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Serie C

L'ex Torino cambia squadra per far cambiare passo, è un colpo che può essere decisivo per le sorti del campionato

L’attaccante abbraccia il progetto biancorosso, un innesto tecnico e mentale che può portare qualità alla corsa verso la salvezza

TEAM ALTAMURA SERIE C - VINCENZO MILLICO

TEAM ALTAMURA SERIE C - Vincenzo Millico, attaccante classe 2000, nella prima metà della stagione ha giocato con il Casarano, sempre in Puglia

La scena è quella di un lunedì sera di inizio anno al «Tonino D’Angelo». Freddo tagliente, luci nette, pubblico che mormora. La classifica dice che il Team Altamura è lì, sospeso sul filo: 16º posto, 20 punti, la zona playout che incombe come una riga rossa sotto i tacchetti. In panchina Devis Mangia sfoglia appunti e idee; in città si attende un segnale, una giocata che sposti l’aria. Il segnale arriva dal mercato: la società biancorossa chiude per Vincenzo Millico, esterno offensivo con giocate scolpite nel vivaio del Torino, e ufficializza un prestito dal Casarano fino al 30 giugno 2026. È un colpo che parla alla testa e alle gambe della squadra: talento, cambio di passo, calcio piazzato e, soprattutto, la possibilità di cambiare ritmo all’attacco altamurano nel momento in cui la stagione chiede coraggio.

IL BIGLIETTO DA VISITA: CHI È MILLICO
Nato a Torino il 12 agosto 2000, Vincenzo Millico cresce tra Atletico Mirafiori, Juventus e soprattutto Torino, con cui completa la trafila fino all’esordio in Serie A il 23 febbraio 2019 (2-0 all’Atalanta) e il primo gol europeo in UEFA Europa League il 1º agosto 2019 (4-1 al Debrecen). Un percorso giovanile brillante che ne certifica il talento tecnico, abbinato a spunti da esterno moderno: piede destro, preferenza per il lato sinistro per rientrare e calciare, visione per l’ultimo passaggio. Le tappe successive sono una mappa dell’Italia calcistica: prestiti a Frosinone e Cosenza in Serie B; quindi Cagliari, con cui vive l’anno della risalita in A; poi Ascoli, Foggia, la parentesi alla Ternana e la scelta Casarano per ritrovare continuità e centralità tecnica. Un’esperienza ampia che, nonostante qualche curva a gomito, gli ha lasciato addosso minuti, duttilità e anticorpi agonistici.

LA PRIMA METÀ DI STAGIONE AL CASARANO
Nella prima parte del 2025-2026 al Casarano, Millico ha messo insieme complessivamente intorno a 18 presenze ufficiali, con 1 gol e 1 assist. La sostanza non cambia: impiego frequente, contributo diretto in due reti e una sensazione crescente di pericolosità quando entra nel vivo. Le rilevazioni più aggiornate dei database statistici riportano, per il solo campionato, 17 apparizioni con 1 gol e 1 assist. L’insieme delle sue cifre aiuta a leggere il profilo: pochi cartellini, discrete percentuali nell’ultimo passaggio, capacità di ricezione tra le linee e produzione di xG contenuta ma coerente con minutaggi spesso spezzati. Tradotto: giocatore che può cambiare l’inerzia di un match entrando a gara in corso e che, con una gestione mirata, può aumentare il peso negli ultimi 30 metri.

PERCHÈ L'ALTAMURA E PERCHÈ ADESSO
Il Team Altamura è al secondo campionato tra i Professionisti e vive una stagione di assestamento con l’obiettivo dichiarato di salvezza. La guida tecnica affidata a Devis Mangia, profilo esperto, già CT di Malta e tecnico con impronta identitaria, ha dato un perimetro tattico chiaro: organizzazione, densità centrale, ricerca di esterni che sappiano correre e pensare. È esattamente qui che si inserisce Millico: da esterno sinistro nel 3-4-2-1/3-4-1-2, o sotto-punta in un tridente leggero, con licenza di creare superiorità e calciare. La fotografia di inizio gennaio 2026 racconta di un Altamura bisognoso di qualità negli ultimi sedici metri e di un calendario che non aspetta. Puntellare l’attacco con un profilo che conosce il girone e che ha già incrociato i biancorossi (anche in Coppa Italia di Serie C ad agosto, vinta 1-0 dal Casarano) è una scelta logica oltre che ambiziosa.

LA CARRIERA: CIÒ CHE RESTA E CIÒ CHE PUÒ ANCORA ESSERE
Le 15 presenze in Serie A con il Torino e l’esperienza di B tra Frosinone, Cosenza e Ascoli hanno disegnato un calciatore abituato a spogliatoi esigenti. La parentesi al Cagliari lo ha visto parte di un gruppo in corsa promozione; il passaggio al Foggia gli ha restituito frequenza di campo e gol. La tappa alla Ternana ha aggiunto un’ulteriore sfumatura. Ora l’orizzonte si compatta: sei mesi per incidere. Obiettivo minimo: contributo diretto in reti (gol+assist) a quota almeno 5 nel girone di ritorno, sostanza nelle gare «da sei punti» contro dirette concorrenti, affidabilità fisica. L’innesto di Millico aumenta la concorrenza nelle posizioni esterne e sotto la punta. In un organico che ha già elementi esperti e profili versatili per i quinti e la trequarti, l’arrivo di un esterno «di strappo» permette a Mangia di variare: tridente leggero per attaccare spazi, doppio trequartista per sovraccaricare la rifinitura, gestione delle energie tra turni ravvicinati. La sfida è integrare il nuovo arrivo senza snaturare principi e distanze di reparto.

LE SCELTE DENTRO LA PARTITA
Millico porta anche un bagaglio di «scelte» nelle micro-situazioni: quando alzare il ritmo, quando puntare l’uomo, quando prendersi una punizione dal limite o cercare lo scarico corto. In partite dove la differenza la fanno dettagli e duelli, avere un esterno che conosce le coordinate del calcio professionistico può spostare la soglia d’errore della squadra. Non è solo tecnica: è la responsabilità del gesto al minuto 85 quando le gambe pesano e la testa deve essere lucida. Se tutto ciò si accenderà, l’Altamura potrà contare su un’arma in più. Per Vincenzo Millico, invece, questi 6 mesi sono l’occasione giusta: non per tornare alle narrazioni di un tempo, ma per costruirne una nuova, concreta e misurabile, a partire dal prossimo fischio d’inizio.

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