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Serie C

Ecco un difensore direttamente dalla Serie A, la neo promossa sistema il reparto con il 18enne di belle speranze

Un innesto che racconta ambizione e metodo, il club punta su un centrale moderno che ha già assaggiato la Coppa Italia

DOLOMITI BELLUNESI SERIE C - NICOLAS TRABUCCHI

DOLOMITI BELLUNESI SERIE C - Nicolas Trabucchi nel periodo con le giovanili del Parma ha vestito anche le maglie delle Nazionali giovanili di categoria (foto figc.it)

È l’ora del ferro e del ghiaccio allo «Zugni Tauro»: fiato che si condensa nell’aria, tacchetti che scricchiolano sul manto, una squadra che ha appena ritrovato casa e identità. In questo scenario prende posto un ragazzo di 18 anni, spalle larghe e passo lungo, che arriva dalla Serie A con una valigia piena di apprendistato e un debutto «tra i grandi» sul biglietto da visita. Si chiama Nicolas Trabucchi, è un difensore centrale classe 2007, cresciuto nel vivaio del Parma Calcio e ufficialmente nuovo giocatore della Dolomiti Bellunesi in prestito secco fino a giugno. Un’operazione che non fa rumore per la cifra, ma che pesa per significato: mettere in mano ad Andrea Bonatti un profilo giovane, formattato su ritmi e concetti d’élite, per alzare la soglia competitiva della retroguardia proprio quando il campionato entra nella sua fase più ruvida.

PERCHÈ TRABUCCHI ORA
1) Perché è un difensore di scuola: impostazione, letture preventive, fisico da centrale moderno. E perché conosce la doppia veste della linea a quattro e della difesa a tre, dove può agire anche da «braccetto» di destra, un dettaglio prezioso per le alchimie di Bonatti. 2) Perché arriva da un ambiente di alto livello: svolta estiva con l’aggregazione in Prima squadra, poi il debutto in Coppa Italia a Bologna il 4 dicembre 2025. In quella notte, finita 2-1 per i rossoblù e decisa all’89’, il suo nome è entrato sul taccuino dei cronisti di evento. Per un centrale diciottenne, nessun parcheggio nelle giovanili sostituisce certe accelerazioni formative. 3) Perché il Parma lo considera un asset: rinnovo di contratto fino al 30 giugno 2028 firmato a inizio luglio 2025, parallelo a quello dell’amico e coetaneo Elia Plicco. La coltivazione del talento prosegue oggi con un prestito che lo avvicina al campo vero.

IDENTIKIT TECNICO E PERCORSO
Nato e cresciuto a Collecchio, a pochi passi dal centro sportivo del Parma, Trabucchi fa tutta la trafila con i gialloblù fino alla Primavera 1. Tra ottobre 2025 e l’inverno è stabilmente nel radar della Prima squadra, con le prime convocazioni e con minuti ritrovati anche con i coetanei per rientrare da un problema al ginocchio patito in estate. Il dato «chiave» è il passo con cui ha bruciato le tappe nell’autunno scorso e la contestuale esposizione ai principi di una squadra di Serie A: tempi d’uscita, conduzione nella prima costruzione, marcature «a uomo» nelle letture di lato debole. 1) Statura e ruolo: difensore centrale di circa 1,85 m, confidente nel gioco aereo e nella conduzione palla. Capace di «rompere» la linea per andare in aggressione, ma anche di gestire l’area con corpo frontale. Una doppia anima che fa comodo a chi, come Bonatti, alterna fasi in pressione a tratti più reattivi. 2)  Mentalità e caratteristiche dichiarate: «difensore moderno», attitudine alla costruzione dal basso e alle imbucate interne per i compagni tra le linee. In C, dove le partite si sporcano, quell’idea va tradotta in scelte pratiche: verticalizzare quando c’è campo, altrimenti ripulire e gestire le seconde palle. 3) Azzurro addosso: nelle selezioni giovanili Under 16 e Under 18 ha conosciuto il contesto internazionale; nell’ottobre 2025 è stato selezionato con l’Italia U19 per il doppio confronto con la Scozia. Sono step che non si inventano.

L'ESORDIO AL DALL'ARA, UN FOTOGRAMMA CHE PESA
La fotografia è quella di Bologna-Parma di Coppa Italia Frecciarossa: crociati avanti con Benedyczak, pareggio di Rowe al 38’ su un’azione in cui Trabucchi paga l’inevitabile dazio dell’inesperienza; poi il colpo di testa di Santiago Castro all’89’ che infrange il sogno degli ottavi. Un debutto che racconta due verità: gli errori da cui imparare e la tempra necessaria per affrontare un livello superiore. A Sedico e a Feltre, dove ora gioca la Dolomiti Bellunesi, quella tempra verrà forgiata ogni settimana.

DOVE SI COLLOCA NELLA DOLOMITI BELLUNESI
La Dolomiti Bellunesi ha ripreso quota a inizio 2026 con la vittoria sull’AlbinoLeffe (2-0 il 4 gennaio), liberatoria dopo due ko consecutivi. Nel corso dell’autunno, tra infortuni e influenza stagionale, Bonatti ha spesso dovuto ridisegnare la retroguardia: l’arrivo di Trabucchi si inserisce quindi in un progetto di consolidamento che il club ha deciso di accelerare a gennaio. 1) Struttura della linea: con Mondonico, Milesi, Gobetti e gli esterni che spingono, Trabucchi amplia le soluzioni da centrale di destra o di mezzo, a seconda del sistema (4-3-3 o 3-5-2). La sua capacità di guidare il reparto «in uscita» può anche alleggerire i compiti di Burrai e Clemenza nella prima costruzione. 2) Gestione delle palle inattive: centimetri e timing aerei sono un capitale nelle categorie di ferro. Un centrale che attacca la palla in area avversaria e la toglie nella propria sposta equilibri «nascosti» in Serie C. 3) Rotazioni e minutaggio: l’obiettivo dichiarato del giocatore è «accumulare presenze». L’obiettivo tecnico della squadra è «ridurre il margine d’errore» nelle partite punto a punto. La convergenza è naturale: minuti veri per lui, minor sofferenza difensiva per i dolomitici.

TRA SCOUTING E CORAGGIO, LA LINEA DEL CLUB
La narrazione suona coerente da mesi: individuare profili giovani, con esperienze qualificate e margine tecnico, innestarli in un telaio di giocatori esperti (Burrai, Clemenza, Mondonico, Mignanelli) e costruire una permanenza serena in Serie C. La vittoria sull’AlbinoLeffe ha rimesso benzina in classifica e fiducia in spogliatoio; adesso la scommessa è consolidare. L’arrivo di Trabucchi è un altro mattone nella stessa direzione. Se il futuro si costruisce facendo bene le cose semplici, per il classe 2007 la prima è questa: entrare in campo, sentire l’odore dell’erba in inverno e cominciare a togliere palloni dall’area. Il resto, letture, personalità, leadership, viene con i minuti. La Dolomiti Bellunesi gli ha apparecchiato il contesto; al ragazzo il compito di prendersi il tempo, e magari la scena.

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