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Primavera 1

Lontani con il fuoco negli occhi, Mancuso da mille e una notte: il derby della Madonnina è magia pura

Zarate è freddissimo a siglare un pazzo 2-2 nella ripresa, Perera si fa trovare nel posto giusto al momento giusto

Mancuso e Lontani

MILAN-INTER PRIMAVERA 1 • Mancuso e Lontani, tra i migliori in campo nel derby della Madonnina

Palla tra i piedi, occasione alle porte: il cuore realizza prima del cervello. Pandolfi pennella in mezzo un cross chirurgico per Lontani, che con un colpo di testa magnifico avvia nel migliore dei modi il derby della Madonnina. Occhi infuocati, cuore pure, mente lucidissima: punizione di Lontani sul secondo palo, Perera sbuca e sigla il raddoppio per il Milan. Il tutto nella partita più bella, emozionante e attesa dell’anno. Ripresa: reset completo per l’Inter. Due nomi: Mancuso ed El Mahboubi. Il primo segna dopo poco e rischia anche di fare doppietta, il secondo serve un assist perfetto per Zarate. Cosa ne esce? Il Diavolo butta via tutto e non riesce a tingere la città di rossonero, i nerazzurri strappano un pareggio che tutto sommato va anche bene: a Carate Brianza la stracittadina termina 2-2.

LE PAGELLE

MILAN
Faccioli 6.5 Fino a metà primo tempo la sua partita è tranquilla: se ne sta a braccia conserte aspettando di mostrare tutto il suo talento. Poi entra Mancuso, che cambia la gara. Sul suo gol da posizione ravvicinata può veramente poco, poi si lascia andare in un autentico miracolo su un tiro deviato e, nel finale, forse avrebbe potuto fare qualcosina di più sul tiro sul primo palo di Zarate. Prestazione comunque degna di nota.
Nolli 6 Sulla destra è molto efficace: spinge quando deve e trova spazio davanti a sé, controlla e lascia giocare poco un avversario come il classe 2007 italo-marocchino Zouin. Prestazione solida in una partita fondamentale della stagione.
Colombo 6 A inizio gara sbaglia qualcosina in impostazione, poi si rifà ben presto sfornando una bella prova difensiva. Ruvido al posto giusto, si applica in fase di marcatura e sbaglia relativamente poco nelle sue mansioni.
Cullotta 6.5 Interventi in scivolata sempre puntuali, si conferma bravissimo coi piedi nei lanci e in impostazione. Mantiene la posizione con maturità, non si lascia scalfire o prendere dall’emozione nel derby della Madonnina. Giocatore in ascesa.
Tartaglia 6 Lavora in silenzio, un po’ nella penombra. Non trova moltissimi spazi per spingersi in avanti e allora gioca una partita più difensiva. Prima tiene bene e lascia giocare poco un talento come Mosconi, nella ripresa si trova un altro cliente scomodo come El Mahboubi. Il risultato? Il “Toro” non si arrende e lotta fino alla fine.
Mancioppi 6 Inizia la gara carico a molla: onnipresente in mezzo al campo, recupera palloni e conclude pericolosamente verso la porta di Taho. Prende palla, la gestisce con coraggio e senza essere mai banale. Il neo della sua gara? Nella ripresa non riesce a contrastare Mancuso, che segna il gol del 2-1.
Pandolfi 7 Ha due calamite al posto dei piedi, controlla palla in tutti i modi, è bellissimo da vedere. Dopo 26 minuti di grande qualità mette in area una pennellata clamorosa, da cui nasce il gol del primo vantaggio rossonero. Semplicemente strepitoso. (23’ st Perina sv).
Perera 7 Conferma di essersi ambientato alla perfezione in mezzo al campo come mezzala. Recupera palloni in scivolata, agevola la manovra ed è prezioso in entrambe le fasi di gioco. Trova il gol del 2-0 facendosi trovare sul secondo palo: gioia alle stelle.
Scotti 5.5 Capitan “Pippo” rimane in campo per tutta la partita, si carica la squadra sulle spalle anche nei momenti più difficili. Il suo lavoro è più di leadership che nella prestazione in sé, su cui non riesce a incidere.
Castiello 5.5 Gara di sacrificio per il bomber rossonero. Dopo aver segnato tre gol nelle ultime quattro gare si ferma nel derby, ma il suo sacrificio nella gara contro l’Inter è tangibile. Svaria sul fronte offensivo lasciando pochi punti di riferimento e poi esce per infortunio. (12’ st Cisse 6).
Lontani 7.5 Nel derby della Madonnina i suoi occhi si accendono, diventano fuoco puro. Già dai primi minuti mostra estrema qualità offensiva, poi si lascia andare in un colpo di testa perfetto e un assist col contagocce per la testa di Perera. Generazionale. (30’ st Angelicchio sv).

