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Serie C

L'ex Torino ritrova il granata e può fare la differenza in squadra, parte un'avvincente missione-salvezza

Esperienza, fisicità e fame: perché l’arrivo del portiere può riscrivere le gerarchie e dare identità alla fase difensiva

PONTEDERA SERIE C - UMBERTO SARACCO

PONTEDERA SERIE C - Umberto Saracco, portiere classe 1994, nella passata stagione ha giocato per l'Audace Cerignola nel Girone C di terza serie

Una parata al tramonto, quando lo Stadio Ettore Mannucci si svuota e il rumore del traffico torna a sovrastare il rimbombo delle gradinate. Il pallone, deviato con la punta dei guantoni, sibila a pochi centimetri dal palo e si spegne oltre la linea di fondo. In quell’istante si capisce perché un club di Serie C come il Pontedera abbia deciso di puntare su Umberto Saracco: riflessi, letture e quella calma chirurgica che non si insegna. L’ufficialità è arrivata nel pomeriggio di oggi – una nota che parla di «129 presenze in Serie C e 35 in Serie B», curriculum di sostanza per un 31enne che ha già vissuto salvezze, rincorse e serate da dentro o fuori. Un profilo pronto, senza fronzoli, con un passato recente all’Audace Cerignola e un passaggio a Lecco che lo ha temprato in un contesto ad altissima pressione. Senza contare la lunga parentesi al Cosenza (dal 2014 al 2022) dopo le giovanili al Torino.

PERCHÈ AL PONTEDERA ADESSO
Nel quadro attuale della rosa granata, il reparto portieri contava su tre elementi: Tommaso Vannucchi, Valerio Biagini e Niccolò Strada. Un gruppo giovane, con prospettive ma con la necessità, percepibile da settimane, di aggiungere esperienza immediatamente spendibile nei finali in apnea, nelle partite «sporche», nelle uscite alte con area affollata. L’inserimento di Saracco aggiunge centimetri, letture e leadership. La fotografia ufficiale della prima squadra pubblicata dal club a inizio mese testimonia una base solida su cui innestare un numero uno pronto: l’arrivo dell’ex Cerignola, in questo senso, è la pennellata mancante.

COSA PORTA IN DOTE: CHIAVI TECNICHE
1) Comando dell’area e gestione delle palle inattive. Il dato più riconoscibile del suo gioco è l’uso consapevole del corpo nelle uscite alte: braccia lunghe, tempo di stacco puntuale, capacità di «prenotare» la traiettoria tagliando la corsa dell’avversario senza contatto inutile. In Serie C, dove il calcio piazzato incide pesantemente, questo è un fattore. Le stagioni al Cerignola  lo hanno costretto a lavorare in contesti con densità elevata in area. È un allenamento reale, ogni settimana. 2) Letture sul corto e coperture alle spalle della linea. Nei minuti caldi, Saracco tende a guadagnare mezzo metro di posizione per accorciare lo spazio alle spalle dei centrali. È un dettaglio che vale punti quando l’avversario cerca la verticalizzazione centrale o il taglio del mezzopunta. Esperienze come Lecco, in un campionato di Serie B frenetico e verticale, lo hanno affinato nella lettura della palla scoperta. 3) Comunicazione e «governance» del reparto. I profili con oltre 160 presenze tra B e C hanno un tratto comune: parlano tanto, spesso e bene. Il lavoro «in cuffia» con i centrali e con il mediano basso è una forma di prevenzione del pericolo

LE GERARCHIE POSSIBILI
Il Pontedera ha gestito fin qui il ruolo con attenzione alle rotazioni, puntando su profili in crescita. L’arrivo di Saracco apre due scenari: 1) Concorrenza interna «pura»: chi sta meglio gioca, con alternanza ragionata in base a stato di forma e caratteristiche dell’avversario (ad esempio, più centimetri e presenza aerea contro squadre forti sulle palle inattive). 2) Staffetta programmata: definizione di un primo e secondo con spazio in Coppa Italia Serie C e, all’occorrenza, nelle settimane con turni ravvicinati. La scelta dipenderà dalle valutazioni dello staff tecnico e dagli equilibri dello spogliatoio. Quel che è verosimile, alla luce del profilo, è che Saracco nasca per essere un titolare credibile fin da subito.

IL CONTESTO: DOVE SI TROVA OGGI IL PONTEDERA
La stagione 2025-2026 del Pontedera, quinta consecutiva tra i Professionisti nella nuova era, vive una fase in cui ogni punto pesa doppio considerando l'ultimo posto in classifica con 15 punti. La fotografia «enciclopedica» del campionato colloca la squadra ora allenata da Simone Banchieri nel Girone B della Serie C, con un percorso in costruzione e margini di miglioramento possibili soprattutto nella fase difensiva. In questo scenario, l’upgrade tra i pali è una mossa che parla di ambizione prudente: stabilizzare il rendimento dietro per liberare energie in avanti.

UNO SGUARDO AL PASSATO PER CAPIRE IL PRESENTE
La carriera in rossoblù a Cosenza non è stata solo quantità di presenze, ma anche qualità del percorso: l’ambiente calabrese, con le sue attese e i suoi picchi emotivi, è una scuola severa. Portarsi dietro un trofeo, la Coppa Italia Serie C del 2014–2015, significa aver respirato settimane di alta tensione che, nel calcio italiano, tornano sempre utili quando la stagione entra nel vivo. Il Pontedera ha acquistato non solo un portiere, ma un vissuto. Con Umberto Saracco, il club toscano si assicura un portiere adulto, abituato a stare dentro le partite, capace di comandare l’area e di alzare l’asticella di un reparto che aveva bisogno di un riferimento. La firma non è solo un movimento di mercato: è una dichiarazione d’intenti.

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