Cerca

Serie D

Il figlio d'arte torna nel club in cui mosse i primi passi e dove il padre fu idolo a suon di gol, è una scelta esaltante

Un colpo che profuma di casa e di futuro, il centrocampista ha alle spalle un bagaglio di esperienza che può spostare gli equilibri

PIACENZA SERIE D - ALESSANDRO DE VITIS

PIACENZA SERIE D - Alessandro De Vitis, centrocampista classe 1992, ha giocato fino al novembre 2025 con il Rimini in Serie C prima dell'esclusione del club dal campionato

Una felpa rossa, lo sguardo di chi ha già visto stadi pieni e partite pesanti, e una maglia con il numero che non lascia dubbi: 30. Nel pomeriggio di martedì 20 gennaio, al «Leonardo Garilli» non è arrivato un semplice rinforzo di Serie D: è tornato un pezzo di identità. Il Piacenza ha ufficializzato l’ingaggio di Alessandro De Vitis, centrocampista classe 1992, nato proprio a Piacenza, reduce dalla storica vittoria della Coppa Italia Serie C con il Rimini e oggi pronto a rimettere radici nella città da cui era partito ragazzo. Un innesto che unisce biografia e progetto tecnico, memoria e ambizione.

IL QUADRO SPORTIVO: DOVE SI INSERISCE DE VITIS NEL PIACENZA DI FRANZINI
La squadra di Arnaldo Franzini sta cercando continuità nel Girone D: competizione faticosa, rivali organizzate e calendario che non perdona. De Vitis, già convocabile per la sfida casalinga di domenica 25 gennaio 2026 contro il Rovato Vertovese, porta letture di gioco, gestione dei ritmi e una duttilità che consente al tecnico di alzare l’asticella senza stravolgere i principi. La sua impronta tecnica è quella del centrocampista associativo con capacità di «scalare» anche da difensore centrale all’occorrenza: un jolly che permette di variare struttura tra 4-3-3 e 3-5-2 a gara in corso.

DALLA PRIMAVERA ALLE NOTTI DELLA SERIE B
Il profilo di Alessandro De Vitis è quello del giocatore «ponticello» tra i reparti: piedi educati, postura aperta per ricevere, personalità per prendersi la palla nelle uscite basse e nei momenti sporchi. Il dato che salta agli occhi sono le presenze in Serie B: diverse fonti ufficiali e di settore attestano un totale di circa 190 apparizioni con le maglie di Modena, Padova, Carpi, Latina e soprattutto Pisa; il conteggio varia a seconda che si includano o meno playoff e competizioni collaterali, ma converge su un patrimonio superiore alle 180 presenze. Un capitale di conoscenze che, in Serie D, pesa.

LE RADICI: PIACENZA, FIORENTINA E PARMA
Il filo che riporta De Vitis a Piacenza non è solo anagrafico. Cresciuto nel vivaio biancorosso, ha poi completato il percorso giovanile nella Fiorentina e quindi nel Parma, dove la sua educazione calcistica ha incorporato concetti di possesso, posizionamento e transizione. È un ritorno a casa che ha senso tecnico: porta in dote quell’alfabeto appreso nelle academy di élite, ora spendibile per una squadra che ambisce a risalire tra i Professionisti. Basti pensare a quanto successo nell'aprile 2025, doppia finale con la Giana Erminio: lo 0-0 del «Romeo Neri», dopo l’1-0 firmato Cioffi all’andata, consegna al Rimini la prima Coppa Italia Serie C della sua storia. De Vitis, in quel gruppo, non era semplice comprimario: esperienza, gestione dei momenti, affidabilità nel palleggio nei finali caldi. Quel trofeo certifica un profilo abituato a reggere la pressione e a portare a casa partite di gestione. È la dote che il Piacenza compra oggi.

IL RICHIAMO DI CASA: UNA STORIA DI FAMIGLIA
Non c’è bisogno di scomodare la nostalgia: basta ricordare che il padre, Antonio «Totò» De Vitis, è un pezzo di storia biancorossa (oltre che di Taranto, Udinese e Verona), attuale dirigente dell’area tecnica giovanile e in passato direttore tecnico della prima squadra. Le 49 reti in 120 partite con la maglia del Piacenza e le promozioni in Serie A (in particolare la prima storica della stagione 1992-1993) sono memoria condivisa allo stadio: oggi il testimone simbolico passa a Alessandro, chiamato a incidere con altri compiti e in un’altra categoria.

UNO SGUARDO FINALE: COSA ASPETTARSI DAVVERO
Senza scorciatoie narrative: Alessandro De Vitis non è il giocatore che «da solo» decide un campionato. È però il profilo che fa da cerniera fra idee e campo, alza il livello medio, anima i compagni con la forza dell’abitudine alle partite vere. Con Franzini in panchina e una proprietà che ha adottato un vocabolario da progetto, il Piacenza aggiunge oggi un leader tecnico capace di dare senso ai dettagli. In Serie D, spesso, è lì che si vincono le corse. Se la stagione biancorossa si trasformerà in una scalata o «solo» in una marcia solida lo diranno i prossimi 3 mesi. Nel frattempo, una certezza c’è: al «Garilli» è tornato uno dei suoi, con la numero 30 e una storia da onorare. Il resto, come sempre nel calcio, tocca al campo.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter