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Primavera 3

Un lampo a inizio ripresa per rimanere in vetta e alimentare l'emozione: Alcione, il big match è tuo

Gli Orange di Campisi la spuntano nel big match grazie al gol di Bergamini, il Mantova ci prova ma finisce in dieci

Zini e Bergamini

ALCIONE-MANTOVA PRIMAVERA 3 • Capitan Zini e il marcatore Bergamini festeggiano la vittoria

Terza contro quarta, secondo miglior rendimento casalingo contro terzo miglior rendimento in trasferta. L’aria è quella delle grandi sfide, di quelle che possono cambiare il volto di una stagione. Campisi sfida Graziani: il primo per confermare i sette gol di Trieste, il secondo per riscattare l’inciampo interno con l’Arzignano. Entrambi per continuare una corsa per la vetta sempre più accesa e sempre lontana da una sentenza definitiva. Ne esce una tipica partita tra due grandi: emozioni centellinate, equilibrio enorme e tante giocate di qualità condite da grandi capacità tattiche. All’Alcione, uscita dopo una mezz’ora di difficoltà dovuta alle capacità di pressing del Mantova, basta un gol di Bergamini in apertura di ripresa per sigillare il definitivo 1-0.

PRESSIONE, AGGRESSIONE E CONTROMISURE

I primi minuti vedono l’Alcione con il pallone tra i piedi ma costantemente costretto a un giro palla sterile. La pressione mantovana costringe i padroni di casa, soprattutto le mezzali, a ricevere sempre con l’uomo alle spalle e a dover tentare il dribbling o ricorrere al tocco all’indietro per ricominciare. Il Mantova, dal canto suo, assorbe bene la disposizione avversaria rendendo costantemente la difesa a quattro una linea a cinque o a tre e tenendo un baricentro molto alto, espediente tattico che permette agli ospiti di recuperare il pallone sempre in posizione avanzata, distendersi velocemente e rallentare la transizione avversaria. La prima grande occasione del primo tempo arriva al 33’: Bergamini, battendo una punizione defilata dalla trequarti, trova il taglio perfetto di Zini che non trova lo specchio della porta. Un minuto più tardi è Chiaia a trovarsi da solo davanti a Mosca, ma non ha la freddezza per superarlo; sulla ribattuta arriva Cinetti, che non calcia velocemente e trova il muro della difesa. Lo scorrere del primo tempo vede gli Orange prendere sempre più metri e confidenza con il possesso e con gli avversari, riuscendo a rendersi pericolosi e a prendere il predominio del gioco; i rossobianchi calano d’intensità e il pressing iniziale inizia a mostrare segni di cedimento, non essendo più supportato da un palleggio che permetta di riorganizzare le idee.

UN LAMPO, L'EQUILIBRIO E IL NERVOSISMO

La mossa di Graziani a inizio secondo tempo è quella di invertire gli esterni: Benna passa a sinistra e Santinato a destra. La scelta porta i due esterni a giocare a piede invertito e la squadra a cercare maggiormente il centro del campo. Al 5’ arriva il gol, meritato per quanto visto a cavallo tra fine primo e inizio secondo tempo, dei padroni di casa. Prodomi conduce il pallone e trova Zini; il capitano vede il movimento di Chiaia, che serve subito a rimorchio Bergamini. Il centrocampista di casa, arrivato a rimorchio, non lascia scampo a Mosca. Al 7’ arriva subito la risposta degli ospiti con il neoentrato Allushi. La punta mantovana conduce alla perfezione il pallone e chiama alla risposta Moroni, il portiere Orange si fa trovare pronto dopo un tempo pieno di inattività. Dopo il vantaggio l’Alcione prova ad abbassare i ritmi cercando una maggiore gestione del pallone, accettando di concedere qualche metro agli avversari. Il Mantova non si fa pregare e trova nuova linfa, soprattutto grazie al maggior coraggio negli scontri individuali, riuscendo ad arrivare negli ultimi metri con maggiore facilità ma senza mai sfondare completamente. Campisi, inserendo Tarabbia e schierandosi a cinque dietro, accetta di portarsi i nemici in casa negli ultimi minuti di partita; la mossa, spesso rischiosa, si rivela però vincente perché permette ai suoi di non concedere mai le vie centrali agli ospiti. Negli ultimi minuti il Mantova si innervosisce e prima Bassani battibecca con il pubblico durante la sua uscita, poi Allushi – con la dinamica Totti-Balotelli – calcia Castelli, finendo sotto la doccia prima del triplice fischio.

