Serie C
23 Gennaio 2026
JUIVENTUS SERIE C - Teoman Gunduz, centrocampista classe 2004, nella prima parte di stagione con la Triestina ha totalizzato 19 presenze e 6 reti
Un corridoio stretto, quello che porta fuori dagli spogliatoi del «Nereo Rocco» di Trieste. Nelle ultime settimane, più volte Teoman Gündüz lo ha percorso con lo sguardo fisso davanti a sé, tra le voci di mercato e la concretezza del campo. Oggi, quel corridoio ideale cambia destinazione: dalla Triestina alla Juventus Next Gen, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e un salto che racconta la traiettoria di un calcio sempre più attento alla qualità e all’idea. L’ufficialità è arrivata in data 23 gennaio 2026, con una nota del club bianconero che chiude ogni margine di dubbio.
DALLA TRIESTINA ALLA NEXT GEN, COM'È NATO IL TRASFERIMENTO
Che la Juventus stia investendo con decisione nella Next Gen è storia degli ultimi anni: una seconda squadra che fa da ponte fra Primavera e prima squadra, contesto ideale per inserire profili di 21 anni con già minuti «veri» nel professionismo. In questo quadro, Gündüz è un tassello che unisce necessità e visione: qualità tecnica, inserimenti da mezzospazio, lettura degli ultimi 30 metri e attitudine a legare i reparti. La scelta della Triestina di aprire alla cessione definitiva non è solo una questione contabile: significa fidarsi della propria filiera di scouting e formazione, facendo valere la percentuale futura come leva di sostenibilità.
CHI È GUNDUZ: ORIGINI, PERCORSO E IDENTITÀ
Nato a Berlino nel giugno 2004, nazionalità turca con formazione tedesca: il percorso di Gündüz attraversa le giovanili dell’Hertha Berlino, poi l’approdo in Italia nel settembre 2023 per iniziare l’esperienza professionistica proprio con la Triestina. In carriera recente, un passaggio in prestito al Lecco nella stagione 2024-2025: parentesi utile per accumulare esperienza, minuti e responsabilità tattiche in un contesto competitivo. Ruolo e caratteristiche: trequartista naturale che può agire da mezzala offensiva o esterno a piede invertito, Gündüz tende a ricevere tra le linee, attaccare lo spazio cieco del difensore e rifinire di prima intenzione. È un profilo che ama la palla «fra le sagome» e che, in transizione, può scegliere se accelerare palla al piede o alzare la testa per il filtrante. Non è un «10» statico: è un costruttore di superiorità dinamica.
I NUMERI CHE SPIEGANO LA SCELTA BIANCONERA
Nel primo segmento della stagione 2025-2026 in Serie C, Gündüz ha totalizzato 19 presenze tra campionato e Coppa Italia Serie C, con 6 gol e 4 assist. Per un centrocampista offensivo, è un contributo che pesa: produzione diretta in 10 reti, quindi un impatto medio sostanzioso, soprattutto considerando la giovane età. Questi dati, comunicati dalla stessa Juventus nel giorno dell’ufficialità, fotografano un giocatore che non solo crea gioco, ma incide sul tabellino. Se si allarga lo sguardo oltre i comunicati, piattaforme statistiche e siti specializzati avevano già messo in risalto, nei mesi scorsi, una crescita lineare sia nella frequenza di finalizzazione sia nella pulizia del primo controllo orientato. La fotografia complessiva è quella di un Under che regge volumi da titolare in Serie C, premessa concreta per il salto in un ambiente come la Next Gen.
DOVE E COME PUÒ INCIDERE IN BIANCONERO
1) Posizione: da interno di 4-3-3 con compiti di accompagnamento e attacco del mezzo spazio, o trequartista di un 4-2-3-1 con libertà di muoversi tra le linee e andare a chiudere l’azione sul secondo palo. 2) Compiti: ricezione spalle alla porta, scarico corto e immediata riattivazione dell’azione; gestione del ritmo nella rifinitura bassa; presenza in area sul taglio debole. 3) Punti di forza: primo controllo, sensibilità sul corto, capacità di leggere la seconda palla e tempi di inserimento. 4) Aree di miglioramento: continuità sui 90 minuti, gestione della palla sotto pressione alta, difesa del corpo su contatti prolungati. Nel contesto della Next Gen, Gündüz può trovare spazio immediato da titolare o da primo cambio «pesante», soprattutto nelle gare dove servono creatività nella trequarti e tiri dalla media distanza. La sua versatilità permette allo staff di ruotarlo su più funzioni senza snaturarlo.
IL DETTAGLIO CHE PUÒ FARE LA DIFFERENZA
Più che la collocazione «di ruolo», sarà determinante il rapporto di Gündüz con gli spazi: quando li attacca, come li occupa, e quanto spesso li svuota per creare linee di passaggio ai compagni. Se la Next Gen riuscirà a metterlo nelle condizioni di ricevere sul tempo giusto, si vedranno subito i dividendi in termini di fluidità offensiva. A ciò si aggiunge una buona attitudine al pressing di riaggressione, che in un calcio ultra-reattivo come quello bianconero fa spesso la differenza nella metà campo avversaria. Nessun colpo di teatro, nessuna forzatura narrativa: la Juventus ha scelto Teoman Gündüz perché risponde a una domanda chiara del proprio progetto. Nel mezzo, un ragazzo di 21 anni chiamato a fare la cosa più difficile del calcio: ripetersi, crescere e incidere quando il contesto intorno sale di livello. È qui che si capisce se un’operazione è soltanto ben congegnata o anche giusta. I prossimi mesi ci diranno quale delle due definizioni meriterà di restare.