Serie C
23 Gennaio 2026
RENATE SERIE C - Filippo Vesentini, centrocampista classe 2002, nella prima parte di stagione ha collezionato 7 presenze con l'Union Brescia
C’è una foto che racconta già tutto: un centrocampista alto quasi due metri che attacca l’area con tempi da mezzala e corpo da difensore centrale, i compagni che gli puntano la palla sulla fronte e lui che, più che saltare, cala dall’alto. È l’identikit di Filippo Vesentini, classe 2002, nato a Verona, altezza 192 cm, nuovo innesto del Renate. Operazione chiusa con la formula del prestito temporaneo dall’Union Brescia fino al 30 giugno, una finestra abbastanza ampia per incidere davvero sulle sorti nerazzurre e per rimettere in moto una carriera che, tra salti di categoria, infortuni e rilanci, ha già il sapore del viaggio formativo. L’ufficialità è arrivata nelle scorse: per il tecnico Luciano Foschi è un rinforzo strutturale, non un semplice tassello di rotazione.
UN PROFILO CHE ALLARGA IL VENTAGLIO DELLE SCELTE
Il primo dato è visivo: 192 centimetri e una fisicità rilevante. Ma ridurre Vesentini a «solo fisico» sarebbe un errore. Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del ChievoVerona, ha sviluppato una cultura tattica ordinata e un controllo della profondità che lo rende utile in più zone del campo. Le banche dati specializzate lo inquadrano come centrocampista centrale con possibilità di adattarsi anche da centrale difensivo o esterno destro di centrocampo, segno di una duttilità rara in un profilo di appena 23 anni. La lettura delle seconde palle, la copertura delle linee di passaggio e la capacità di vincere duelli aerei sono le sue leve principali; gli inserimenti senza palla, specie sul secondo palo, sono un’arma complementare che in Serie C può fare la differenza contro difese schierate.
IL PERCORSO: DALLA VIRTUS VERONA ALLA FERALPI
La storia parte da Borgo Venezia, casa della Virtus Verona e di Gigi Fresco, dove Vesentini si è affacciato al professionismo nella stagione 2021-2022, in Lega Pro, collezionando complessivamente 42 presenze in tre anni. Un triennio utile a costruire esperienza e struttura mentale: minutaggio progressivo, compiti specifici in fase di non possesso, prime responsabilità nella gestione dell’uscita bassa. Nell’estate 2024 arriva il trasferimento alla Feralpisalò: stagione definita «la più prolifica» della sua carriera recente, con 22 apparizioni, 1 gol e 3 assist, numeri che fotografano un giocatore in crescita, capace di alternare lavori «sporchi» da equilibratore a guizzi offensivi determinanti.
CAPITOLO BRESCIA
La successiva tappa porta all’Union Brescia (arrivo nell’estate 2025, contratto fino al 30 giugno 2026): in biancazzurro ritrova un contesto ambizioso, utile per alzare la qualità del quotidiano e misurarsi con obiettivi ravvicinati. La concorrenza interna, però, si fa intensa: l’avvio mostra segnali positivi, si ricorda un assist decisivo in campionato, ma lo spazio si riduce col passare delle settimane. Da qui la scelta condivisa: prestito al Renate per ritrovare continuità, ritmo e centralità nel progetto tecnico. È la classica mossa win-win: gioca il calciatore, guadagna la squadra che lo accoglie, resta proprietario del cartellino un club che punta a riportarlo alla base con un bagaglio ampliato.
IL CALENDARIO REGALA UN INTRECCIO EMOTIVO
A dare un tocco romanzesco alla vicenda è il calendario: il Renate si ritroverà presto sulla strada della sua «società madre», l’Union Brescia, precisamente sabato 24 alle 14.30. È la fotografia del calcio di gennaio: ieri compagno, domani avversario. Per Vesentini, che conosce già idee e principi della squadra di partenza, potrebbe essere un vantaggio nell’immediato: letture delle pressioni, punti deboli da attaccare, movimenti ricorrenti. Per il Renate, un jolly di conoscenza che vale come piccola scorciatoia tattica verso una gara dal peso specifico notevole. È ragionevole attendersi, ora, un incremento di minuti e, di conseguenza, di eventi positivi (intercetti, contrasti vinti, passaggi progressivi), specialmente se inquadrato da Foschi in una mediana a due con una mezzala di gamba che attacchi lo spazio.
COSA ASPETTARSI ALL'ESORDIO
Considerato l’intreccio di calendario, è plausibile che lo staff nerazzurro provi ad accelerarne l’inserimento. Le opzioni: 1) mezzala destra in un 3-5-2, con libertà di aggredire in avanti e raddoppiare a protezione dell’esterno; 2) mediano in un 4-3-3 capace di scivolare in linea a 5 in fase di non possesso, abbassandosi tra i centrali; 3) interno «box to box» in un 4-4-2 asimmetrico, utile a creare superiorità numerica a destra. In tutte queste soluzioni, la sua taglia cambia i duelli in mezzo: palloni alti contesi, seconde palle controllate, calci piazzati a favore che diventano occasioni. Se poi dovesse arrivare anche una giocata pesante (un gol, una sponda decisiva), l’impatto potrebbe essere immediato non solo sul piano tecnico ma anche su quello emotivo. Lì, tra contrasti, secondi palloni e palle inattive, capiremo quanto questa mossa saprà spostare l’ago.