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Con i bianconeri ha vinto un campionato e giocato anche in Serie B, l'ex difensore ora sarà allenatore-bandiera

Promozione lampo dall'Under 19 alla prima squadra in un momento bollente, l'ex calciatore subentra dopo un periodo turbolento

SIENA SERIE D - GILL VORIA

SIENA SERIE D - Gill Voria ha giocato in bianconero dall'estate 1997 al gennaio 2003 vincendo anche il campionato di Serie C1 nella stagione 1999-2000

La mattina in cui la città si sveglia con il vento freddo di gennaio, al «Bertoni» si sente prima una voce che un fischio. È quella di Gill Voria, che richiama i suoi in un torello ad alta intensità. Sono passate poche ore dall’annuncio: la panchina del Siena è di nuovo sua. Nessun giro di parole, nessuna passerella: tuta, cronometro al collo e campo. L’allenamento comincia puntuale e segna il primo atto di una seconda, nuova era bianconera firmata da un tecnico (già giocatore ai tempi della Serie B tra fine anni '90 e inizio anni Duemila) che conosce ogni corridoio dell’Artemio Franchi e ogni volto del settore giovanile. Una promozione interna con effetto immediato, in uno dei momenti più delicati della stagione. Una scelta di identità, ma anche di necessità.

PERCHÈ PROPRIO ADESSO
Per comprendere la mossa della società bisogna riavvolgere il nastro alle ultime ore: tra weekend tesi, contestazioni e un episodio inedito per una piazza blasonata. Nella sfida contro lo Scandicci, infatti, la squadra è scesa in campo senza il proprio allenatore designato in panchina: al posto di Tommaso Bellazzini la distinta riportava Giacomo Cioni, match analyst della prima squadra, con il vice Nico Lelli costretto alla tribuna per squalifica. L’assenza del tecnico pisano ha alimentato caos e interrogativi, accentuati da giorni già segnati da cori e contestazioni, e dal silenzio stampa scelto dal club dopo un allenamento agitato alla vigilia del match. Un quadro che ha reso improrogabile una decisione: voltare pagina subito. La separazione tra il Siena e Bellazzini, che aveva assunto la guida per la stagione 2025-2026, è stata poi di fatto sancita dagli aggiornamenti diffusi dalle testate cittadine nelle stesse ore dell’investitura di Voria. Il ciclo dell’ex allenatore del Ghiviborgo si chiude così nella maniera più brusca, a distanza di meno di 8 mesi dall’ufficialità del suo ingaggio, che il club aveva presentato come un progetto biennale sul quale costruire continuità.

UN RITORNO ANNUNCIATO DAL RAPPORTO CON LA CITTÀ
Non è la prima volta che la Robur si affida a Gill Voria per ricucire uno strappo. Nell’aprile 2025, dopo l’esonero di Lamberto Magrini, fu proprio l’allenatore di origine campana a guidare l’ultimo scorcio di stagione e a riaccendere un minimo di entusiasmo, a partire dall’esordio casalingo vincente contro il Follonica Gavorrano. Quel flash aveva lasciato il segno: serietà, linguaggio semplice e diretto, richieste chiare alla squadra. Pochi mesi più tardi, con l’arrivo di Bellazzini sulla panchina della prima squadra, il club aveva blindato Voria con un contratto biennale alla Juniores e un ruolo-chiave nel vivaio. Oggi, lo stesso percorso interno diventa la chiave d’accesso per un nuovo salto in panchina.

CHI È GILL VORIA, RADICI BIANCONERE E COMPETENZE
Ex difensore con 136 presenze e 6 reti in Serie B, Gill Voria ha legato il suo nome ai colori bianconeri in più fasi: da calciatore, da tecnico del settore giovanile, da vice in prima squadra e da traghettatore. Nel percorso tecnico ha lavorato con le giovanili, poi da vice in Serie D e, più di recente, da responsabile della Juniores Nazionale e del coordinamento tecnico del vivaio, contribuendo alla ripartenza delle squadre giovanili dopo i mesi più complessi della storia recente del club. Il suo profilo viene percepito come «uomo di casa», in grado di conoscere dall’interno la rosa, i tempi della settimana, le esigenze di giocatori e staff. È una scelta di competenza e appartenenza, due parole che non sempre vanno d’accordo ma che, a Siena, oggi coincidono.

LA MOSSA: IDENTITÀ PRIMA DI TUTTO
La promozione interna di Voria risponde a un’esigenza primaria: ridare stabilità al gruppo, riducendo al minimo gli shock. Non è un dettaglio che il tecnico abbia preso in mano la squadra già dalla seduta della mattina: vuol dire che staff, routine di lavoro e relazioni interne restano in larga parte intatte, con un aggiustamento sulla guida più che una rivoluzione. In un momento in cui le energie emotive sono basse e il clima attorno alla squadra è pesante, la continuità «domestica» può valere quanto un’idea tattica. E c’è un’altra lettura: puntare su chi ha dimostrato di saper gestire i ragazzi, perché buona parte dell’organico ha minutaggi importanti da sviluppare e perché il dialogo tra prima squadra e Juniores diventa strategico quando bisogna coprire buchi, ruotare, dare chance a chi spinge dal basso. Un terreno nel quale Voria è a suo agio, come dimostrano gli incarichi e i rinnovi sottoscritti negli ultimi mesi.

GLI OBIETTIVI: CLASSIFICA E FRENO A MANO TIRATO
Il traguardo immediato non è uno slogan: rimettere a posto i punti e a posto la testa. In Serie D, costruire una striscia di 3-4 risultati utili può spostare tanto: ricuce fiducia, abbassa i decibel e riapre orizzonti tecnici. Ma la vera posta in gioco è un’altra: restituire alla squadra un’identità riconoscibile e alla piazza la sensazione che ogni gara sia affrontata con un livello minimo garantito di intensità. In questo, la figura di Voria, per carattere e storia personale a Siena, parte con un credito che andrà trasformato in campo in aiuti concreti: linee corte, gestione dei momenti, cura delle palle inattive. Dettagli che, in D, fanno la differenza più del sistema di gioco. Il Siena intanto ha scelto di tenersi stretto ciò che conosce e funziona, almeno dentro casa: un allenatore che sa cosa chiedere e come chiederlo, un settore giovanile che può diventare alleato, una squadra che ha ancora margini di crescita se attaccata sui fondamentali. Il resto, come sempre, tocca al campo.

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