Primavera 1
25 Gennaio 2026
Primavera 1 - Diego Pugno e Alfonso Montero Benia decidono la sfida contro il Napoli. JUVENTUS-NAPOLI 2-1.
È la sfida del popolo, una delle rivalità più accese della Penisola. Quando Juventus e Napoli s’incontrano è magia, passione per il calcio, quasi vita. In attesa dello scontro al vertice di Serie A delle 18 tra Spalletti e Conte (a proposito di rivalità), il primo atto viene definito in Primavera. Succede poco nei 45’ iniziali, di tutto, invece, nella ripresa. La Juve vola avanti con Diego Pugno e Alfonso Montero, al ritorno da titolare dopo cinque mesi. I partenopei non si abbattono e con un rigore realizzato da Salvatore Borriello accorciano. Ma nel finale è caos. All’ultimo giro di lancette, il Napoli ha un’occasione enorme: un tiro di Christian Raggioli attraversa la linea di porta ed il 9 esulta. È solo illusione, un gol fantasma.
Padoin opta per il solito 3-4-2-1, ma con qualche novità tra gli interpreti. La prima è il ritorno dal 1' del figlio d'arte Alfonso Montero, che non partiva da titolare addirittura dal 24 agosto del 2025, dalla seconda giornata di campionato. Con il senno di poi, sarà vincente. La seconda è un'altra titolarità inaspettata, quella di Amara Idris Sylla, il quale ha collezionato appena 89' minuti in totale. Sulla trequarti, complice l'assenza di Finocchiaro, parte Merola. Rocco conferma 8 undicesimi del 3-5-2 schierato nella vittoria interna contro l'Atalanta: partono fuori Garofalo, Colella e Borrielli; dentro D'Angelo, Olivieri e l'ex Fran Barido, passato ai partenopei la scorsa estate. Con l'argentino, il vestito del Napoli è un 3-4-2-1, lo stesso di Madama, con Camelio sulla sinistra e Barido a destra, alle spalle di Raggioli.

Sulle note dell’inno juventino si comincia. In tribuna, oltre al sempre presente Gianluca Pessotto, si vede anche il direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, ex responsabile del settore giovanile della Juve fino al 2023. Sul terreno di gioco, invece, si vede tanto equilibrio, con una Juve, tuttavia, più propositiva, soprattutto sul binario mancino con le tante sgasate di Grelaud. È proprio questa, infatti, la chiave cercata e voluta da Padoin, che da fuori chiama proprio il giro palla veloce sull’esterno belga. La prima occasione proprio è a favore dei padroni di casa e arriva al 14’: Van Aarle sale palla al piede, si defila sulla sinistra e dal limite dell’area incrocia, ma il pallone esce di poco a lato. Il Napoli dal 20’ inizia ad alzare il pressing e conquista metri su metri nella metà campo avversaria. I partenopei individuano nella fascia destra bianconera il lato ‘debole’ e quello da attaccare: spingono D’Angelo e Camelio, ma Verde e Leone li aspettano. Si fatica a trovare spazi, se non quelli sulle fasce: Merola prova a rendersi pericoloso tra le linee e con una conclusione leggermente larga al 27’; il Napoli, al contrario, in questo primo tempo non sporca mai i guantoni di Nava. E se il centro è coperto e nessuno prova da fuori – a parte un Tiozzo abbastanza intraprendente, le corsie diventano le zone preferite per l’origine di cross: nel finale, al 41’, Vallana dalla destra trova Pugno, che di testa pizzica soltanto, non sbloccando il risultato prima dell’intervallo.
Al rientro dagli spogliatoi è inevitabile per il Napoli fare qualche cambio per trovare pericolosità davanti, che finora non c’è stata: escono D’Angelo e Barido; entrano Genovese e Smeraldi. Se nei primi 45’ abbiamo parlato di una fascia destra juventina poco coinvolta, ora la Juve sviluppa solo da questa parte con Verde che si alza altissimo e si sovrappone come un terzino. E questa soluzione mette in crisi il Napoli. Il vantaggio di Madama non tarda ad arrivare e si crea proprio da questa parte: Verde – napoletano doc - imbuca per Pugno, che sfila sul primo palo e infila, sotto le sue gambe, Spinelli al 9’. I partenopei accusano il colpo e l’attenzione cala. Su un calcio d’angolo prima non dato e poi consegnato alla Juventus, arriva anche il raddoppio nel giro di 120’ secondi. In area gli azzurri si perdono totalmente Montero, il quale in acrobazia insacca. Non ha giocato per 5 mesi e non segnava da quasi 500 giorni: è tutto vero.
