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Il Pungiglione

Fabio Capello e Max allegri, che lezione agli allenatori dei giovani!

Investire nelle Scuole Calcio e non solo nelle prime squadre: priorità ai giovani, valore aggiunto

Fabio Capello e Max allegri, che lezione agli allenatori dei giovani!

IL PUNGIGLIONE • Fabio Capello e Max Allegri, che lezione agli allenatori dei giovani! (foto Daily Milan)

«Nei settori giovanili basta tattica. Nelle Scuole Calcio vedo allenatori che insegnano la tattica ai ragazzi. È una cosa che non va bene, perché ai ragazzi di 12-15 anni devi insegnare la tecnica. E sapete perchè insegnano la tattica e non la tecnica? Perchè per mostrare la tecnica devi far vedere ai ragazzi il gesto da fare, e molti non sono in grado. È questo il problema. Si vedono sui calci d'angolo e calci di punizione bambini di 12 anni fare degli schemi con il ragazzino che alza il braccio. Ma se non lo sanno fare i giocatori professionisti come può farlo un ragazzino?! È una roba che mi fa impazzire. Ma se non fai vedere ad un ragazzo come si calcia un pallone come puoi pensare agli schemi?!»
Fabio Capello, 2022

«Nei settori giovanili si imprigiona il talento in schemi e movimenti fissi. Il sistema calcio in Italia è sbagliato nelle fondamenta, nei settori giovanili dove improbabili Guardiola finiscono per far odiare il calcio ai bambini e ai ragazzini. Basterebbe avere un figlio, un nipote, il figlio di un vicino in una di queste scuole calcio e andare ad assistere a un allenamento, dopo dieci minuti uscireste in lacrime. Nei settori giovanili si lavora per meccanizzare i giovani e li trasformano in impiegati imprigionati in schemi».
Massimiliano Allegri, 2024

Queste dure critiche di due grandi allenatori non hanno mai ricevuto una risposta dagli organi istituzionali del pianeta calcio, e non ho mai letto un loro commento in merito. Siamo nel 2026, e il calcio giovanile italiano sembra ancora bloccato in una routine di innovazione superficiale. Corsi, riunioni, visite alle squadre. I Centri Federali Regionali ricevono input da Coverciano di ridurre l'allenamento analitico, quello che si concentra sulla tecnica individuale del trattamento del pallone, per passare subito a un approccio situazionale, che simula le situazioni di gara. L'obiettivo è chiaro: creare giocatori capaci di superare l'avversario, di vincere duelli uno contro uno, di diventare i nuovi Garrincha del calcio italiano.
No, chiedo scusa, ma non è così. La Federazione, nel tentativo di imporre questo nuovo percorso di formazione, ha introdotto un regolamento che obbliga tutte le squadre della Scuola Calcio a confrontarsi in duelli uno contro uno prima della partita, con conclusioni a rete e partitina tre contro tre. È proprio in quei pochi minuti che si intuisce il grado di preparazione non dei calciatori, che dimostrano quello sanno fare, ma dei loro istruttori, che hanno il compito di forgiare tecnicamente quei ragazzi pieni di entusiasmo. È lì che si vede se il tecnico sa correggere gesti e movenze stilistiche, posture, gioco di gambe per calciare in porta. È un bel banco di prova per dimostrare di essere un addetto ai lavori qualificato.
Purtroppo nei dilettanti é difficile trovare ex calciatori adatti a questa missione. Il motivo? Gli specialisti del dribbling, che devono insegnare ad essere imprevedibili nell'ultimo terzo di campo - tra gli 8 e i 15 anni - devono essere ben retribuiti con contratti duraturi. Non bisogna considerare bravi solo quelli  che si offrono per poco. Chi aiuta un potenziale talento a perfezionare e velocizzare i gesti d'inganno, che ti permettono di dribblare o scartare (due tecniche diverse ) uno o più avversari, deve essere ricercato e pagato bene. E non è certo con la scusa che basta la passione.
Ma chi insegna queste finte e contro finte? Forse i laureati in Scienze Motorie? No, non scherziamo. La laurea in Scienze Motorie, percorso triennale, adesso anche ottenibile online, permette di accedere al patentino di allenatore UEFA C, categorie giovanili. E non è tutto: dopo averlo ottenuto, si può addirittura ottenere anche la licenza di Match Analyst e quella di Osservatore tramite corsi specifici FIGC/AIAC. Il punto è che la maggior parte di questi laureati ha un curriculum calcistico limitato, per usare un eufemismo. Hanno probabilmente "giocato" a calcio solo davanti ai propri genitori.
Il mercato degli allenatori improvvisati è in pieno boom: laureati in Scienze Motorie, patentati UEFA C che offrono lezioni di calcio sul Web a prezzi stracciati, senza un vero passato calcistico alle spalle. Mettono il nome, il titolo di studio - in primis - il costo. Niente cognomi, niente risultati ottenuti, solo promesse. E i genitori “tigre” all'insaputa  delle loro Società di appartenenza sono pronti a spendere pur di dare un vantaggio ai loro figli. Il calcio diventa un business, e la passione si trasforma in un'opportunità di guadagno.
Il coordinatore delle Nazionali Giovanili, Maurizio Viscidi, lamenta la scomparsa del dribbling negli ultimi 25 metri. È vero, i solisti italiani sono morti. Le ripercussioni si notano anche nella nostra Nazionale italiana. Un consiglio: incentivare economicamente le società dilettantistiche che vogliono investire nelle Scuole Calcio e Ingaggiare ex calciatori - a fine carriera - professionisti con patentino UEFA Pro offrendo loro contratti economici soddisfacenti a lunga scadenza. Solo così saranno spronati a dedicarsi con passione alla crescita tecnica dei bambini e ragazzi. In questo modo, forse, non faremo impazzire Capello, spargere lacrime ad Allegri, e sentire i lamenti da Coverciano di Maurizio Viscidi.
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