Serie C
23 Gennaio 2026
FOGGIA SERIE C - Gianmarco Cangiano, attaccante classe 2001, nella prima parte di stagione con il Pescara in Serie B ha collezionato 9 presenze
Apri gli occhi e immagina lo Zaccheria in una sera umida d’inverno: sulla linea laterale destra un esterno a piede invertito prende palla, finge di andare sul fondo e rientra «alla Del Piero». La parabola esce dal piede destro con quella naturalezza che riconosci solo ai talenti cresciuti nei vivai forti. È il tipo di giocata che ai tifosi del Foggia manca da troppo tempo. Ora la città può tornare a sognarla: l’arrivo di Gianmarco Cangiano, in prestito con diritto di riscatto dal Delfino Pescara 1936, è ufficiale e racconta molto più di un semplice movimento di mercato. Dice che i rossoneri vogliono riconnettersi con un’idea: calcio tecnico, aggressivo, verticale. E soprattutto dice che, dopo settimane convulse tra passaggi societari e scossoni, a Foggia si ricomincia dal campo.
IL PROFILO IN BREVE
Esterno offensivo, preferibilmente a sinistra per rientrare sul destro. Soprannome di gioventù: Magic Box, per l’estro nelle giocate. Cresciuto nei vivai di Roma e Bologna; Serie A con i rossoblù, poi esperienze tra Serie B, Serie C ed Eredivisie. Con Pescara ha collezionato in Serie C 70 presenze e 7 gol in due stagioni; in B vanta 47 presenze e 1 rete. Anche 6 apparizioni al Fortuna Sittard. Numeri che restituiscono continuità e duttilità. E adesso? Adesso c’è Foggia. Un ambiente che chiede coraggio e qualità, e un tecnico, Enrico Barilari, che ha bisogno di un esterno capace di dare imprevedibilità e metri palla al piede.
IDENTITÀ TECNICA, COSA PORTA CANGIANO AL FOGGIA
Cangiano è un esterno creativo che ama ricevere tra le linee, puntare l’uomo e rientrare sul destro. L’etichetta di «esterno a piede invertito» non gli sta stretta: può interpretare anche la seconda punta e, all’occorrenza, agire da trequartista esterno nello sviluppo a tre mezze corsie. In carriera è stato osservato spesso in uscita di dribbling verso l’interno per la conclusione a giro o per l’assist «a rimorchio»: una cifra stilistica affinata in Primavera e confermata nelle prime sortite in Serie A con il Bologna. È la trama che i rossoneri hanno faticato a ricamare con continuità: produzione di situazioni di 1 vs 1, ultimo passaggio corto, cross tagliati sul secondo palo. Sotto il profilo atletico, non è un velocista «puro», ma compensa con primo controllo, protezione palla e capacità di cambiare ritmo nell’uno contro uno. In Serie C ha già mostrato di sapersi sporcare le mani in fase di non possesso, adattando il pressing al contesto: un requisito non negoziabile nella categoria. Gli oltre 70 gettoni in C sono un capitale di esperienza che riduce i tempi di ambientamento.
IL CONTESTO ROSSONERO
Il suo arrivo si inserisce in una fase di rifondazione. Nei giorni scorsi, si è consumato il passaggio di consegne dall’era Canonico alla proprietà guidata da Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto: una svolta non solo finanziaria ma culturale, con richiami a un passato in cui Foggia è stata sinonimo di coraggio e invenzione. In attesa delle formalità residue, l’intento dichiarato è intervenire sul mercato per raddrizzare una stagione complicata. Chi lavora sul campo, Enrico Barilari, ha già mandato segnali di identità nelle ultime uscite, stringendo il gruppo e riportando allo Zaccheria un’emozione collettiva che sembrava assopita. Un tassello «tecnico» come Cangiano consente varianti sul tema: 4-3-3 più naturale, 3-4-2-1 con l’esterno che si accentra alle spalle della punta, 4-2-3-1 con libertà di ricezione tra le linee.
CURRICULUM E CIFRE: ROMA, BOLOGNA E I PRESTITI CHE CONTANO
Il percorso di Cangiano è quello dei talenti italiani cresciuti all’ombra dei grandi vivai. A Trigoria viene plasmato da Bruno Conti, poi il passaggio al Bologna nell’estate 2019: operazione da circa 1,5 milioni di euro più una percentuale sulla futura rivendita secondo fonti specializzate. È con i rossoblù che arriva l’esordio in Serie A contro la Juventus il 22 giugno 2020. Da lì in poi una trafila di prestiti mirati: Ascoli, Crotone, Bari, parentesi olandese al Fortuna Sittard e, dal 2023, il biennio da protagonista a Pescara, culminato con la promozione in Serie B dei biancazzurri. I numeri ufficiali fotografano bene il bagaglio: 47 presenze e 1 gol in Serie B, 6 apparizioni in Eredivisie, 70 presenze e 7 gol in Serie C. Un profilo già testato in più contesti, che a Foggia non deve «inventarsi» giocatore, ma soltanto riconnettersi con la sua parte migliore.
LA CHIUSURA DEL CERCHIO
In un mercato spesso fatto di slogan, il Foggia mette in bacheca un’operazione che parla la lingua del campo. Gianmarco Cangiano non è semplicemente «un’ala in più»: è la promessa di qualche metro di fantasia, di dribbling che accendono gli spalti e di un calcio che prova a somigliare di nuovo alla sua gente. Adesso tocca al ragazzo nato nel 2001, e al suo destro che sa disegnare, trasformare una formula giuridica, «prestito con diritto di riscatto», in una storia che valga la pena di essere ricordata.