L’assedio della Juve adesso può aver inizio, al 18’ Verde va ad un soffio dal tris: riceve dalla sinistra da Grelaud, calcia al volo, ma Spinelli blocca in due tempi sulla linea. Serve una reazione al Napoli per uscire dal tunnel. Ecco una luce, ecco la reazion: Raggioli viene toccato duro in area da Verde, Massari vede tutto: è rigore. Chiude il destro Borriello, entrato al 19’, e spiazza Nava. In questo momento, esce tutto il cuore del Napoli: al 34’ ci riprova Borriello, chiude il primo palo l’estremo difensore della Juve. Madama rischia freddo al 38’: Cimmaruta spara centrale un penalty in movimento. Nel finale si accendono gli animi: la Juve gioca con il cronometro, gli azzurri si innervosiscono e volano gialli. Vola ance Nava sul mancino a giro diretto sotto l’incrocio di Caucci al 48’: è un miracolo. Scoppia il caos all’ultimo secondo: nella mischia in area, il Napoli attacca, Raggioli calcia, il pallone sbatte sul palo e attraversa tutta la linea, colpendo anche l’altro legno. È un gol fantasma: i partenopei esultano, il 9 si leva addirittura la maglia, ma l’arbitro fischia la fine.
Restano i dubbi, al triplice fischio è un tripudio di emozioni: la gioia dei bianconeri e la delusione, l’illusione del Napoli, che nel finale ha lottato con tutte le forze, acciuffando quasi il pari. La Juve si rialza dalla sconfitta contro il Lecce e aggancia momentaneamente Milan e Monza a 31 punti; i partenopei se la vedranno con il Cesena.
JUVENTUS-NAPOLI 2-1
RETI (2-0; 2-1): 9' st Pugno (J), 11' st Montero (J), 31' st rig. Borriello (N)
JUVENTUS (3-4-2-1): Nava 8, Verde 7.5, Montero 7.5, Van Aarle 7, Leone 6.5, Vallana 6.5, Sylla 6 (19' st Makiobo 6.5), Grelaud 6.5, Tiozzo 6.5 (32' st Milia 6), Merola 6 (19' st Elimoghale 6), Pugno 7.5 (32' st Durmisi 6). A disp. Radu, Keutgen, Lopez, Contarini, Borasio, De Brul, Repciuc. All. Padoin 7.
NAPOLI (3-4-2-1): Spinelli 6.5, Caucci 6, Eletto 6.5, De Luca 6.5, Olivieri 5.5 (19' st Colella 6), Lo Scalzo 5.5, Cimmaruta 6 (44' st Esposito sv), D’Angelo 5.5 (1' st Smeraldi 6), Barido 6 (1' st Genovese 6.5), Camelio 5.5 (19' st Borriello 7), Raggioli 7. A disp. Merone, Garofalo, Palomba, Torre, Gorica, Colurciello. All. Rocco 6.5.
ARBITRO: Massari di Torino 6.5.
COLLABORATORI: Fanara di Cosenza e Mamouni di Tolmezzo.
AMMONITI: 28' Montero (J), 33' Genovese (N), 44' st Raggioli (N), 46' st Colella (N).
JUVENTUS
Nava 8 Nel primo tempo non è mai chiamato in causa, nella ripresa forse anche troppo. Salva a suon di miracoli la 'sua' Juve: prezioso sul gran sinistro di Caucci, perfetto nella copertura del primo palo sul tentativo di Borriello. Poco da fare sul rigore, in cui aveva il 50 e 50 di possibilità. Resta una prestazione perfetta.
Verde 7.5 Spostato sul centrodestra, riesce a far esplodere tutte le sue caratteristiche in fase offensiva. Soprattutto nel secondo tempo, compie sistematicamente le galoppate da quella parte, trovando anche l'assist per il gol di Pugno. Dietro pochi rischi: s'intasca Camelio, che non lo oltrepassa mai. Piccola disattenzione sul rigore causato, che non cancella la super prestazione, culminato con il salvataggio sulla riga sul gol fantasma di Raggioli.
Montero 7.5 Non era una partita semplice, soprattutto al rientro dopo cinque mesi da titolare in cui la condizione fisica poteva essere un tema. L'uruguaiano si comporta benissimo: annienta ogni potenziale occasione del Napoli da ultimo uomo in modo chirurgico, è preciso in fase d'impostazione con le sue verticalizzazioni e, tanto per finire, riesce anche ad essere decisivo. Si vuole riprendere la Juve e lo si è capito. Può essere il motore in più.
Van Aarle 7 Costante ed anche elegante, qualità che nel corso della stagione si è vista solo a sprazzi. Non esita nel rompere la linea portando il pallone: così, riesce anche a creare una delle prime occasioni per la Juventus, andando a calciare dal limite dell'area. Sul gioco aereo primeggia contro Raggioli, Barido e Camelio.