IL TABELLINO

ALCIONE-MANTOVA 1-0
RETI: 5' st Bergamini (A).
ALCIONE (4-3-3): Moroni 6.5, Castelli 6.5, Frigerio 7, Sotgia 5.5, Lumineau 6.5, Roberti 6.5, Gallazzi 6 (21' st Bismuti 6), Bergamini 7.5 (27' st Soumahoro 6), Zini 7, Prodomi 6.5 (39' st Volpi sv), Chiaia 6.5 (27' st Tarabbia 6). A disp. Borettini, Cicchinelli, Sassudelli, Pitissi, Calia, De Ruvo. All. Campisi 7.
MANTOVA (3-5-2): Mosca 6.5, Ambroso 6.5, Zorzella 7, Ndrecka 6 (32' st Veronese sv), Giergji 6.5, Bassani 6.5 (44' st Cattani sv), Santinato 6.5 (18' st Atraoui 6), Baraldi 6.5, Bellini 5.5 (18' st Camarda 5.5), Cinetti 5.5 (1' st Allushi 5), Banna 6. A disp. Lanza, Moretti, Baruzzi Ungari, De Riso, Abdi. All. Graziani 6.
ARBITRO: Meazza di Abbiategrasso 6.
ASSISTENTI: Di Cera di Busto Arsizio e Forte di Milano.
ESPULSI: 44' st Allushi (M).
AMMONITI: Lumineau (A), Giergji (M), Baraldi (M).

LE PAGELLE 

ALCIONE
Moroni 6.5 
La sua partita procede con tranquillità, tra un richiamo alla difesa sulle posizioni e un suggerimento di passaggio. Come i grandi portieri, è presente sull’unico intervento richiestogli da Allushi.
Castelli 6.5 
Offre costantemente una grande spinta a destra e questo comporta un abbassamento fisiologico degli avversari, elemento utile per la manovra orange.
Frigerio 7 
Corre tantissimo e ha un ritmo di passo veramente interessante. È fondamentale in ambedue le fasi, sia per pulizia tecnica sia per capacità nei contrasti.
Sotgia 5.5 
Non riesce a giocare il pallone con serenità, la sua fretta gli costa pulizia sia nel possesso sia nello scambio con i compagni.
Lumineau 6.5 
Bellini non è piccolo ed è sempre sui suoi piedi, ma lui riesce sia a contenerlo sia a mandarne fuori tempo la pressione.
Roberti 6.5 
Mostra grandi doti con il pallone tra i piedi che gli permettono anche qualche sortita offensiva palla al piede. In fase difensiva la capacità di lettura è invidiabile.
Gallazzi 6 
Non commette errori ma non riesce mai a cambiare il ritmo per poter creare qualche lampo.
21’ st Bismuti 6 
Riesce a trovare subito la giusta collocazione sia per aiutare nel palleggio sia per fare da diga.
Bergamini 7.5 
Non riesce mai a ricevere il pallone in maniera pulita, merito degli avversari, ma nonostante ciò prova sempre la giocata e a smarcarsi per rendersi utile. Il suo gol è il dipinto del giusto movimento della mezzala.
27’ st Soumahoro 6 
Entra per cercare di aiutare sia con il pressing sia per dare un ulteriore punto di riferimento all’attacco dei suoi.
Zini 7 
La sua prepotenza fisica gli permette di tenere occupata la difesa avversaria, gioca spesso spalle alla porta per favorire i compagni e lo fa molto bene. Proprio una delle sue sponde permette lo sviluppo dell’azione del gol.
Prodomi 6.5 
Bel tocco di palla e bella impostazione con il corpo, ma fa sempre troppi tocchi, andando a rallentare il ritmo anche quando non necessario. Ha il merito di iniziare l’azione del gol di Bergamini (39’ st Volpi sv).
Chiaia 6.5 
Nel primo tempo non trova mai il modo di rendersi pericoloso, la difesa avversaria riesce ad assorbirne costantemente i movimenti. Entra con un altro piglio nella ripresa e, oltre all’assist, mostra il suo potenziale.
27’ st Tarabbia 6 
Entra per aggiungere centimetri e densità nella retroguardia orange, lo fa con ordine e serenità.
All. Campisi 7 
Dopo pochi minuti di adattamento i suoi ragazzi prendono campo e fiducia senza mai smettere. Vittoria fondamentale in uno scontro diretto.

