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Serie C

Tocca già quota 10 gol e il suo club lo blinda fino al 2028 dimostrando astuzia, l'attaccante è sempre più un pilastro

La firma che cambia il respiro del progetto rossoblù: il capitano prolunga e la squadra guadagna identità e prospettiva

CAMPOBASSO SERIE C - ALFREDO BIFULCO

CAMPOBASSO SERIE C - Alfredo Bifulco, attaccante classe 1997, nella stagione in corso in campionato conta 19 presenze e 9 reti, in più anche un centro in Coppa (foto FB Campobasso Football Club)

L’immagine è di quelle che raccontano più di mille parole: lo spogliatoio dello stadio di Selvapiana, una maglia rossoblù appesa con il numero 14, una fascia da capitano poggiata accanto, il foglio del nuovo accordo che si chiude con una data netta, quasi scolpita: 30 giugno 2028. È lì che Alfredo Bifulco ha scelto di restare, trasformando un percorso iniziato da «nuovo acquisto di gennaio» in un patto di lungo periodo. Il rinnovo fino al 2028 non è un atto dovuto: è una dichiarazione d’intenti, tecnica e identitaria, che fotografa la crescita del calciatore e la maturità del progetto del Campobasso.

DALL'INVERNO ALLA LEADERSHIP: UN'ASCESA ACCELERATA
Per comprendere il valore del rinnovo bisogna tornare indietro di un anno. 3 gennaio 2025: il Campobasso annuncia l’arrivo di Alfredo Bifulco dal Trapani, a titolo definitivo, con contratto originario fino al 2026. L’ala campana porta profondità, esperienza tra Serie B e Serie C e una fame che si traduce subito in impatto agonistico. Nel giro di poche settimane, la sua presenza diventa riferimento tecnico e caratteriale. Oggi, quella scommessa è una certezza proiettata nel medio periodo.

IL SIGNIFICATO DEL RINNOVO
La fascia a Bifulco non è un atto simbolico. È la scelta di affidare la leadership ad un profilo che ha un doppio registro: gioco senza palla e attacco dello spazio, ma anche disponibilità al sacrificio e attenzione ai dettagli. È un capitano «di campo», non solo di spogliatoio, che alza il livello competitivo quotidiano dell’allenamento e che, in partita, fa da metronomo emotivo più che tattico. Il club lo ha esplicitato: il capitano è un pilastro dentro un progetto che premia chi sposa la causa e ne interpreta i valori.I 10 centri di Bifulco in stagione poi non vivono di solisti: sono reti spesso decisive in gare bloccate, sblocchi o raddoppi che spostano inerzia e punti. La distribuzione tra campionato (9) e Coppa (1) racconta una costanza che non si ferma al weekend, ma che accompagna il percorso in tutte le competizioni. Per un club che, al rientro stabile nel professionismo, punta a consolidarsi nel girone B della Serie C, avere un esterno che abbina gamba, lucidità e finalizzazione è un vantaggio competitivo. È una mossa che riduce l’incertezza e aumenta il potere negoziale del Campobasso sul medio periodo.

CHI È DAVVERO ALFREDO BIFULCO
Nato a Ottaviano il 19 gennaio 1997, cresciuto nel settore giovanile del Napoli, Bifulco ha costruito una carriera fatta di tappe formative: Rimini, Carpi, Pro Vercelli, Ternana, Juve Stabia, Padova, Taranto, Trapani. Un percorso che gli ha dato confidenza con platee e pressioni diverse, alternando la Serie B alla Serie C, e che oggi confluisce in una maturità tattica evidente: attacca in diagonale, riconosce bene le tracce interne, lavora senza palla in copertura del terzino. È, soprattutto, uno che sa quando strappare e quando rallentare.

L'EVOLUZIONE DA CAMPOBASSO: FINALIZZATORE «AGGIUNTO»
Ciò che colpisce in questa stagione è la qualità delle scelte negli ultimi 30 metri. Bifulco non è un numero 9, ma è diventato un finalizzatore «aggiunto» attraverso timing d’inserimento e coordinazione nella conclusione. Il dato dei 10 gol riflette anche un lavoro specifico sul gesto tecnico, perfezionato con lo staff di Zauri. L’equilibrio tra responsabilità difensive e licenza offensiva è il punto su cui il Campobasso ha costruito l’upgrade del suo capitano.

IL RINNOVO, NOTIZIA NON SOLO «DI CALCIO»
C’è una differenza tra le firme che riempiono una riga e quelle che cambiano una squadra. La firma di Bifulco fino al 2028 appartiene alla seconda categoria. Dentro c’è: 1) la crescita di un calciatore che ha trasformato la sua stagione in leadership e gol; 2) la lucidità di un club che sa riconoscere il proprio «core» tecnico e proteggerlo; 3) la regia di un allenatore capace di far rendere al massimo gli esterni; 4) la spinta di una piazza che, da mesi, ha trovato nel suo capitano un interprete credibile dei suoi valori. Il Campobasso non ha semplicemente rinnovato un contratto. Ha scelto di tenersi stretto il proprio baricentro sportivo e valoriale. In un calcio spesso in balìa dell’improvvisazione, è una notizia che, per una volta, allunga lo sguardo oltre il prossimo weekend.

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