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21 Gennaio 2026
Un ragazzo di diciotto anni che, al Camp Nou, si arrampica in cielo due volte in mezz’ora e zittisce la tribuna stampa con due colpi di testa fotocopia. È lì, in quella sera di metà febbraio 2025, che il nome di Leon Jakirovic smette di essere una promessa da scout e diventa un appunto in rosso nei taccuini dei direttori sportivi di mezza Europa. Ora quel nome ha un nuovo indirizzo: Inter. L’operazione è chiusa con la Dinamo Zagabria per 2,5 milioni di parte fissa più fino a 2 milioni di bonus, e con una percentuale sulla futura rivendita a favore del club croato. Una mossa in piena coerenza con la strategia nerazzurra: talento giovane, profilo moderno, percorso graduale tra Primavera e soprattutto Inter U23 in Serie C.
L’intesa economica prevede 2,5 milioni di euro garantiti e fino a 2 milioni legati a bonus prestazionali, più una quota percentuale sulla futura rivendita. Un pacchetto di poco superiore ai €4 milioni potenziali, in linea con il mercato dei top prospetti nel ruolo. La sintesi è arrivata negli ultimi giorni, con la concorrenza superata sul tempo. La Dinamo Zagabria mantiene una clausola di partecipazione sull’eventuale plusvalenza: un dettaglio che tutela il club formatore e certifica l’aspettativa di crescita del ragazzo.
Il percorso è stato rapido nella stretta finale, ma lungo nella preparazione. Del resto, il ds Piero Ausilio seguiva Jakirovic da oltre un anno; la virata decisiva è arrivata con il sì del giocatore e il via libera a visite e firme. In diretta pre-partita di Inter–Arsenal è andata in scena persino una “trattativa” in chiave televisiva tra Beppe Marotta e Zvonimir Boban, presidente della Dinamo, segno di rapporti istituzionali distesi e di un dossier ormai ai dettagli.
Classe 2008 (nato il 16 gennaio), mancino, 191 centimetri di statura, difensore centrale con possibilità di adattarsi da terzino sinistro in linea a quattro o braccetto a sinistra in una difesa a tre. Profilo fisico importante, ma non solo: tempi di lettura sull’anticipo e timing nel gioco aereo sono le prime qualità che saltano all’occhio. Ha già collezionato minuti in prima squadra con la Dinamo, inclusa una presenza in UEFA Champions League nella vittoria per 2-1 contro il Milan nella scorsa stagione. Debutto in HNL a 16 anni compiuti da quattro mesi, altro indizio di fiducia anticipata nei suoi confronti. La ribalta giovanile è quella della UEFA Youth League: due gol al Barcellona nel 2-2 del 12 febbraio 2025 (poi catalani avanti ai rigori). Due colpi di testa da palla inattiva che raccontano timing, postura e cattiveria su gioco aereo offensivo.
Non è un segreto che sul ragazzo ci fossero attenzioni diffuse: si sono mossi club come Barcellona, Napoli, Stoccarda, Ajax, Lipsia e soprattutto Salisburgo. L’Inter ha accelerato in modo decisivo nelle ultime 48 ore, forte di rapporti fluidi con l’entourage del calciatore e di un progetto tecnico credibile (U23, sessioni con la prima squadra durante la stagione). La combinazione tra percorso e formula economica ha fatto la differenza. Perché l’Inter investe su Jakirovic? Soprattutto perché ha un identikit che risponde alle tendenze del ruolo. Il calcio d’élite chiede oggi centrali capaci di: difendere con ampiezza di campo alle spalle della linea alta; gestire l’uscita palla su primo tocco mancino; coprire l’ampiezza da braccetto o da terzino “di costruzione” quando l’avversario alza la pressione; essere minaccia su palle inattive.
In Jakirovic convivono scudo e leva: struttura per reggere l’urto, elasticità nei cambi di direzione, piedi educati per la trasmissione breve e media. La partita di Barcellona ha messo il faro sulla specialità della casa (il colpo di testa), ma i report su HNL e Youth League parlano di una crescita costante in marcatura e letture preventive.
Pozega, infanzia calcistica tra Sesvete e le giovanili della Dinamo, scalata di ogni categoria. Debutto in prima squadra a 16 anni nella trasferta di Koprivnica contro lo Slaven Belupo (18 maggio 2024). In Champions League l’ingresso al 93’ nel successo sul Milan vale come fotografia: staff tecnico che gli concede una finestra a partita da chiudere, in un contesto ad alta intensità emotiva. Tutte tappe che costruiscono anticorpi. Con la Croazia U17 e poi U18, Jakirovic accumula presenze tra amichevoli e qualificazioni europee, con minutaggi pieni che segnalano affidabilità più che fuochi d’artificio. È un percorso da difensore: meno highlights, più sostanza. Il papà è Sergej Jakirovic, ex tecnico della Dinamo e oggi allenatore dell’Hull City. Un cognome noto nei Balcani, ma il file di Leon racconta un iter ordinario: vivaio, step meritocratici, debutto anticipato per merito. La carriera del padre ha semmai moltiplicato l’attenzione sul ragazzo, non i privilegi.