MANTOVA

Mosca 6.5 Parla costantemente, la sua voce risuona per l’intero centro sportivo. Tra i pali è sempre pronto a far di tutto per evitare di far entrare il pallone. 
Ambroso 6.5
Il duello con Zini è veramente di alto livello, ne escono entrambi stremati ma senza aver mai regalato un tocco semplice all’avversario.
Zorzella 7 
Si muove da terzo di sinistra e, coordinandosi a meraviglia con i compagni, sceglie sempre bene il tempo dell’uscita o dell’attesa.
Ndreka 6
Tanta grinta e intensità, ma con il passare dei minuti queste qualità calano e mettono in mostra qualche sofferenza in palleggio (32’ st Veronese sv).
Giergji 6.5
Tiene in mano il centro della difesa, mostrandosi sempre ordinato e difficile da superare sia frontalmente sia nei contrasti aerei.
Bassani 6.5
Motorino di centrocampo che non smette mai di far frullare le proprie gambe. È un mastino necessario per una squadra così strutturata (44’ st Cattani sv).
Santinato 6.5
Viene costretto da Castelli a stare sempre qualche metro più basso dell’ideale, ma assorbe sempre bene gli urti.
18’ st Atraoui 6
Buona gamba e freschezza gli permettono di entrare subito in partita, mostra un po’ troppa fretta.
Baraldi 6.5
Mezzala completa che unisce gamba, qualità tecniche e quantità. È costantemente presente in ambo le fasi, correndo ininterrottamente.
Bellini 5.5
Lotta con tanta voglia e grinta e mette anche il piede su un paio di palloni in area, ma non riesce mai a trovare quel quid in più.
18’ st Camarda 5.5 
Nei minuti che gli vengono concessi come riferimento offensivo non riesce a rendersi pericoloso.
Cinetti 5.5 
Offre il suo apporto nel pressing ma manca il suo contributo negli ultimi metri, sia nel fraseggio nello stretto sia nell’attacco alla profondità.
1’ st Allushi 5 
Dopo pochi minuti dal suo ingresso crea la più grande occasione per i suoi. Mostra grinta e voglia, fondamentali per un subentrato. Rovina le buone giocate con un rosso diretto per condotta violenta, calciando senza velleità di prendere il pallone Castelli.
Banna 6 
Ottima gamba che gli permette di essere presente su tutto l’out di destra; nonostante l’indole offensiva riesce a rendersi utile anche in difesa.
All. Graziani 6
La sua squadra inizia molto bene ma abbandona troppo presto il campo, non riuscendo a reagire né mentalmente né fisicamente.

