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Serie D

Ha 400 presenze tra i Prof ed è un'icona nella sua Regione, il fantasista ora si riscopre stella tra i Dilettanti

Un innesto che sposta gli equilibri, cosa può dare davvero il numero 10 al progetto guidato da un altro nome di grido

NOLA SERIE D - CRISTIAN GALANO

NOLA SERIE D - Cristian Galano, trequartista classe 1991, nella prima parte della stagione ha giocato nella Real Normanna sempre in categoria

A metà pomeriggio, al «Vittorio Papa» di Cardito, un pallone resta fermo vicino alla linea di metà campo. È l’istante che divide un girone d’andata schizofrenico da un ritorno in cui il Nola 1925 vuole cambiare passo. In quel cerchio di gesso, adesso, si piazza il sinistro educato di Christian Galano, un profilo che porta con sé un bagaglio di quasi 400 partite tra i Professionisti, una lista di reti a due cifre e la naturale tendenza a illuminare la manovra. È l’acquisto che certifica ambizione e visione: un inserimento ragionato per la squadra di Domenico «Mimmo» Giampà, pensato per dare qualità tra le linee e peso specifico negli ultimi metri.

CHI È DAVVERO GALANO, IL «ROBBEN» DI PUGLIA
Nel racconto di carriera, Galano è prima di tutto un esterno/attaccante mancino, capace di partire da destra per rientrare sul piede forte, ma adattabile da seconda punta e sotto punta. Negli anni ha imparato a occupare anche il mezzo spazio centrale, scivolando tra le linee come trequartista: è qui che il Nola immagina di usarlo, dentro un’idea di campo che lo avvicini alla zona calda dell’ultimo passaggio. Da manuale le sue armi: controllo orientato, conduzione a velocità media con cambio ritmo, tiro a rientrare e, quando il fisico lo consente, un buon primo passo sul corto. Non è un interditore, dunque «centrocampista» solo nella declinazione moderna del termine: mezzala/trequartista di possesso, più che interno puro. Elemento identitario: il soprannome, «Robben di Puglia», guadagnato tra Bari e Foggia. Un’etichetta mediatica? Sì, ma con un fondo di verità tecnica: il mancino a rientrare rimane la sua firma.

CARRIERA E NUMERI, COSA DICE L'ARCHIVIO
Nativo di Foggia (1991), Galano cresce nel Bari, si afferma tra i cadetti, passa per Gubbio (promozione), si rilancia a Vicenza, torna a Bari con una stagione d’élite (2017-2018), transita dal Parma (in prestito al Foggia), quindi un ciclo ricco di minuti a Pescara, una nuova parentesi al Bari e l’esperienza al Brindisi in Serie C (2023-2024). Nel 2024-2025 sceglie l’Eccellenza alla Polimnia, quindi nel 2025-2026 rientra in Serie D nell’area aversana. Il comunicato che annuncia l’approdo al Nola accredita circa 400 presenze tra B e C con 92 gol e 32 assist. Il profilo è da giocatore che ha inciso stabilmente nella Serie B italiana. Curiosità di curriculum: Galano è passato alla storia per la prima «green card» assegnata in Serie B (gesto di fair play). Un episodio simbolico che racconta anche il calciatore fuori dal dato nudo.

L'ULTIMA TAPPA PRIMA DI NOLA
La scorsa estate (agosto 2025) Galano ha sposato la causa della Real Normanna compiendo il passo di ritorno in Serie D con l’abito del «lusso per la categoria». A metà gennaio 2026 arriva la notizia della risoluzione e dell’imminente trasloco a Nola. Ora c’è l’ufficialità. A Nola la panchina è di Domenico Giampà, tecnico scelto in estate (luglio 2025). Identità: squadra corta, principi propositivi, ricerca di palleggio verticale e attacco degli half-spaces con rotazioni codificate. In un canovaccio simile, una mezzala offensiva/trequartista con sinistro educato è la cerniera naturale per trasformare possesso in pericolo. Dopo gli anni in Eccellenza, il club ha riabbracciato la Serie D grazie a un percorso di rilancio e all’attivismo della proprietà. La stagione del centenario e le operazioni di mercato hanno dato il segnale: l’obiettivo è restare nella parte nobile del girone, con ambizioni compatibili con equilibrio economico e crescita.

UN INNESTO SENSATO
Qui la chiave interpretativa è lessicale e tattica insieme. Nel comunicato si parla di «centrocampista», ma chi conosce Galano sa che la sua zona di confort è 20-30 metri più avanti. In Serie D, però, le etichette contano fino a un certo punto: l’obiettivo è mettere il giocatore nella porzione di campo dove può incidere. 1) Da «10» classico alle spalle della punta, con libertà di ricezione tra le linee, scarico corto e ricerca immediata della conclusione a rientrare. 2) Da mezzala offensiva a piede invertito in un 3-5-2 o 4-3-2-1, pronto a riempire il corridoio di destra e accentrarsi per il tiro sul sinistro: qui la parola chiave è «smarcamento di ricezione». 3) Da esterno alto destro che stringe dentro per liberare la corsia all’Under o al terzino di spinta: un classico pattern per calciare dal limite.

LE ASPETTATIVE, OLTRE I TITOLI
La narrativa del «colpo di mercato» rischia di banalizzare un passaggio più sottile. Galano, a 34 anni da compiere, non viene soltanto per aggiungere talento; porta soprattutto uno sguardo professionale su un gruppo giovane. Tradotto: cultura del dettaglio in settimana, cura tecnica nei gesti semplici, leadership silenziosa nel misurare i momenti della gara. È l’aspetto che spesso distingue chi fa il «salto» nel girone di ritorno. Non è un azzardo, non è un «colpo nostalgia». È una scelta mirata, che nasce da una domanda: come si trasforma una squadra con buone fondamenta in una formazione capace di risolvere le partite complicate? Con chi sa riconoscere i momenti e ha il gesto tecnico per piegarli. Il Nola 1925 ha deciso che quel profilo, oggi, è Christian Galano. Il campo, da qui a maggio, dirà quanto profondo sarà l’impatto. Ma la mossa, sul piano sportivo, è già coerente.

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