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Serie C

Ha giocato poco o niente e scende di categoria nel club sempre retrocesso negli ultimi 2 anni, la scelta del centrocampista

Dal vivaio dell’Atalanta alla maglia granata, il mediano sbarca nella squadra che vuole risalire puntando anche su di lui

SALERNITANA SERIE C - EMMANUEL GYABUAA

SALERNITANA SERIE C - Emmanuel Gyabuaa, centrocampista classe 2001, nella prima parte di stagione ha giocato 5 partite in Serie B con la maglia dell'Avellino

Allo stadio Arechi c’è una maglia che racconta già una storia: è la numero 4, pesante, destinata a chi dà ordine nei momenti di caos. Oggi quella maglia ha un nuovo proprietario: Emmanuel Gyabuaa. Un centrocampista «moderno», cresciuto nella scuola dei dettagli di Zingonia, con nel bagaglio un percorso azzurro completo, dall’U15 all’U20, e un debutto in Serie A da ragazzino. La Salernitana lo ha preso in prestito dall’Atalanta fino al 30 giugno 2026, con un obbligo di riscatto legato a determinate condizioni: un’operazione che dice molto delle ambizioni granata e della fiducia riposta in un profilo di sostanza e crescita immediata.

COSA PORTA IL GIOCATORE ALLA MEDIANA GRANATA
Centrocampista centrale per vocazione, all’occorrenza utilizzabile anche da mezzala o in un ruolo più difensivo, Gyabuaa porta alla Salernitana: 1) capacità di interdizione e riaggressione immediata; 2) mobilità nelle uscite in pressione e coperture preventive; 3) pulizia nel primo passaggio e ordine nel palleggio corto; 4) buona intensità sulle seconde palle e nel ribaltare l’azione. Il profilo è quello di un mediano moderno, abituato a muoversi in una struttura tattica riconoscibile come quella dell’Atalanta. Dati anagrafici e posizionali, oltre a struttura fisica, confermano l’inquadramento: classe 2001, 1,75 m, piede destro, con minuti e versatilità maturati tra Primavera, Under 23 e prime squadre di Serie B e Serie C.

RADICI, CRESCITA E TAPPE DECISIVE
Nato a Parma il 21 settembre 2001, origini ghanesi, Emmanuel Gyabuaa cresce nei settori giovanili di Parma e, dopo il crac del club nel 2015, passa all’Atalanta, dove completa lo sviluppo nella cantera più celebrata d’Italia. Il 13 dicembre 2020 esordisce in Serie A con la prima squadra della Dea (vittoria 3-0 sulla Fiorentina), una serata simbolica che segna il passaggio dal potenziale alla realtà. Seguono il Perugia in Serie B e il Pescara in C, prima di due stagioni sostanziose nell’Atalanta Under 23. Nel luglio 2025 l’Avellino, neopromosso in Serie B, lo accoglie in prestito dall’Atalanta con opzione e contro-opzione fino al 30 giugno 2026: una parentesi che si chiude anzitempo per fare spazio alla chiamata della Salernitana.

I NUMERI, INDIZI UTILI PER LEGGERE IL SUO IMPATTO
Le cifre aiutano a farsi un’idea concreta del bagaglio portato a Salerno. Sommando campionato, coppe e post-season, il mediano ha superato il muro delle 100 partite professionistiche tra Serie B e Serie C, con un bottino ridotto ma non marginale di gol e, soprattutto, una costanza d’impiego che per un centrocampista di rottura e raccordo vale quanto (se non più) le statistiche tradizionali. Lo stesso annuncio ufficiale granata mette in evidenza le 106 gare in Lega Pro (tra campionato, coppa e playoff) e le tappe in B con Perugia e Avellino. Se si osservano le stagioni recenti, emergono alcuni indicatori: 1) una progressiva crescita di minuti e responsabilità tra Atalanta U23 e Serie C; 2) l’impatto ancora in costruzione nell’ultimo semestre in Serie B, che a Salerno potrebbe trovare continuità grazie a un contesto in cui il suo profilo tecnico-tattico è richiesto con chiarezza.

COSA CAMBIA PER LA SALERNITANA
La Salernitana aveva bisogno di un centrocampista in grado di: 1) garantire coperture preventive quando i terzini spingono; 2) alzare la pressione sul portatore avversario in prima costruzione; 3) dare tempi semplici nella risalita palla a terra. Gyabuaa è un profilo che non «spacca» le partite da solo ma che le indirizza: taglia linee di passaggio, «accorcia» tra i reparti e rende più leggibile la squadra nei momenti in cui si difende correndo all’indietro. Questo consente a chi gioca accanto a lui di prendersi una giocata in più, sapendo di avere un equilibratore alle spalle. Con l’arrivo di Gyabuaa, le rotazioni in mediana inoltre guadagnano una pedina capace di coprire più ruoli. La sua presenza può «liberare» un interno più creativo, permettendo a Raffaele di variare fra: 1) doppio mediano per irrigidire la struttura contro avversari che rifiniscono centralmente; 2) mezzala di corsa per verticalizzare più in fretta quando la partita chiede campo.

UN INVESTIMENTO CHE PUÒ DIVENTARE PATRIMONIO
Se il percorso andrà nella direzione tracciata, la Salernitana si ritroverà a giugno 2026 con un centrocampista nel pieno dei 24-25 anni, inserito nel sistema e con margini di crescita ancora ampi. La possibile estensione contrattuale sino al 2029 (in caso di riscatto) blinderebbe un profilo che unisce età, formazione e funzionalità tattica. È la logica – spesso vincente – dell’acquisto progressivo: prima lo testi in ambiente reale, poi lo vincoli al tuo progetto tecnico. Negli ultimi 18 mesi, Gyabuaa ha attraversato fasi differenti: dall’Atalanta Under 23 alla parentesi in B con l’Avellino, dove le presenze non sono state altissime ma utili a riassaggiare la categoria. A Salerno, lo scatto può arrivare dalla continuità: ambiente caldo, obiettivi chiari, ruolo definito.

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