ARBITRO
Meazza di Abbiategrasso 6 
Il problema principale della sua partita è l'aver voluto cambiare metro arbitrale a metà partita e non aver mai avuto lo stesso atteggiamento su episodi analoghi, il risultato? Partita che è finita in maniera nervosa e non ha avuto epiloghi peggiori solo per le intelligenze delle panchine e dei giocatori. 
Di Cera di Busto Arsizio 6
Forte di Milano 6

LE INTERVISTE 

Campisi, allenatore Alcione «Nei primi minuti sapevamo che avremmo potuto soffrire, perché loro sono una buona squadra e giocano con un sistema che sulle catene esterne ti crea problemi. Con il nostro 4-3-2-1 ci siamo trovati spesso due contro uno sui terzini, ma era una situazione prevista: l’obiettivo era far scivolare meglio i centrocampisti e prendere le misure. Una volta sistemate queste cose, credo che abbiamo preso in mano la partita. Abbiamo gestito bene il possesso, scegliendo quando tenere palla e quando verticalizzare. Nel primo tempo, infatti, le occasioni più importanti le abbiamo avute noi: una chance a tu per tu sprecata, un paio di situazioni pericolose e altre azioni che hanno comunque costretto loro a difendersi bassi. È mancato davvero poco per chiudere prima la gara. Dopo il gol era normale aspettarsi una loro reazione: hanno alzato il pressing, inserito più attaccanti, spinto molto sugli esterni. A quel punto ci siamo dovuti adeguare, aggiungendo un difensore per coprire meglio le corsie laterali. Non è stata una scelta difensiva passiva, ma una necessità tattica: con il loro 3-3-4 creavano costantemente superiorità sugli esterni e senza un uomo in più rischiavamo di andare in difficoltà. Abbiamo risposto con rabbia, con attenzione sulle palle laterali e con un centrocampo a tre che ha sempre garantito raddoppi. Loro hanno spinto, è vero, ma siamo stati maturi nell’arginare quello che c’era da fare e anche bravi, in un paio di occasioni, a uscire dalla pressione e a ripartire in campo aperto. È stata una partita di sofferenza, ma anche di maturità, in linea con quanto di buono avevamo già mostrato a Trieste: entusiasmo, qualità e grande voglia di portare a casa il risultato».

Graziani, allenatore Mantova: «Dopo una mezz’ora fatta bene, in cui siamo riusciti a tenere una pressione offensiva alta, sono emerse anche le qualità degli avversari. In particolare abbiamo fatto fatica ad andare a prendere con continuità il loro play e speravamo di gestire meglio i due attaccanti, cosa che non ci è riuscita come volevamo. A quel punto abbiamo provato a portare più pressione, andando anche più a uomo, ma così facendo si alzava il rischio di concedere l’uno contro uno dietro. Viste le caratteristiche fisiche dei loro attaccanti avrei voluto evitarlo, ma in alcuni momenti non siamo riusciti a farlo. Nel secondo tempo, dopo aver subito il gol, la squadra ha ritrovato un po’ di verve: sia grazie a qualche aggiustamento tattico, sia per una questione di voglia e fame. Abbiamo prodotto una buona mole di gioco, ma negli ultimi metri è mancata un po’ di lucidità. È chiaro che negli ultimi trenta metri serve qualità, serve la giocata giusta, e lì abbiamo fatto fatica a concretizzare alcune situazioni potenzialmente pericolose. Quello che mi rammarica di più, però, resta il primo tempo: non siamo riusciti a sviluppare il nostro gioco come facciamo di solito. Siamo stati un po’ timorosi, ci siamo abbassati troppo e soprattutto non siamo ripartiti come avremmo dovuto. Dopo il gol subito è venuta fuori più cattiveria e intraprendenza, perché quando sei sotto nel risultato sei costretto a rischiare qualcosa in più. Qualcosa in avanti l’abbiamo creato, ma alla fine è mancata quella qualità decisiva negli ultimi metri per cambiare l’inerzia della partita».

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