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Serie C

Ecco un 19enne che non ha paura di stare nella zona calda del campo, il club che vuole risalire può vincere la scommessa

Un rinforzo pensato per dare più ordine in un contesto delicato, il classe 2006 può davvero aiutare in una situazione ora difficile

PRO PATRIA SERIE C - JACOPO FROSALI

PRO PATRIA SERIE C - Jacopo Frosali, centrocampista classe 2006, nella prima parte di stagione ha giocato nel Girone C con il Siracusa in prestito dal Pisa

La scena è questa: una palla vagante all’altezza del cerchio di centrocampo, l’avversario già in corsa, la linea difensiva che arretra. In mezzo, un corpo che occupa spazio e tempo. Intervento pulito, recupero, appoggio semplice. L’azione non nasce, l’allarme si spegne. È il tipo di giocata che Francesco Bolzoni chiede per spezzare le transizioni e che la Pro Patria è pronta ad assicurarsi con l’innesto di Jacopo Frosali, mediano di struttura e mestiere. L’accordo è ormai definito con il Siracusa: manca soltanto l’ultimo passaggio formale per vederlo in maglia biancoblù. Il profilo? Un centrocampista di rottura e lettura, classe 2006, fatto per stare davanti alla difesa e tenerla al riparo nei momenti in cui il pallone scotta di più.

UN MEDIANO DI POSIZIONE, NON SOLO DI RINCORSA
Il ritratto tecnico che filtra è quello di un centrocampista di impianto classico: mediano «di posizione» più che di rincorsa, bravo a schermare, orientare la pressione dei compagni e ripulire l’uscita bassa con scelte prudenti ma funzionali. Le caratteristiche messe in evidenza dalla ricostruzione tecnica, fisicità, interdizione, lettura tattica, copertura davanti alla difesa, delineano un profilo che non cerca la vetrina della giocata, bensì la continuità del dettaglio: mezzo passo in anticipo, duello aereo sul rinvio, linea corta per impedire la ricezione tra le linee. È il «metodista» moderno, al servizio della struttura più che dello spettacolo.

CORNICA TATTICA, SI GUADAGNA UN PERNO
La Pro Patria nella sua rincorsa alla salvezza, o per lo meno alla zona play out, ha cercato di stabilizzare princìpi chiari: uscite palla a terra quando possibile, baricentro compatto, aggressione verticale appena recuperata la sfera. In questa idea, il mediano «vero» è il cardine che consente alle mezzali di alzarsi e agli esterni offensivi di restare larghi senza esporre il cuore del campo. Con Frosali davanti ai difensori, il 4-3-3 (o il 3-5-2) acquista equilibrio di base e margine di correzione in corsa. Bolzoni, promosso dalla Primavera prima della pausa invernale, ha più volte insistito sulla necessità di «poche parole e tanto lavoro»: inserire un perno specialistico significa spostare il lavoro giusto nel posto giusto.

MECCANISMI DI FASE DIFENSIVA
1) Copertura delle «mezze» corsie: Frosali pur essendo un classe 2006 ha il fisico e il tempo di palla per scivolare su palla-lato e chiudere il corridoio interno, consentendo al terzino di rimanere più aggressivo in uscita. 2) Lettura della seconda palla:  diventa riferimento su rinvii e palle contese. Il primo colpo di testa non sempre si vince; la seconda palla, se ci si muove in tre metri e mezzo, spesso sì. 3) Transizione negativa: il primo pensiero non è pressare «a uomo», ma accorciare la linea di passaggio più probabile, rallentare il portatore, aspettare la squadra. Il tempo che si compra qui vale come un assist difensivo. Questi automatismi, se interiorizzati, spostano di qualche metro la squadra e riducono il numero di volte in cui i centrali sono costretti a «correre all’indietro»: un fondamentale non negoziabile per una Pro Patria che deve abbassare i picchi di sofferenza. I numeri del girone A parlano chiaro: quando il baricentro si spezza, la percentuale di gare con «entrambe in gol» sale oltre il 40%

PERCHÈ PROPRIO ADESSO, IL TEMPO STRINGE
Il mercato di gennaio serve a rifinire più che a rivoluzionare. La Pro Patria 2025-2026 ha già messo mano al centrocampo in estate, ma l’andamento delle prime 19-20 giornate ha suggerito un intervento chirurgico: non un numero 8 dinamico, bensì un 6 di ruolo. Nel calendario fitto del girone di ritorno, dove le gare diventano spesso episodi, la presenza di un mediano posizionale offre un’uscita sicura quando la squadra non può palleggiare pulito e una rete di sicurezza quando perde palla alta. In termini di punti, questo tipo di profilo può incidere in modo indiretto ma decisivo: toglie una palla-gol agli avversari ogni due partite, guadagna una seconda palla ogni tre, sposta la percezione di rischio dei compagni. Non fa notizia nelle statistiche dei social, ma incide dove serve.

COSA CAMBIA PER I SINGOLI
1) I centrali difensivi (pensiamo a profili come Alberto Masi o chi ne ricopre il ruolo) possono rimanere più stretti, leggendo in avanti anziché rincorrere. Più efficacia nei duelli, meno metri all’indietro. 2) Le mezzali «di gamba» (da Ferri a Giudici) hanno più libertà di rompere la linea in pressione o di attaccare la seconda palla offensiva senza lasciare voragini dietro. 3) Gli esterni offensivi hanno uno scarico sicuro interno quando la giocata sull’asse esterno–terzino è sporca: anche questa è prevenzione di transizione negativa. Se c’è una cosa che fa la differenza, nella zona più trafficata di un campo di calcio, è la capacità di far sembrare semplice ciò che semplice non è. Recuperare, appoggiare, ordinare. Tre verbi che, messi in fila, valgono punti. E, per la Pro Patria, oggi valgono un pezzo di stagione.

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