Serie C
27 Gennaio 2026
LIVORNO SERIE C - Lorenzo Malagrida, centrocampista classe 2003, ha esordito con gol proprio nel match di domenica 25 contro la Vis Pesaro
All’80' il boato arriva come un’onda che si alza dal mare di Ardenza. La corsa di Lorenzo Malagrida, la scivolata pancia a terra sotto la gradinata, il mucchio dei compagni. In quel gesto, nello stadio lucidato dai lavori degli ultimi mesi, c’è un pezzo di stagione che cambia verso: il Livorno piega la Vis Pesaro per 2-1 e il nuovo arrivo, al primo pallone davvero pesante toccato in amaranto, scrive il suo nome nella partita che può segnare una svolta. È il suo primo gol con la nuova maglia, alla prima apparizione, in una domenica, 25 gennaio 2026, che i tifosi ricordano per l’urlo liberatorio e per il segno lasciato da un ragazzo che arrivava da «mesi difficili» e che «aspettava questo gol da tanto» come ha confessato, a caldo, davanti ai microfoni.
UNA PRIMA VOLTA CHE PESA COME UN MANIFESTO
«Non ero mai stato a Livorno, segnare in questo stadio è un’emozione unica»: la frase, semplice, vera, di Malagrida intercetta il sentimento di una città che sta risalendo gradino dopo gradino il ritorno nel professionismo. L’episodio che decide il match arriva al 79’: accelerazione di Marchesi, cross teso e tagliato, inserimento del trequartista, piatto destro e palla sotto la traversa. Prima, il rigore di Samuel Di Carmine al 15’ aveva aperto la strada; dopo, l’acuto di Davide Stabile all’83’ aveva riaperto i giochi, obbligando gli amaranto a resistere fino al centesimo. Una gara sporca, intensa, nervosa, vinta con qualità e sofferenza.
MALAGRIDA, IDENTIKIT DI UN COLPO INVERNALE
Il profilo del nuovo numero amaranto racconta un percorso tecnico riconoscibile. Classe 2003, ligure di Pietra Ligure, 1,70 di altezza, trequartista/esterno con piede destro educato, Malagrida cresce nelle giovanili della Sampdoria, con cui firma il primo contratto professionistico nel 2022 e debutta tra i grandi in Coppa Italia il 12 gennaio 2023. In Serie C fa esperienza vera al Rimini in due mezze stagioni: minuti, botte prese, qualche lampo. Il 22 gennaio 2026 la svolta: passa al Livorno e 4 giorni dopo timbra all’esordio. Anche la sua biografia calcistica sussurra un dettaglio di famiglia: è nipote dell’ex centrocampista Antonio Manicone. «Venivo da mesi difficili»: il riferimento è al periodo di altalena tra rientro alla casa madre e spazio ridotto. A Livorno, Roberto Venturato gli ha ritagliato un ruolo chiaro: qualità tra le linee, attacchi all’area, connessione con le due punte. Il resto, al primo giro di lancette, l’ha messo lui.
LA PARTITA: CRONACA DI UN 2-1 CHE VALE TANTO
1) Il rigore che sblocca. Al 15’ il destro di Di Carmine trova un braccio largo in area: dal dischetto, l’ex Hellas resta glaciale e firma l’1-0. Prima dell’intervallo, Dionisi stampa una traversa che grida vendetta. 2) La ripresa si accende. La Vis Pesaro alza il baricentro, ma paga al 79’: Marchesi scappa a sinistra e rifinisce basso, Malagrida arriva coi tempi giusti e colpisce per il 2-0. È il suo primo gol in amaranto, al primo ingresso al «Picchi». 3) Il finale in apnea. All’83’ Stabile accorcia su ripartenza, poi brividi in pieno recupero tra proteste per due episodi in area: il direttore di gara non concede altri rigori. Gli amaranto tengono fino al triplice fischio. Dati alla mano: angoli 1-4, recupero 2’ + 5’, 2.568 spettatori.
IL VALORE DEL GOL: CLASSIFICA, TREND E PROSPETTIVE
Il successo con la Vis vale punti pesanti: il Livorno sale a 25 e aggancia il Forlì, portandosi a +4 sulla zona playout e a -2 dai playoff rappresentati proprio dai marchigiani. È la seconda vittoria consecutiva dopo il colpo di Guidonia: un trend che racconta una squadra più consapevole e più solida, soprattutto al «Picchi». Se il calendario propone ora la trasferta di Ascoli del 30 gennaio 2026, l’abbrivio psicologico conta più di tutto: il gruppo ha ritrovato fiducia, la curva sente di nuovo il profumo delle domeniche «da Livorno», il mercato invernale ha portato tasselli funzionali (oltre a Malagrida, gli innesti su cui costruire rotazioni e alternative utili).
IL PROTAGONISTA OLTRE AL GOL, COSA PORTA MALAGRIDA
1) Tecnica e letture. Il primo controllo in occasione del raddoppio è un manifesto: Malagrida sa vedere la porta, ma soprattutto sa riconoscere il tempo dello smarcamento in area. 2) Versatilità. Può giocare da sotto punta, da esterno a piede invertito o da mezzala offensiva in un 4-3-3 «di emergenza». 3) Fase senza palla. A Rimini ha imparato a soffrire: due stagioni in C gli hanno dato gamba e attitudine alla riaggressione. Numeri alla mano, parliamo di oltre 40 presenze complessive e 2–3 gol tra campionato e coppa nelle annate 2023/24 e 2024/25: non una macchina da reti, ma un profilo che dà continuità all’azione offensiva. Il messaggio, in fondo, è questo: in un Livorno che punta sulla qualità dell’ultimo passaggio e sul peso specifico delle due punte, avere un trequartista pronto a «tagliare» dentro l’area come ha fatto alla prima palla buona cambia il modo di attaccare gli spazi. Con Dionisi e Di Carmine, uno che arriva dai sedici metri al momento giusto vale un tesoro.