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Serie C

Ecco il 4° allenatore stagionale, per togliersi dal baratro il club richiama una vecchia conoscenza

Un accordo fino a fine campionato per una missione chiara: stabilità, identità e punti pesanti in un girone che non aspetta nessuno

GIUGLIANO SERIE C - RAFFAELE DI NAPOLI

GIUGLIANO SERIE C - Raffaele Di Napoli aveva già allenato il Giugliano nella stagione 2022-2023 e nella prima parte di quella successiva

La telefonata arriva mentre lo Stadio Alberto De Cristofaro è ancora freddo di brina e di dubbi. In sede, una cartellina gialla spicca sul tavolo: dentro c’è il nome che riannoda i fili del passato con il presente. Il Giugliano ha scelto: tocca di nuovo a Raffaele Di Napoli. Un patto breve, concreto, di 6 mesi: abbastanza per dare un verso alla stagione, abbastanza per pretendere un’impronta immediata. Un ritorno che non ha il sapore della nostalgia, ma quello di una decisione tattica: richiamare chi conosce vie d’uscita, uomini e contesto, e può accorciare i tempi di reazione in un campionato dove ogni settimana pesa come una sentenza. La notizia filtra in mattinata del 23 gennaio 2026, a pochi giorni dall’esonero di Ezio Capuano e con la squadra affidata ad interim a Luca Tulino. Le intenzioni del club sono chiare: ristabilire ordine, compattezza, e soprattutto punti.

DAL CICLONE CAPUANO AL PRAGMATISMO DI DI NAPOLI
L’ultima settimana ha cambiato la fisionomia della panchina gialloblù. La società ha comunicato l’addio a Capuano e al suo vice Antonio Marino, affidando gli allenamenti al collaboratore tecnico Tulino in vista della gara successiva contro la Cavese (poi conclusa 0-0). Una scelta netta, maturata dopo una fase complicata di risultati e infortuni, e arrivata nonostante, a metà dicembre, il club avesse ribadito pubblicamente «fiducia totale» nell’allenatore. La realtà del campo ha imposto un’altra rotta. E la rotta, ora, punta su un nome che a Giugliano conoscono bene. Con Di Napoli cambia il tono del progetto: meno frizioni, più ordine. Il tecnico napoletano, classe 1966, ha una predilezione per sistemi a tre difensori e una maniacale attenzione alle distanze tra i reparti. Nella sua carriera la firma più riconoscibile è il 3-5-2, utilizzato con flessibilità per cucire la squadra intorno alle caratteristiche dei suoi uomini più determinanti. 

IL PRECEDENTE CHE PESA: IL GIUGLIANO 2022-2023 DI DI NAPOLI
Per capire perché il richiamo a Di Napoli abbia senso, basta tornare a due stagioni fa. Nel 2022-2023, il Giugliano rientrava tra le matricole da «decifrare» del Girone C. Con Di Napoli in panchina, la squadra chiuse al 12° posto con 46 punti, frutto di 11 vittorie, 13 pareggi e 14 sconfitte, segnando 51 gol e subendone 61. Numeri che raccontano un percorso di assestamento ma anche una cifra tecnica riconoscibile: squadra propositiva, capace di colpire con più uomini e di rimanere competitiva contro avversari dal budget ben più largo. Quella stagione, per i gialloblù, fu l’anno della conferma nei professionisti e della consapevolezza. Il seguito lo conosciamo: nel 2023-2024 il Giugliano ha chiuso addirittura all’8° posto con 53 punti e 15 vittorie, segno che il lavoro impostato sul medio periodo aveva prodotto basi solide su cui costruire. Anche se Di Napoli non concluse l’annata, il suo primo passaggio aveva contribuito a radicare un’idea di squadra capace di stare nella parte sinistra della classifica. 

IL PRESENTE: PANCHINA CALDA E CLASSIFICA CHE NON PERDONA
Il 2025-2026 gialloblù è stato fin qui un percorso a saliscendi. L’estate aveva visto il passaggio a Gianluca Colavitto, poi l’avvicendamento con Mirko Cudini dopo la seconda giornata, fino all’approdo di Capuano a fine ottobre 2025. Un’andatura segnata da troppi strappi: cambiare così tanto, così presto, ha un costo tecnico e mentale. L’ultima mossa è stata l’addio a Capuano del 19 gennaio 2026: la squadra è passata ad interim a Tulino in attesa della scelta definitiva. Quella scelta, ora, ha un nome e un contratto a termine: sei mesi per arrivare in porto. È in questo contesto che il ritorno di Di Napoli assume il valore di una «operazione tempo». Un tecnico «nuovo» che però conosce già l’ambiente riduce i tempi di adattamento: sa cosa chiede la piazza, conosce lo stadio, ha memoria del terreno e del microclima, sa come parlare ai leader del gruppo. E, al contempo, porta un linguaggio tattico chiaro. Per chi deve invertire la tendenza in fretta, è una scorciatoia preziosa.

CHE SQUADRA EREDITA DI NAPOLI
1) Identità difensiva intermittente. Le rotaie laterali hanno sofferto nei momenti di pressione continua; un 3-5-2 con esterni «a doppia corsia» può aiutare a schermare meglio i corridoi e ad alzare il baricentro senza sguarnire la coperta dietro. Il tecnico ha dimostrato di saperlo fare, lavorando molto su scivolamenti e tempi di uscita del braccetto. 2) Qualità nella metà campo offensiva. La rosa dispone di profili in grado di attaccare bene la profondità e di ricevere tra le linee. Con due punte complementari e un quinto capace di arrivare sul secondo palo, Di Napoli può ridare efficacia all’area avversaria. 3) Gestione dei momenti. Il Giugliano ha alternato prestazioni «di controllo» a blackout costati caro. Qui il lavoro sarà mentale oltre che tattico: accorciare gli spazi tra reparti, ridurre gli errori non forzati, rimettere al centro la compattezza come valore quotidiano.

CONCUSIONE, UN RITORNO CHE PARLA DI COMPETENZA E MISURA
Non è un colpo di teatro, non è un atto di fede. È una scelta tecnica con dentro memoria e prospettiva. Raffaele Di Napoli torna a Giugliano con un contratto corto e idee chiare. La società gli consegna una squadra che ha bisogno di regole semplici e di una grammatica comune. In 6 mesi si può fare molto, se si taglia il superfluo e si lavora sul necessario: distanze, sincronismi, convinzione. Il resto lo faranno i dettagli: un blocco su corner, un’uscita pulita sotto pressione, un quinto che arriva al tempo giusto. Piccole cose che, sommate, fanno una stagione intera. Per i gialloblù, oggi, «ritorno al passato» non significa guardarsi indietro: significa prendersi il meglio di ciò che si è già stati per diventare, finalmente, ciò che si vuole essere.

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