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Serie C

Ecco un numero 9 che fa su e giù per l'Italia e ha curriculum adatto alla categoria, il club cambia volto in attacco

In squadra arriva un giocatore che ha requisiti solidi e un profilo tattico che può cambiare il peso specifico del reparto offensivo

ALCIONE SERIE C - VINCENZO PLESCIA

ALCIONE SERIE C - Vincenzo Plescia, attaccante classe 1998, nella prima parte di stagione ha giocato nel Sorrento nel Girone C

È un pomeriggio terso all’Ernesto Breda di Sesto San Giovanni. Sulla rete di recinzione, una maglia arancione con un 9 nuovo di zecca oscilla al vento mentre uno staffiere sistema le sagome per i calci piazzati. Dentro lo spogliatoio, una valigia è appena stata posata: appartiene a Vincenzo Plescia, classe 1998, palermitano. Il suo trasferimento in prestito dal Sorrento all’Alcione Milano è ora ufficiale, con opzione di riscatto a favore del club meneghino. Una mossa che parla la lingua della concretezza: pochi proclami, molti indizi tecnici e numeri che, al netto delle mode, raccontano di un centravanti abituato a fare a sportellate con i difensori della Serie C e a incidere nei momenti che contano. La nota di annuncio degli arancioni è asciutta e diretta: l’Alcione aggiunge un attaccante che ha già messo insieme oltre 200 presenze e 32 goltra i professionisti, cresciuto nel vivaio del Palermo e passato da piazze che hanno fame e memoria come Piacenza, Avellino, Messina e Renate.

PERCHÈ L'ALCIONE AVEVA BISOGNO DI UN NUMERO 9
Il contesto è cruciale. L’Alcione Milano, al 2° anno in categoria con entusiasmo contagioso, sta misurando il passo alla durezza del professionismo. Gioca le gare interne al Breda, impianto condiviso sul territorio e accordato grazie a una filiera istituzionale e sportiva complessa (che ha coinvolto, tra gli altri, Pro Sesto e FC Internazionale per la pianificazione d’uso): un’operazione che racconta di un club organizzato e capace di muoversi con lucidità. In una Serie C Girone A che alterna ritmi da battaglia e scariche tattiche da categoria superiore, le partite spesso si indirizzano su episodi e palloni sporchi. L’assenza di un vero riferimento centrale, soprattutto quando la gara si incanala sul piano fisico, può costare punti. Con Plescia, l’Alcione inserisce: 1) un target per la prima palla diretta quando la costruzione dal basso è schermata; 2) una presenza per riempire l’area in cross e ribattute; 3) un «grimaldello» per abbassare una difesa avversaria e aprire spazi alla seconda punta o alle mezzali che s’inseriscono.

CHE GIOCATORE È PLESCIA, CARATTERISTICHE TECNICHE
Chi ha visto Vincenzo Plescia nelle sue ultime tappe racconta un centravanti «da corsia preferenziale» per i compagni: sa proteggere palla, è reattivo nel colpo di testa, non disdegna la corsa in profondità e si muove in diagonale per creare linee di passaggio interne ai compagni. La sua mappa-scatto ideale in area è sul primo palo, ma negli anni ha imparato a tagliare dietro quando l’esterno opposto crossa sul secondo. Nel Messina 2023-2024 ha trovato 5 gol in 34 presenze, spesso lavorando nella melina di sponde e seconde palle tipica delle squadre che giocano per sottrarre ritmo all’avversario. Nel Renate 2024-2025 ha retto 35 apparizioni con 3 reti, in un contesto tattico di maggiore palleggio, dove il lavoro «oscuro» dell’attaccante ha valore nascosto nelle metriche di possesso e nelle pressioni in prima linea. Nel primo scorcio di 2025-2026, al Sorrento, è andato a referto con 3 gol in 19 gare di campionato, mantenendo una media di contributo coerente con il suo storico in C.

DOVE E COME PUÒ INCIDERE
1) 4-3-3 «elastico» con Plescia centravanti: due esterni larghi, mezzali a correre dentro. Qui il nuovo 9 diventa il perno per invertire il lato o liberare l’uomo tra le linee. 2) 3-5-2 o 3-4-1-2: Plescia fa il boa, l’altro attaccante attacca lo spazio. Con una mezzala box-to-box che si butta dentro su seconda palla, l’xG di squadra può crescere anche senza dominare il possesso. 3) 4-4-2 a rombo: è la soluzione per consolidare vantaggi o rompere l’inerzia con due riferimenti centrali e i terzini in sovrapposizione. In tutti gli scenari, la palla inattiva diventa un’arma in più: Plescia porta fisicità in marcatura offensiva e una soluzione B quando la partita si sfilaccia.

L'ORIZZONTE DELL'ALCIONE, CLASSIFICA E IDENTITÀ
A inquadrare la mossa c’è l’orizzonte di un club che ha scelto di stare nella categoria con metodo. L’Alcione Milano è oggi un progetto riconoscibile: organizzazione, comunicazione essenziale, un impianto come il Breda che dà scala professionale alle partite casalinghe in attesa del nuovo impianto a Milano, una presenza sempre più strutturata negli spazi della Lega Pro. Sul piano tecnico, l’innesto di Plescia mira a correggere la parte «bassa» del bilancio xG: servivano presa d’area, minuti da target man, la capacità di “sporcare” l’uscita avversaria e di creare tiri ad alta pericolosità. La letteratura della C insegna che una squadra «media» che aggiunge un 9 che conosce il mestiere può guadagnare 6-8 punti nell’arco di un girone di ritorno, tra gol e situazioni in cui la sua mera presenza cambia la postura della difesa rivale. È una stima prudente, ma fondata sull’osservazione della categoria negli ultimi anni.

UN'OPERAZIONE CHE È ANCHE UN MESSAGGIO AL CAMPIONATO
In un mercato invernale spesso caotico, l’Alcione ha inviato un segnale di serietà: puntare su un profilo conosciuto della categoria, capace di elevare il livello competitivo senza stravolgere equilibri e senza appesantire il bilancio con operazioni a lungo termine. Il prestito con opzione racconta la grammatica di un club che pianifica: prova, misura, decide. E lo fa nel momento in cui il campionato entra nella sua fase caratteriale, quella in cui le squadre che sanno come vincere le partite «sporche» prendono margine. La domanda che tutti si pongono è semplice: quanto inciderà Plescia in termini di gol, sponde, punteggi? Una prima risposta arriverà già nelle prossime uscite casalinghe al Breda. Se il rapporto con gli esterni si sincronizzerà presto e se l’Alcione saprà alternare registri (fraseggio e gioco diretto) senza perdere qualità, il contributo del nuovo 9 potrebbe essere tangibile già nel primo mese.

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