All. Renna 6 Non riesce a vincere il suo primo derby in Primavera dopo quello nel Trofeo Mamma Cairo ad agosto e quello nella gara di andata del campionato. Quando i giochi sembravano ormai decisi, ecco che i suoi nella ripresa entrano in campo in modo irriconoscibile e rischiano addirittura di venir rimontati nel finale di gara.

Gli 11 titolari della Primavera del Milan

INTER
Taho 6.5 Prima una paratona con la punta delle dita su tiro sotto la traversa di Mancioppi dopo 10 minuti. Poi in un paio di occasioni esce bene dai pali in momenti di indecisione, rivelandosi decisivo e intelligente nelle proprie scelte. Il “Gatto” Taho.
Ballo 6.5 Bravo a resettare la testa dopo essersi perso Lontani sul primo gol. Corre come non fosse successo nulla, da giocatore di esperienza. La partita viene riaperta grazie a un suo cross perfetto dalla destra, un suo grande classico.
Nenna 5.5 Gioca un primo tempo di grande difficoltà, dove i cugini attaccano tanto e lui è indotto a sbagliare parecchie volte. Non marca bene Perera sul gol del 2-0, poi viene sostituito all’inizio della ripresa.
1’ st Breda 6 Regge l’urto appena entrato in campo, svetta bene di testa e si fa sempre trovare pronto. Difende con le unghie, porta maggiore fisicità nella retroguardia nerazzurra ed è pericoloso sui corner. Buon ingresso.
Peletti 5.5 Gioca una partita in cui alterna buone cose ad altre negative: marcatura troppo leggera su Lontani nell’azione del primo gol, ma anche buoni recuperi palla durante la partita.
Della Mora 5.5 Si trova davanti un Lontani in stato di grazia, che raramente riesce a contenere. Prova a rimediare correndo a più non posso, ma non basta a rendere la sua prestazione buona.
1’ st Marello 6.5 Entra in campo col piglio giusto. Con quel mancino che si ritrova potrebbe fare forse qualsiasi cosa. Dal cross più preciso al gol più bello. Una certezza sulla corsia mancina dell’Inter.
La Torre 6 Prestazione fatta di cose concrete. Non appariscente, non magnifico. Si sporca le mani in mezzo al campo, pulisce palloni e si fa trovare sempre tra le linee per essere servito e girare il pallone ai compagni. Gran lavoratore.
7’ st Mancuso 7.5 Ciao, sono Matias Mancuso e mi piace segnare nei derby”. Questa la presentazione di Mancuso non appena entrato in campo. Prima semina il panico, poi con una giocata da urlo sigla il 2-1 e rischia di trovare la doppietta poco dopo. Aveva già segnato ai rossoneri il 30 novembre, l’ha rifatto a distanza di quasi due mesi. Giocatore fondamentale.
Cerpelletti 6.5 Tocca il pallone con una qualità rara, difficile da ritrovare in qualcun altro. Davanti alla difesa è sempre prezioso, attento e lungimirante. Non delizia con gol o assist, ma poco importa. Agisce con grande intelligenza e calma, da leader vero.
Zarate 7 Durante la gara non si può dire abbia fatto chissà cosa. Ma come si dice in questi casi, ha fatto abbastanza, eccome. Decisivo quando conta, nei momenti più delicati. Deposita sul primo palo un pallone datogli da El Mahboubi. Con freddezza, con il ghiaccio negli occhi.
Mosconi 6 Conclude per primo verso la porta di Faccioli utilizzando il suo marchio di fabbrica: rientra sul mancino ma chiude troppo la traiettoria. Autore di belle imbucate per i compagni, ma non è il solito “Mosco” che riesce a fare la differenza.
17’ st El Mahboubi 7 Spacca la partita in due. Salta l’uomo come se niente fosse. Fa tremare tutti con un colpo di testa a 12 minuti dalla fine e regala un assist perfetto a Zarate. Giocatore che forse meritava un’occasione dall’inizio del derby.
Kukulis 5.5 Si vede troppo poco per tutta la partita. Il lettone viene cercato e servito raramente, la sua prestazione non si può dire affatto soddisfacente in quanto non rispetta i suoi standard piuttosto alti.
Zouin 5.5 Prova a ipnotizzare Nolli con qualche sgasata sulla sinistra. A volte riesce, altre non proprio. Le sue scelte in alcuni momenti della gara sono ampiamente rivedibili: da uno come lui ci si aspetta sempre molto. (30’ st Pinotti sv).

All. Carbone 6 La sua squadra non muore veramente mai. Azzecca i cambi, soprattutto quelli di Mancuso e El Mahboubi, che spaccano la partita in due. Dopo un primo tempo gestito male, nella ripresa i suoi dominano il gioco e con due fiammate recuperano la partita, rimanendo imbattuti nei tre derby disputati.

Gli 11 titolari della Primavera dell'Inter

ARBITRO
Pizzi di Bergamo 7 La sua prestazione è precisa in praticamente tutti i momenti. Gestisce i ritmi in maniera corretta, lascia correre quando deve e non estrae nessun cartellino. Non tutti riescono a farlo in partite come nella stracittadina milanese…

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