Serie B
27 Gennaio 2026
REGGIANA SERIE B - Francesco Vicari, difensore classe 1994, nella prima parte di stagione è stato impiegato 9 volte dal Bari in cadetteria
La prima immagine è un dettaglio: scarpini allacciati, guanti infilati, uno sguardo che misura il campo di allenamento come fosse una lavagna. È il pomeriggio in cui Francesco Vicari si presenta alla Reggiana. Addosso la maglia d’allenamento granata, in borsa la nuova divisa con il numero assegnato: 34. Pochi convenevoli, tanto lavoro. Il trasferimento è già ufficiale: prestito dalla SSC Bari «fino al termine della stagione 2025-2026», con il difensore che si mette subito a disposizione di Davide Dionigi. È una mossa chirurgica: la «Regia» aveva bisogno di una figura affidabile, strutturata, capace di dettare tempi e altezze del reparto. E Vicari è esattamente quel profilo.
IL COLPO, PERCHÈ VICARI
1) Esperienza ad alto livello: tra Serie A e Serie B Vicari ha totalizzato, secondo i dati ufficiali e le principali banche dati, oltre 300 presenze complessive, di cui circa 96 nel massimo campionato con la SPAL e oltre 200 in cadetteria tra Novara, SPAL e Bari. Numeri che raccontano un centrale abituato alla pressione, all’errore zero nelle letture, alla gestione del reparto. La stessa Reggiana nel comunicato di presentazione sottolinea le sue 96 presenze in A e il traguardo delle 200 presenze in B, a riprova di una carriera da affidabile maratoneta difensivo. 2) Immediata disponibilità: l’innesto non è «da laboratorio», ma pronto gara. Il club granata ha chiarito che il difensore ha sostenuto il primo allenamento nel giorno dell’annuncio e che vestirà la maglia numero 34. 3) Formula pulita: prestito «secco» fino al 30 giugno 2026 (termine della stagione 2025-2026), senza fronzoli e con l’obiettivo di incidere subito. Le comunicazioni ufficiali convergono su una cessione «a titolo temporaneo» fino al termine dell’annata.
UN PROFILO SCOLPITO IN B, FORGIATO IN A
Nato a Roma nel 1994, Francesco Vicari è un prodotto del calcio italiano che ha fatto la gavetta con intelligenza. L’esordio tra i professionisti arriva in Serie B con il Novara nel maggio 2013, primo tassello di un percorso che lo porterà a imporsi con la SPAL, diventando protagonista della promozione in Serie A e poi collezionando tre stagioni nella massima serie dal 2017 al 2020. Il ritorno in B con i biancazzurri e, dal luglio 2022, il passaggio al Bari, dove indossa anche la fascia da capitano e supera quota 200 presenze nel campionato cadetto. È una biografia sportiva lineare, senza salti nel vuoto, dove ogni step ha costruito un repertorio completo: postura, tempi di intervento, marcatura in area, guida della linea, uscita palla. A Bari, nelle ultime stagioni, Vicari è stato punto di riferimento tecnico e identitario. In questa annata di Serie B 2025/2026, prima del trasferimento, ha sommato presenze tra campionato e coppa mantenendo standard di affidabilità nelle letture e nell’uno contro uno.
PERCHÈ LA REGGIANA NE AVEVA BISOGNO
La risposta è nel contesto. Il reparto arretrato granata ha vissuto una fase di transizione, segnata anche dalla risoluzione anticipata del prestito di Giangiacomo Magnani, rientrato al Palermo a metà gennaio 2026. Un’uscita che ha aperto un vuoto di esperienza e leadership nella zona centrale della difesa: serviva un profilo che portasse ordine, letture preventive e capacità di guidare i compagni nei momenti di pressione. L’arrivo di Vicari si innesta precisamente in questa esigenza. Il contesto tecnico: la Reggiana di Dionigi ha alternato fasi a blocco medio con linee compatte a momenti di pressione alta, soprattutto in casa. In entrambi i registri, il centrale deve «chiamare» i tempi di sali-scendi, coprire la profondità e dare il primo passaggio pulito per risalire. Vicari, che per anni è stato riferimento in strutture a tre e a quattro, ha proprio questa capacità: allineare il reparto, leggere tra le linee, accorciare in avanti quando serve, conservando lucidità sui cross laterali.
LEADERSHIP SILENZIOSA E RITORNO ALLA CONCRETEZZA
Le carriere di certi difensori hanno un filo comune: crescere partita dopo partita, aprendosi una credibilità che poi diventa valore aggiunto per lo spogliatoio. Così Francesco Vicari si presenta a Reggio Emilia. Non è il colpo da copertina, ma il riassetto che in una stagione lunga vale più di uno slogan. La scelta del numero 34 è un dettaglio; la sostanza è nel modo in cui occupa lo spazio, corregge un corpo a corpo, chiama un compagno a stringere. La Reggiana ha perso l’apporto di Magnani per ragioni di mercato e necessità altrui; risponde introducendo un profilo di pari affidabilità e con un bagaglio di Serie A alle spalle.
UNA SCELTA IDENTITARIA, OLTRE AL MERCATO
C’è sempre un momento in cui le squadre smettono di «fare mercato» e cominciano a «fare squadra». L’arrivo di Francesco Vicari racconta proprio questo passaggio: più che un nome da vetrina, un tassello che cambia il volto della Reggiana nel modo in cui difende, soffre, riparte. Nel calcio di oggi, la differenza la fanno spesso i giocatori che aggiungono logica e togliono caos. Nel suo mestiere, Vicari è questo: geometria applicata alla fase difensiva, senza bisogno di effetti speciali. La foto del pomeriggio d’allenamento dice molto: non servono parole, basta la posizione del corpo quando chiama la linea a salire di un metro e mezzo. In fondo, il carisma nel calcio è una questione di centimetri guadagnati al momento giusto. La «Regia» se n’è accorta e ha mosso la sua pedina. Ora il tabellone del girone di ritorno dirà quanto vale.