Leone 6.5 Durante il primo tempo è troppo verticale, nel senso che corre tanto sulla fascia, ma è spesso leggibile. Tanti cross, troppi. Ma nella ripresa la musica cambia, e deve ringraziare anche le cavalcate di Verde, che gli hanno permesso di rendersi più partecipe anche al centro del campo, svariando e senza lasciare punti di riferimento. In questo modo, si è reso molto meno leggibile e più imprevedibile.
Vallana 6.5 Padoin lo richiama spesso solo in fase di non possesso, chiedendogli di stare attaccato a Barido, per non lasciare tempo e spazi all'argentino. I risultati sono stati ottimi, tant'è che la partita dell'avversario dura solo 45'. In costruzione ormai può fare scuola: sa come muoversi in cabina di regia, trova varchi e ne inventa altri.
Sylla 6 Mette sulle gambe minuti, ma non spicca per inventiva. La sua è stata una prestazione abbastanza spoglia di grandi opportunità, sia ricevute che create. Cerca, in ogni modo, di toccare quanti più palloni possibili, giocando vicino a Vallana e provando a buttarsi in area con qualche inserimento.
19' st Makiobo 6.5 Un ingresso in campo convincente, il suo. Entra con ottimo piglio e prende le redini del centrocampo grazie alle sue incursioni. Trova anche la porta un paio di volte con due belle conclusioni potenti, che mettono in difficoltà Spinelli.
Grelaud 6.5 Ara la fascia sinistra con le sue progressioni. E anche il suo mancino, in quest'occasione, non ha girato male, anzi. Trova spesso i compagni con i suoi cross, ad esempio nella ripresa, quando ha pescato Verde, che stava per farlo bellissimo. Doveva dare una risposta sulla continuità di rendimento e lo ha fatto.
Tiozzo 6.5 La sua prestazione si alza di livello con il passare dei minuti. Con la difesa del Napoli chiusa e che non faceva entrare nessuno in area, è stato l'unico a tentare il colpo dalla distanza, andandoci anche vicino un paio di volte. Nella ripresa gioca molto - e bene - con i compagni, venendo a cercare il pallone sulla trequarti.
32' st Milia 6 Chiamato in causa da Padoin per dare fisico e sostanza al centrocampo, riesce a murare alcuni tentativi del Napoli. Si costruisce anche una buona occasione nel finale, andando ad un passo dal firmare il 3-1.
Merola 6 Sulla sinistra è stato cercato e ritrovato spesso, ma alla lunga, le sue giocate, sono diventate un filo prevedibili. Il suo destro a rientrare è stata comunque, forse, una delle poche armi a disposizione nel primo tempo e che ha spaventato Spinelli.
19' st Elimoghale 6 Entra in maniera troppo leggera in campo, anche se crea scompiglio, entra in area e prova soluzioni interessanti. Tuttavia, perde qualche duello con Colella che gli chiude sempre il destro, indovinando ed è troppo lezioso al momento del tiro. Serviva un po' di cinismo in più.
Pugno 7.5 Fiuta sempre l'occasione, il gol. Fa, in poche parole, ciò che un bomber deve fare. Anche in una partita con poche occasioni a disposizione, è freddo, lucido nel liberarsi delle marcature e nel buttare il pallone in rete. La sua esperienza serve sempre, anche nel gioco spalle alla porta, dove è magistrale.
32' st Durmisi 6 Cerca di allungare la squadra, allontanando le minacce tenendo spalle alla porta qualche pallone. Non viene praticamente mai servito con la Juve che soffre, ma fa in ogni caso il suo, quello che Padoin gli aveva chiesto.
All. Padoin 7 Come dice il detto juventino, quello che conta è la vittoria. Sì, ma che sofferenza. Madama si complica quasi da sola la partita nel finale dopo il rigore concesso, che ha tolto fiducia e sicurezza soprattutto nella testa. Il tecnico bianconero ha rimarcato spesso come l'aspetto mentale sia uno dei temi del suo lavoro, la vittoria dà morale. Nota a margine: capisce che Montero è un elemento prezioso in più per la squadra e nonostante i mesi da fuori rosa, con la certezza del rinnovo, è tornato forte a puntarci. Vincendo la scommessa, se così si può chiamare.
NAPOLI
Spinelli 6.5 Protegge più e più volte lo specchio con le sue tante parate. Il Napoli deve ringraziarlo, senza di lui il passivo poteva essere ben peggiore. Perfetto sulle uscite basse e nei rinvii rapidi a cercare Raggioli.
Caucci 6 Nonostante fatichi leggermente contro Merola, ma soprattutto Grelaud, il centrale napoletano sale in cattedra soprattutto nella ripresa. Vince, infatti, quasi ogni duello e si rende anche pericolosissimo in zona gol. Quel mancino a giro sembrava di un 10, invece era il suo, il gol non arriva solo per un miracolo di Nava.
