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Sconfitta clamorosa con la penultima in classifica, restituiscono i soldi ai tifosi per oltre 9000 sterline

Impresa storica e orgoglio per una città di 50 mila abitanti, dall'altra parte la decisione dei quattro capitani di rimbrorsare i 374 sostenitori

Champions League 2025/2026: Bodo Glimt-Manchester City 3-1, mani tra i capelli per Herling Haaland e compagni

Champions League 2025/2026: Bodo Glimt-Manchester City 3-1, mani tra i capelli per Herling Haaland e compagni

Il vento del Mare di Norvegia taglia la faccia, la temperatura scende sotto zero, la neve “scricchiola” sotto gli scarponi. All’Aspmyra Stadion di Bodø, a due passi dal Circolo Polare Artico, esattamente 374 tifosi del Manchester City hanno intonato cori per 90 minuti tra fiato che fa fumo e dita intorpidite. Sono gli stessi 374 che, la mattina dopo, hanno letto una dichiarazione firmata dai quattro capitani Bernardo Silva, Rúben Dias, Rodri, Erling Haaland con una promessa semplice e potente: il rimborso del biglietto. «È il minimo che possiamo fare», il senso del messaggio. A detonarlo, una partita che resterà negli annali: Bodø/Glimt–Manchester City 3-1, prima vittoria di sempre del club norvegese in Champions League, e una delle serate europee più amare per la corazzata di Pep Guardiola.

IL GESTO DEL MANCHESTER CITY
RIMBORSATI I 374 TIFOSI PER OLTRE 9000 STERLINE

Il club ha chiarito che la decisione è stata presa dal gruppo di leadership dello spogliatoio. I quattro capitani hanno scelto di coprire di tasca propria il costo dei 374 tagliandi del settore ospiti, per una cifra complessiva stimata in circa 9.357 sterline (circa 25 sterline a biglietto). «I nostri tifosi sono tutto per noi… coprire il costo dei biglietti per chi ha viaggiato fino a Bodø è il minimo», si legge nella nota. Non un’operazione d’immagine, ma un segnale concreto di responsabilità verso chi ha affrontato un viaggio dispendioso e condizioni climatiche estreme, un tragitto che via terra misura più di 2000 kilometri.

Biglietti: Il rimborso copre il 100% del costo dei tagliandi del settore ospiti: circa 25 sterline a persona, per un totale di 9.357 sterline. Non copre ovviamente voli, alloggi, trasferimenti: spese che, per alcuni, hanno superato anche le 1.000 sterline.
Distanze: Bodø è più di 1.000 km a nord di Oslo, all’altezza del Circolo Polare Artico: non è una trasferta, è un percorso a ostacoli.
Condizioni: Freddo intenso e vento hanno reso la serata particolarmente dura sugli spalti, oltre che in campo. Un contesto che dà peso al gesto del giorno dopo.

La decisione del rimborso è stata accolta con favore dall’Official Supporters Club: Kevin Parker ha parlato di “legame speciale” tra calciatori e tifosi, ricordando quanto sia complicato raggiungere Bodø e resistere alle temperature “sottozero” per tutta la gara. Parole che misurano il valore simbolico di un gesto raro, capace di riportare il racconto dal campo alla comunità che sorregge il club ogni settimana.

L'IMPRESA DEL BODO GLIMT PER LA
PRIMA STORICA VITTORIA IN CHAMPIONS

Nel gelo dell’Aspmyra, il copione s’è ribaltato presto. Al 22' e al 24' il danese Kasper Høgh ha firmato un uno-due che ha tramortito i campioni d’Inghilterra. Nella ripresa il sinistro a giro di Jens Petter Hauge ha acceso l’estasi giallonera e portato il parziale sul 3-0. Il tentativo di rianimazione del City è arrivato al 60' con Rayan Cherki, ma due minuti dopo la serata s’è fatta nerissima: Rodri espulso per doppia ammonizione nello spazio di pochi secondi, respiro mozzato alle velleità di rimonta. Finale: 3-1, con il Bodø/Glimt a festeggiare la sua prima, storica vittoria in Champions League.

I numeri raccontano una gara “al contrario”: più possesso per il City, ma cinismo e intensità dalla parte dei norvegesi, perfetti nell’uscire in velocità sulle transizioni e nel coprire l’area con linea e tempi impeccabili. La gestione del contesto, il freddo, il campo sintetico, la pressione “di provincia” che si fa catena sonora, è stata tutta del Bodø/Glimt: organizzazione e ferocia hanno fatto la differenza.

DUE AMMONIZIONI IN 53 SECONDI
L'ESPULSIONE RECORD DI RODRI

Due flash statistiche aiutano a fissare l’evento. Primo: il Bodø/Glimt ha centrato la sua prima vittoria assoluta in Champions League. Secondo: l’espulsione di Rodri è arrivata con due gialli separati da appena 53 secondi, un’anomalia che rimanda a pochissimi precedenti per club inglesi nella competizione. Sono numeri che rendono la serata al confine del Polo un caso quasi di studio per chi osserva il calcio europeo attraverso la lente dei dati.

Al triplice fischio il sentimento predominante in casa City è stato la frustrazione. “Sembra che tutto stia andando storto”, il riassunto amaro attribuito a Pep Guardiola, mentre Erling Haaland norvegese, cresciuto calcisticamente a due ore di volo da Bodø, ha parlato apertamente di prestazione “imbarazzante” e di responsabilità da condividere: parole pesanti, a cui è seguita la scelta del rimborso.

La sconfitta complica il percorso del City nella nuova fase di lega della Champions 2025-26: il posizionamento nel Top 8  che garantisce l’accesso diretto agli ottavi è meno al sicuro, e l’ultimo turno assume peso specifico. Per il Bodø Glimt, invece, il colpo con i campioni d’Inghilterra vale oro: punti, fiducia, e la dimostrazione pubblica di poter “stare” a questo livello. Un punto di svolta per un club costruito con rigore nella scelta di giocatori, idee e allenatore, in un contesto economico imparagonabile a quello delle superpotenze.

Questa partita racconta due storie che si incrociano. Da un lato, la forza delle idee e dell’organizzazione di un club come il Bodø/Glimt, capace di massimizzare le proprie risorse e di costruire un’identità riconoscibile, fino a colpire una superpotenza. Dall’altro, il dovere per le grandi di restare “umane” nella sconfitta. Il rimborso non cancella il 3-1, ma dice che il Manchester City non vuole perdere la propria gente proprio quando le certezze vacillano. È il tipo di messaggio che, in stagioni lunghe e complesse, può valere quanto un risultato.

L'IMPRESA DALLA PROSPETTIVA DEL BODO

Dalla prospettiva norvegese, la serata è già materiale da poster: prima vittoria in Champions, contro una delle squadre-simbolo del calcio europeo moderno. I nomi di Høgh e Hauge resteranno legati a questa pagina, così come l’urlo di un pubblico che ha trasformato il piccolo Aspmyra in un catino. Per il movimento norvegese è un segnale: con lavoro, progetto e ambiente si può ancora fare la differenza contro chi, sulla carta, è più forte. In controluce, resta la scena iniziale: sciarpe strette sul viso, fiato che diventa vapore, 374 persone abbracciate a una passione che non ha latitudini. Il 3-1 è già storia; il rimborso è il gesto che la rende memorabile. Ora tocca al Manchester City trasformare quella pagina gelida in una leva per rialzarsi. E al Bodø/Glimt custodire il fuoco acceso nel cuore dell’Artico.

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