesi, Oughourlian ha investito pesantemente anche nel Lens e ha costruito una reputazione da proprietario coinvolto ma non invadente. A Padova, negli ultimi mesi, non ha nascosto franchezza e qualche irritazione per «avventurieri e chiacchieroni» che avrebbero provato ad inserirsi nella trattativa: un’ulteriore prova di quanto fosse necessario ancorare la cessione a un profilo solido e riconoscibile dal territorio. Il passaggio a Banzato, in questo senso, è la soluzione più lineare e più forte.

IL PADOVA TORNA AI PADOVANI
Non è solo finanza. L’eco istituzionale è arrivata anche dalla Regione: il neo presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha salutato il passaggio come l’inizio di «una nuova era nel segno dell’orgoglio veneto», rimarcando la rilevanza del club come patrimonio identitario. Al di là dei toni, l’operazione riannoda i fili tra società sportiva, sistema economico locale e tifoseria: tre facce della stessa comunità. È un ritorno di prossimità che può generare effetti collaterali positivi: più facilità nel dialogo pubblico-privato su stadio e servizi, maggiore attrattività per sponsor territoriali, una governance più leggibile agli occhi del pubblico. E, non da ultimo, la possibilità di radicare un progetto tecnico che non sia ostaggio del risultato del weekend.

UNA SVOLTA DIVERSA DALLE ALTRE
Per una volta, i nomi contano quanto i numeri. La coppia Banzato-Peghin tiene insieme radicamento e competenza, mentre l’uscita ordinata di Oughourlian lascia un patrimonio intangibile di serietà gestionale e di reputazione costruita negli anni. Il Padova non promette ciò che non può mantenere: promette di lavorare meglio. È un patto con la città e con i tifosi: niente scorciatoie, niente proclami, ma la certezza di una proprietà che parla la lingua dell’industria e non quella dei fuochi d’artificio. Per vincere, domani, serve essere affidabili, oggi. E da oggi il Padova lo è un po’ di più.

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