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Lutto

Tragedia in campo, a soli 27 anni ci lascia un bravo calciatore di provincia dedito al suo ruolo come un Professionista

Il ragazzo è caduto a terra durante una gara di Coppa, i soccorsi sono stati immediati e prolungati ma non c'è stato nulla da fare

LGC MONCARAPACHENSE - NASSUR BACEM

LGC MONCARAPACHENSE - Nassur Bacem, classe 1998, aveva alle spalle una vasta carriera in Portogallo tra giovanili professionistiche e campionati minori di prima squadra

Era il minuto 27 quando il silenzio ha azzerato il rumore del pallone. Un attimo prima il gioco scivolava via nella notte di Olhão, terza eliminatoria della Taça da Associação de Futebol do Algarve, torneo distrettuale. Un attimo dopo, il corpo di Nassur Bacem, 27 anni, crolla vicino alla panchina avversaria. Inizia una corsa contro il tempo: massaggio cardiaco, defibrillatore sul prato, l’intervento dei sanitari delle due squadre, poi l’arrivo dei soccorritori dell’INEM. Le manovre si protraggono a lungo, ma il cuore non riparte. Quel cronometro, fermo su un 27 che diventa cifra e simbolo, racconta l’istante in cui il calcio portoghese perde un altro figlio.

COSA È SUCCESSO IN CAMPO
Secondo le ricostruzioni convergenti della stampa locale, il difensore del Lusitano Ginásio Clube Moncarapachense – comunemente Moncarapachense – si sarebbe accasciato durante il primo tempo della sfida contro l’Imortal Desportivo Clube. La dinamica, riportata da fonti portoghesi e spagnole, indica un collasso improvviso, seguito da arresto cardiorespiratorio: il medico e il fisioterapista del Moncarapachense sono i primi a intervenire, affiancati dal fisioterapista dell’Imortal e dal responsabile del Supporto di Base alla Vita dell’Estádio Municipal de Olhão; viene impiegato un defibrillatore in attesa dell’equipe dell’INEM. A dispetto della tempestività, l’esito è tragico. Alcune testate riferiscono che il decesso sia stato dichiarato sul posto; altre parlano di conferma in ospedale poco dopo un rapido trasferimento. Si è concordi purtroppo su un punto: nonostante manovre di rianimazione prolungate, Nassur Bacem non è sopravvissuto.

CHI ERA NASSUR BACEM
Per chi ne ha incrociato la strada nelle categorie portoghesi, Nassur Bacem era un terzino affidabile, disciplinato, con passo e letture da laterale moderno. Formatosi giovanissimo al Recreio Desportivo de Águeda, ha vestito in età di sviluppo maglie prestigiose come quelle delle giovanili di Sporting CP, SC Braga, Académica, Leixões e Gafanha. Nel calcio dei grandi passaggi a Leixões, SC Vista Alegre, CS Marítimo (tra B e Under 23), Oliveira do Hospital, Camacha, fino all’approdo nel Moncarapachense. Un percorso di provincia e dignità professionale, tipico di chi macina chilometri senza riflettori, ma con la stessa fame di chi gioca nell’élite. 

LE REAZIONI, IL LUTTO DEL CALCIO PORTOGHESE
La Federação Portuguesa de Futebol ha diffuso una nota di cordoglio che ricostruisce in sintesi la carriera del giocatore e porge le condoglianze alla famiglia e al club. L’Associação de Futebol do Algarve ha espresso pubblicamente il proprio dolore e la vicinanza ai compagni e agli amici, così come lo stesso Moncarapachense, che in un comunicato ha parlato di «vuoto immenso» lasciato dal calciatore. Parole sobrie, come dev’essere in questi momenti, che restituiscono però la misura dell’impatto emotivo su una comunità calcistica fatta di campi periferici, volontariato e professionismo sottotraccia.

UN FILO CON ALTRE STORIE
Il calcio europeo, e portoghese in particolare, ha conosciuto altri casi che hanno segnato la memoria collettiva. È giusto ricordarli con misura, senza sovrapporre vicende diverse: servono a ricordare che la morte improvvisa nello sport è rara, ma non impossibile, e che la preparazione non è un orpello, è un dovere. Alcuni episodi hanno spinto leghe e club a incrementare le dotazioni e la formazione; in altri, nonostante l’immediatezza degli interventi, il destino è stato inesorabile. Il dibattito scientifico continua e aggiorna le buone pratiche.

UN IMPEGNO CHE VALE PER TUTTI
Se c’è una lezione immediata, è questa: la catena della sopravvivenza non è materia per addetti ai lavori soltanto. In Italia, in Portogallo, ovunque si giochi a calcio o si faccia attività sportiva, imparare la RCP, riconoscere i segni d’allarme, saper usare un AED è un gesto civico, oltre che sportivo. Le statistiche dicono che un intervento entro 3–5 minuti può portare la sopravvivenza vicino al 70%: quelle percentuali, quando diventano persone, cambiano famiglie e comunità. È l’unico modo onesto per onorare chi, come Nassur Bacem, non c’è più: trasformare il dolore in preparazione e la memoria in responsabilità.

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