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Ha giocato per tanti anni tra Milan e Genoa, ora arriva nella neo promossa che non ha paura: il 21enne farà muro in difesa

Dalla scuola del calcio Professionistico al nuovo orizzonte dolomitico, ecco un giocatore che alza fisicità, protezione aerea e personalità

DOLOMITI BELLUNESI SERIE C - TOMMASO PITTINO

DOLOMITI BELLUNESI SERIE C - Tommaso Pittino, difensore classe 2005, nella prima parte di stagione ha giocato al Mantova in Serie B con una presenza in campionato

La scena è questa: un pallone spiove nell’area piccola, le maglie si accalcano, il tempo sembra rallentare. Da dietro, una figura slanciata si stacca con naturalezza, anticipa tutti, pulisce l’area e riparte palla al piede. Quel gesto semplice, stacco, lettura, pulizia, racconta meglio di qualsiasi curriculum chi è Tommaso Pittino: un centrale «verticale», educato alla scuola del Genoa, che oggi la Dolomiti Bellunesi porta in rosa a titolo temporaneo per guadagnare centimetri, campo e fiducia nella pancia del campionato. Difensore centrale, classe 2005, nato a Biella, alto 192 centimetri, 21 anni compiuti il 14 gennaio 2026. Un profilo immediatamente spendibile, perché già temprato da un anno e mezzo da Professionista.

CHI È TOMMASO PITTINO
Percorso «pulito», che unisce scuole tecniche diverse. Prima i primi passi nel vivaio del Milan, poi il passaggio al Novara, quindi lo sbarco nel 2021 al settore giovanile del Genoa. Con l’Under 17 rossoblù mette insieme le basi (13 presenze nella stagione d’esordio), poi cresce tra Under 18, Primavera 2 e Primavera 1, fino a essere stabilmente considerato un riferimento della retroguardia giovanile dei liguri. Il profilo tecnico racconta un difensore dalla buona pulizia di passaggio e una gestione matura del corpo a corpo, qualità già segnalate all’epoca da osservatori del calcio giovanile. Il primo assaggio di calcio dei «grandi» arriva nella stagione 2024-2025: prestito al Sestri Levante (Serie C, girone B) e poi a gennaio 2025 il trasferimento, sempre in C, al Lumezzane. È un biennio accelerato, fatto di partite, difficoltà e soluzioni imparate sul campo: minutaggio, cambi di girone, adattamento a due contesti tattici differenti. A fine estate 2025 il Genoa ne certifica la crescita con il rinnovo del contratto e lo gira in Serie B al Mantova, dove assaggia il livello cadetto. Un cammino, questo, che spiega perché oggi la Dolomiti Bellunesi lo scelga per rafforzare una linea difensiva che ha bisogno di fisicità e immediatezza.

LE TAPPE CHE CONTANO: SESTRI LEVANTE, LUMEZZANE E MANTOVA
1) Sestri Levante 2024-25: debutto tra i Professionisti, 11 presenze nel girone B, primo impatto con i duelli aerei «da adulti». Lì matura la consapevolezza di poter reggere ritmo e intensità del professionismo. 2) Lumezzane 2025: cambio di girone (A) a gennaio e 14 presenze da titolare/rotazione fino a fine stagione. Il dato più prezioso non è nelle statistiche realizzative, ruolo e compiti non lo richiedono, ma nella regolarità con cui entra e resta in campo. 3) Mantova 2025-2026: rinnovo con il Genoa fino al 2028 e prestito al club lombardo: esordio in Serie B e primi minuti nella categoria. Una tappa che alza l’asticella competitiva e ne consolida la cornice atletica. Un percorso coerente con i numeri aggregati di banche dati e reportistica tecnica: 192 cm di statura, piede preferito «entrambi», tendenza a semplificare in uscita con il passaggio corto, copertura della profondità come competenza primaria. Sono dettagli che si intrecciano a un lavoro giovanile di alto profilo e a un carattere che non disdegna la responsabilità (basti ricordare la traversa colpita in una gara di Coppa Primavera al Viola Park: episodio che racconta intraprendenza sulle palle inattive).

COSA PORTA ALLE DOLOMITI BELLUNESI
1) Centimetri e dominio del primo piano. In un girone, l’A di Serie C, tradizionalmente fisico, l’ingresso di un centrale da 192 cm che attacca la palla in avanti è un correttivo immediato sulle palle inattive, sia difensive sia offensive. 2) Gestione della profondità. Una delle principali difficoltà per le neopromosse è la lettura dello spazio tra linea e portiere: Pittino porta un bagaglio recente di duelli «campo aperto» maturato tra Serie C e Serie B. 3) Uscita pulita e coraggio nel primo passaggio. La sua scuola, Genoa, gli ha chiesto per anni di cominciare l’azione, non solo di chiuderla. Questo lo rende utile in un’idea di calcio in cui la costruzione bassa è leva per risalire i metri con ordine.

IL CONTESTO DOLOMITICO
La Dolomiti Bellunesi non è più la romantica favola che si affaccia tra i professionisti: è una realtà che, dopo la fusione tra Belluno, San Giorgio Sedico e Union Feltre (fondazione 2021), ha vinto il girone C di Serie D il 4 maggio 2025, guadagnando la prima storica promozione in Serie C. Un’ascesa sostenuta da un progetto identitario e da scelte manageriali progressive. La panchina ha vissuto un passaggio di testimone: a inizio ottobre 2025, dopo un avvio complicato, la società ha esonerato Nicola Zanini, tecnico della promozione, e affidato il gruppo ad Andrea Bonatti. Cambiare guida tecnica in corsa significa riadattare principi, meccanismi e coppie difensive: profilo come Pittino offre al nuovo allenatore una pedina malleabile, cresciuta in contesti metodologicamente «alti» (Lazio e Juventus nei trascorsi giovanili dello stesso Bonatti) e pronta ad assorbire richieste puntuali.

UN PRESTITO CHE HA UN SENSO TECNICO E TATTICO
Nel vocabolario di una neopromossa, la parola più preziosa è «equilibrio». L’arrivo di Tommaso Pittino porta proprio questo: centimetri, ordine, letture. Ma, soprattutto, porta un pezzo di cultura del lavoro costruito dentro un club, il Genoa, che negli ultimi anni ha rimesso al centro la formazione dei propri difensori, spingendoli presto fuori dalla comfort zone della Primavera per misurarsi con la realtà vera. Se la Dolomiti Bellunesi saprà accompagnarne i passi con continuità, il prestito diventerà una storia lineare: entrare, aiutare, crescere. Con la stessa naturalezza di quello stacco nell’area piccola da cui siamo partiti.

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