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Serie C

Il portiere 20enne da 17 clean sheet a stagione approda nel club che vuole puntare in alto, è il matrimonio perfetto

La società si muove con lucidità e pesca tra i migliori 2005 italiani fra i pali, nel recente passato del numero uno già 2 anni da titolare

ALCIONE SERIE C - FRANCESCO RAFFAELLI

ALCIONE SERIE C - Francesco Raffaelli, portiere classe 2005, nella prima parte di stagione ha giocato nell'Ospitaletto

C’è un orario in cui i campi si svuotano e il ronzio del traffico milanese torna a imporsi. È in quell’istante, spesso, che i portieri restano a lungo sotto la traversa. Ripetono prese, appoggi, uscite alte. Fra i riflessi e la noia, fra la routine e l’ambizione. La nuova scena all’Alcione Milano è già scritta: un ragazzo del 2005, fisico elastico e mentalità accesa, che ripassa gesti e tempi con la naturalezza di chi ha già vissuto tante domeniche «vere». Si chiama Francesco Raffaelli, arriva in prestito dal Bologna e porta con sé qualcosa che non si insegna: la confidenza con il mestiere. L’ufficialità è arrivata in data 21 gennaio, con una nota che certifica il trasferimento a titolo temporaneo.

UN INNESTO MIRATO PER UNA SQUADRA AMBIZIOSA
Dentro un campionato di Serie C in cui ogni dettaglio pesa, l’Alcione si è mosso con metodo: puntellare la porta con un profilo giovane ma già «competitivo», capace di sostenere il ritmo e la pressione del professionismo. Raffaelli, formatosi nel settore giovanile del Bologna e cresciuto con continuità nel calcio dei grandi, risponde perfettamente alla fotografia. Nel suo percorso spiccano le 68 gare ufficiali disputate con il Grosseto in Serie D, una palestra di concretezza dove si sbaglia poco e si impara in fretta. L’approdo arancione è la naturale prosecuzione di un’ascesa scandita da merito e resilienza. Nella prima parte di stagione è stato in organico all'Ospitaletto, sempre nel Girone A di Serie C.

PERCHÈ L'ALCIONE HA SCELTO RAFFAELLI
1) Il portiere del 2005 abbina reattività di piedi e braccia a un controllo interessante dello spazio dietro la linea difensiva. 2) Sa alzare la difesa con coraggio perché legge bene la palla scoperta e gestisce la profondità con uscite tempestive: una prerogativa fondamentale per un’Alcione che, con Giovanni Cusatis in panchina, ricerca costruzione e dominio dei corridoi centrali, chiedendo al portiere di essere un riferimento «alto» nella gestione della squadra. L’Alcione Milano, arrivato ai professionisti nell’estate 2024 e capace di tenere la categoria senza affanni, ha disegnato una traiettoria chiara: radicarsi, crescere per blocchi, rinforzare i ruoli-chiave con profili giovani ma già sperimentati. Raffaelli incarna questa linea. Non è un «colpo di immagine», è un investimento tecnico: margini di crescita elevati e impatto immediato in un reparto che, in Serie C, spesso decide le stagioni.

L'ALCIONE, UN CLUB IN ASCESA
Il progetto Alcione ha un profilo identitario preciso: milanese, contemporaneo, orientato alla crescita dell’infrastruttura sportiva e commerciale. In parallelo alla solidità sul campo, il club ha coltivato la prospettiva di una casa più capiente e funzionale. Nel 2025, l'allora co-presidente Marcello Montini raccontava l’obiettivo di un nuovo impianto «a 5 chilometri da San Siro», con la speranza, allora dichiarata, di un utilizzo già da gennaio 2026 e una capienza modulabile da 1.600 a 5.500 posti. Un tassello infrastrutturale che, insieme alla permanenza in categoria, disegna l’ambizione di diventare stabilmente la «seconda» squadra dei milanesi a livello di prossimità e identità.

LA GUIDA TECNICA E LO STILE DI GIOCO
La gestione di Giovanni Cusatis, un profilo di quelli che piacciono al calcio senza fronzoli, di quelli che «nel calcio non ci si inventa niente» e che «in campo va sempre la formazione migliore, pronta a stupire con gioco semplice, grinta e mentalità», ha dato all’Alcione un’impronta pratica: costruzione pulita, disciplina senza palla, catena di fascia organizzata. In questo quadro, il portiere deve saper «parlare» con la linea, accompagnare il giro palla, accelerare l’uscita sulla pressione. Raffaelli, per fisicità e letture, si inserisce in un ruolo che non è soltanto difensivo ma proattivo: l’undicesimo uomo della costruzione.

NOTA DI METODO: UN INNESTO GIUSTO «OGGI»
Nel calcio di oggi, l’età è una variabile, non una sentenza. Un portiere del 2005 con quasi 70 partite «vere» e un’esposizione crescente al professionismo vale più dell’esperienza anagrafica. Il mercato lo ha capito: investire su giovani che hanno già «visto» la fatica della domenica e l’odore dell’erba bagnata dello spogliatoio di provincia è spesso la via più solida per migliorare. Il club milanese ha scelto di farlo su un ruolo che, più di altri, definisce la propria identità competitiva. In sintesi: l’Alcione Milano non ha preso soltanto un portiere. Ha aggiunto una porzione di futuro alla propria porta. E in un campionato che spesso si gioca su dettagli, scommettere su un 2005 con esperienza «vera» è una mossa che parla la lingua della credibilità.

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