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Serie C

Dalla squadra che perde i pezzi ecco un difensore abituato a contesti «caldi», per il capoluogo di regione è un bel colpo

Dall’energia del mercato al pragmatismo del campo, il club ha puntato su un profilo già abituato alla pressione della categoria

CAMPOBASSO SERIE C - EMMANUELE SALINES

CAMPOBASSO SERIE C - Emmanuele Salines, difensore classe 2000, nella prima parte di stagione ha militato nel Trapani nel Girone C

A Selvapiana, in un pomeriggio di gennaio tagliato dal vento, la scena è minima ma eloquente: una firma, una stretta di mano, una maglia appoggiata sul tavolo. Tra gli addetti ai lavori, la domanda non è «chi?», bensì «perché proprio lui, adesso?». La risposta del Campobasso si legge nelle righe del mercato e nelle geometrie del campo: Emmanuele Salines, classe 2000, nato l’8 novembre 2000, cresciuto nelle giovanili del Cosenza, è il nuovo volto della difesa rossoblù. Contratto fino al 30 giugno 2027, con opzione per la stagione 2027-2028: un orizzonte temporale che parla di fiducia, programmazione e continuità tecnica.

UN'OPERAZIONE CHE NASCE DAL CAMPO, NON DALL'HYPE
Il nome di Salines non arriva trascinato dal glamour, ma da indicatori concreti: rendimento, versatilità, abitudine a palcoscenici caldi di Serie C. Dopo i contatti avviati con il Trapani 1905 (club che ha visto molti giocatori in uscita e su cui aleggia lo spettro dell'esclusione dal campionato), la trattativa è decollata fino alla chiusura: il profilo combacia con l’identikit elaborato per il tecnico dei molisani Luciano Zauri, tecnico chiamato a dare un’anima coerente a una squadra che vuole alzare l’asticella senza perdere equilibrio. La scelta, nel mezzo della sessione invernale, risponde a due esigenze: coprire il reparto con un difensore affidabile e aggiungere un calciatore capace di leggere più ruoli nella stessa linea.

CHI È SALINES, IDENTIKIT TECNICO
1) Ruolo naturale: difensore, con attitudine alla posizione di centrale destro in una linea a quattro o di braccetto in una difesa a tre; all’occorrenza, impiegabile da terzino destro grazie a passo e aggressività nell’anticipo. 2) Tratti distintivi: timing nell’uscita palla e nella pressione in avanti, buona lettura delle seconde palle, discreta qualità nella conduzione per spezzare la prima linea di pressione. 3) Aspetto mentale: abituato a contesti «caldi» (da Foggia a Trapani), ha gestito cicli di partite ravvicinate in cui la concentrazione è merce rara. L’impressione è quella di un difensore «da progetto», più che da comparsata.

PERCHÈ IL CAMPOBASSO LO HA VOLUTO: ESIGENZE, CONTESTO E VISIONE
La linea difensiva rossoblù, nell’idea di Zauri, deve crescere in tre aree chiave: 1) aggressione in avanti senza perdere copertura preventiva; 2) gestione pulita della prima uscita sotto pressione; 3) fisicità «funzionale», cioè capace di reggere gli uno contro uno laterali e le seconde palle. Salines porta un pacchetto di competenze che impatta su ognuna di queste voci. Nel duello aereo si muove con tempi corretti; nelle corse all’indietro conserva lucidità; nella costruzione dal basso non forza linee impossibili ma cerca la giocata «che spezza il pressing», soprattutto col piede destro in diagonale breve verso il quinto o la mezzala. Per un Campobasso che vuole alzare il baricentro senza trasformare ogni transizione avversaria in una minaccia, è esattamente il tipo di upgrade richiesto.

IMPATTO TATTICO NELLA SQUADRA
1) Difesa a quattro: da centrale destro, Salines può reggere marcature ibride su punte mobili e coprire le scalate del terzino in fase offensiva. Nelle fasi di non possesso, accorcia con coraggio sulla fonte palla, riducendo il volume di cross concessi. 2) Difesa a tre: da braccetto, offre quella famosa «uscita palla» che consente alla mezzala di ricevere più avanti, aprendo corridoi alle catene laterali. 3) Palle inattive: in area avversaria la sua presenza aggiunge una minaccia reale; in area propria, i tempi di stacco e l’attacco alla palla lo rendono affidabile sulla prima respinta. Questa duttilità permette a Zauri di interpretare le partite «a blocchi», variando l’assetto senza stravolgere i principi. In una Serie C sempre più «situazionale», saper cambiare registro dentro gli stessi 90 minuti è un vantaggio competitivo.

IL FATTORE AMBIENTALE
Firmare in un club come il Campobasso significa entrare in una comunità in cui la partita è un rito sociale. La proprietà guidata da Matt Rizzetta ha riacceso ambizioni e consolidato un progetto sul medio periodo, mentre il club sta costruendo una base solida, anche sul fronte organizzativo, per competere con continuità. L’arrivo di Salines si innesta in questo scenario: un tassello che dialoga con programmazione, tifo e visione tecnica. Senza consegnare il romanzo alla retorica, l’attesa è di un impatto «funzionale»: minuti, solidità, leadership silenziosa. Non è l’innesto che cambia la narrazione da solo, ma quello che spesso cambia il peso specifico di una linea. Il resto lo farà il campo, che in Serie C non concede sconti: e proprio in quel contesto «spietato», profili come Salines hanno dimostrato di saper reggere la distanza.

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