Serie C
23 Gennaio 2026
SIRACUSA SERIE C - Alessandro Sbaffo, trequartista classe 1990, nella prima parte di campionato con la Sambenedettese ha all'attivo 17 presenze e un gol
Un silenzio denso cala sul Nicola De Simone poco prima dell’allenamento pomeridiano. Poi un brusio, gli smartphone che si alzano, la porta che si apre. Entra Alessandro Sbaffo, il «Re» per tanti che l’hanno visto prendersi sulle spalle gruppi e stagioni. La stretta di mano con i dirigenti del Siracusa Calcio 1924, il sorriso di chi sa di essere arrivato nel posto giusto al momento giusto. La notizia corre veloce: l’ex capitano e faro della Recanatese, protagonista per anni tra Serie B e Serie C, ha firmato con gli azzurri. L’indiscrezione trova d'altronde conferme nella sequenza delle ultime settimane: la risoluzione con la Sambenedettese del 16 gennaio e l’immediato via libera al nuovo capitolo in Sicilia.
CHI È SBAFFO, IDENTIKIT DI UN LEADER TECNICO
Nato a Loreto il 27 agosto 1990, Alessandro Sbaffo è un centrocampista offensivo duttile, capace di muoversi tra le linee, rifinire e colpire in area. In carriera ha accumulato oltre 370 presenze tra Serie A, Serie B, Serie C e Serie D, con più di 80-90 gol complessivi. È cresciuto nel vivaio del Chievo Verona, con cui ha esordito in Serie A il 28 marzo 2010 contro il Parma. Tra i club in cui ha lasciato traccia: Piacenza, Ascoli, Reggina, Latina, Avellino, Como, Reggiana, Albinoleffe, Gubbio, Arzignano Valchiampo e, soprattutto, la Recanatese, dove è diventato riferimento tecnico e carismatico portando prima il club tra i Professionisti per poi salvarlo la stagione successiva.
IL «RE» AL SIRACUSA CAMBIA IL QUADRO
Il Siracusa Calcio 1924 è alla sua stagione di ritorno tra i professionisti in Serie C 2025-2026, con un progetto che il club ha messo nero su bianco sin dalla rifondazione e dal recente consolidamento societario sotto la presidenza Alessandro Ricci. Il rientro stabile in C, l’organizzazione interna e le scelte tecniche (in panchina Marco Turati) hanno tracciato un percorso chiaro: consolidarsi oggi per alzare l’asticella domani. L’arrivo di Sbaffo si inserisce in questa traiettoria come innesto di qualità, esperienza e personalità. Non solo numeri: il valore aggiunto è la capacità di «leggere» le partite, accendere la rifinitura e creare superiorità tra le linee. In un girone in cui le partite si decidono su dettagli, avere un giocatore in grado di gestire i ritmi e di incidere su palla inattiva è un vantaggio competitivo.
COSA PORTA IN CAMPO SBAFFO
1) Intelligenza tattica e polivalenza: trequartista naturale, Sbaffo può agire da mezzala di possesso o da seconda punta «associativa», legando reparti e liberando gli attaccanti. 2) Rendimento «ibrido»: negli anni si è via via avvicinato alla porta, aumentando produttività realizzativa. Le cifre raccontano stagioni in doppia cifra alla Recanatese in Serie D e Serie C, con picchi da 23 reti in Serie D (2021-2022) e da 14 gol nelle prime due annate di C con i leopardiani, che spiegano il perché del soprannome e della considerazione trasversale. 3) Peso specifico nei finali di gara: per struttura fisica (1,88 m) e timing, è un fattore nei duelli aerei e sulle palle inattive, sia come rifinitore sia come terminale.
UN COLPO COERENTE CON L'AMBIZIONE DEL SIRACUSA
Dentro il quadro di una Serie C sempre più competitiva, basti guardare la densità qualitativa del Girone C, l’innesto di Sbaffo offre al Siracusa una dimensione ulteriore: esperienza «verticale» (ha visto e vissuto categorie superiori), leadership e capacità di decidere. È il tipo di profilo che aiuta anche chi gioca intorno: migliora la linea di passaggio, orienta il pressing, alza l’asticella dell’allenamento. In un girone dove i dettagli contano, è un modo per trasformare le partite «sporche» in punti pesanti.
CONCLUSIONE: UNA MOSSA CHE SBARAGLIA IL GIRONE C
La firma di Alessandro Sbaffo con il Siracusa è una notizia che trascende il semplice mercato: è un segnale di ambizione, di programmazione e di fiducia nel valore dell’esperienza. Per gli azzurri, significa alzare la qualità, allargare il ventaglio delle soluzioni e affidarsi a un giocatore che ha già dimostrato, più volte, di saper prendersi la scena. Per la Serie C, è un promemoria: anche a gennaio si possono scrivere pezzi importanti di stagione, quando identità del club e profilo del calciatore combaciano alla perfezione.