Eletto 6.5 Guida la difesa con carattere, grinta e qualità. Non teme di marcare stretto e alto Pugno, che chiude più e più volte. Qualche responsabilità sul primo gol della Juve, in cui si perde proprio il 43 bianconero, che sfila sul primo palo.
De Luca 6.5 Bello ed intenso i duelli con Tiozzo e Leone. Il 3 del Napoli da quella parte compie un lavorone, togliendo molti palloni vaganti ed allontanando tante minacce con chiusure tempestivo. Tra i tre dietro, è il migliore difensivamente parlando.
Olivieri 5.5 Non viene praticamente mai coinvolto in costruzione. Il Napoli, infatti, preferisce viaggiare sul binario sinistro, il suo opposto e, di conseguenza, sulla destra si attacca poco o niente. Deve sacrificarsi stando molto (forse troppo) basso e lo fa, anche piuttosto bene a tratti, anche se lascia fin troppo spesso crossare Grelaud indisturbato.
19' st Colella 6 Forse un cambio preventivo di Rocco, visto che da quella parte, in contemporanea, entrava Elimoghale. Ed è stata una mozza azzeccata: stravince il duello con il 27 bianconero, a cui sottrae il pallone, leggendo anticipatamente le sue giocate.
Lo Scalzo 5.5 Fa quasi un ping-pong tra centrocampo e difesa, non riuscendo mai a collocarsi nel migliore dei modi in campo. Certo, la sua mano ad un Olivieri in difficoltà è stata preziosa, ma quando è stato il momento di giocare e smistare il pallone, la lucidità è venuta meno.
Cimmaruta 6 L'anello equilibratore del Napoli. A centrocampo la sua presenza è linfa per gli azzurri, soprattutto sul piano dell'interdizione. Se dietro fa la legna, davanti ha avuto una delle occasioni migliori per pareggiare, se non la migliore, ma calcia troppo centrale tra le braccia di Nava. 44' st Esposito sv
D’Angelo 5.5 Dalla sua parte, il Napoli ha avuto tanto spazio che, tuttavia, non è riuscito a conquistare del tutto. Il 17 napoletano, infatti, cavalca la fascia, ma incide poco e niente. A parte qualche cross, viene sempre fermato o da Leone o da Verde.
1' st Smeraldi 6 Anche lui si vede davvero poco. Accompagna l'azione, seguendola ed offrendo ai compagni una traccia in più, ma al momento di smarcarsi, viene sempre letto ed anticipato dalla difesa juventina.
Barido 6 Affronta per la prima volta da avversario la sua ex squadra, la Juve, che lo conosceva e si è difesa bene. Vallana gli sta addosso, l'argentina si libera qualche volta, è vero, ma con il passare del tempo esce dai radar, anche perché il Napoli soffre e sviluppa poco davanti. Tra le linee, comunque, fa intravedere sprazzi di ottima qualità, ma troppo poco per incidere.
1' st Genovese 6.5 Entra con piglio e tantissima voglia di incidere. Sulla trequarti si muove bene, spesso liberandosi con furbizia dalla gabbia juventina. Qualità e continuità, il 70 del Napoli ha dato brio ad un attacco piuttosto bloccato e poco creativo.
Camelio 5.5 Troppo largo a sinistra, finisce inevitabilmente per essere assorbito da Montero e, in sostanza, dall'intera difesa della Juve, che riesce a leggere le sue intenzioni. Fatica e non poco, forse una delle note più amare di questo Napoli.
19' st Borriello 7 Quel pallone pesava come un macigno. Entrare e calciare un rigore non è mai semplice, ma ha superato la prova a pieni voti. Freddo dal dischetto, accorcia sul 2-1 il punteggio, ma non basta. Poco dopo sfiora la doppietta, ma Nava chiude lo specchio. Ridà luce e speranza al Napoli, che con lui in campo si trasforma.
Raggioli 7 Esplode di gioia nel finale, che diventa immediatamente delusione e amarezza. Se quel pallone all'ultimo secondo fosse davvero entrato, allora, sarebbe stato ancora più idolo di quanto già non lo fosse. Ma alla fine non gli si può dire nulla: come sempre, naviga con poche occasioni, si guadagna il rigore e per poco non salva la sua squadra. Anima.
All. Rocco 6.5 60 minuti in apnea, il rigore - e i cambi - ridanno vita ad un Napoli in grande difficoltà per lunghi tratti della gara. Ottime le risposte di Genovese e Borriello, resta certezza assoluta Raggioli, il migliore. Resta la delusione nel finale, ma quando questa squadra reagisce è un osso duro.