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Doveva essere la sua partita: dopo la squalifica per doping la stella decaduta rischia lo svincolo

Ha firmato per ripartire, ma è tornato per pochi minuti: Paul Pogba poteva dimostrare qualcosa nella sfida contro la Juventus, ma sarà ancora ai box

PAUL POGBA NEWS

CHAMPIONS LEAGUE • Paul Pogba non potrà dire la sua nel "match del cuore" tra il Monaco e la Juventus

Una scena da fermare in un fermo immagine: minuto 85’ del 22 novembre 2025, Roazhon Park. Paul Pogba alza lo sguardo verso il cielo, entra in campo con la maglia dell’AS Monaco, riassaggia il pallone dopo oltre 800 giorni. È il grande ritorno della stella del calcio francese, tornato in patria dopo anni bui per riassaggiare il campo da calcio. Nel mezzo, una squalifica per doping, inizialmente di 4 anni e poi scesa a 18 mesi, l'addio a quella che è stata casa sua per due volte nella sua carriera e tanti nuovi infortuni, che stanno rendendo complicatissimo il ritorno del centrocampista francese. In sette mesi nel Principato, Pogba mette insieme appena 30 minuti complessivi in tre presenze, per poi passare di nuovo ai box: un contratto firmato fino al 2027 che però rischia già di terminare prima del tempo.


DAL TAS AL PRINCIPATO: UNA RIPARTENZA ANNUNCIATA

La storia recente di Paul Pogba è tutt'altro che lineare e semplice. Tutto parte dall'agosto 2023: Pogba risulta positivo al DHEA (un precursore del testosterone) dopo Udinese–Juventus e da lì inizia il baratro. La squalifica piena da 4 anni arriva a febbraio 2024, seguono i ricorsi e i contro-ricorsi, fino alla decisione del TAS/CAS che riduce la sanzione a 18 mesi il 4 ottobre 2024, ritenendo l’assunzione “non intenzionale”, collegata a un integratore prescritto da un medico negli Stati Uniti.  L'incubo di Pogba viene parzialmente "addolcito": il francese può tornare a giocare da marzo 2025.

Pogba era tornato con tanta speranza nel cuore alla Juventus, club che l'ha lanciato nel calcio dei grandi con numeri pazzeschi: prelevato a 0 dal Manchester United, Pogba incanta la Serie A, si prende i bianconeri sulle spalle e li guida per 4 stagioni, dal 2012 al 2016. In totale, nel suo primo e secondo periodo, Pogba colleziona 190 presenze e 34 gol in tutte le competizioni, prima di decidere nell'estate 2016 di tornare allo United, con ottimi risultati nelle prime stagioni e un calo fisiologico coincidente anche con i risultati non proprio idilliaci dei Red Devils. Il ritorno alla Juve si concretizza nel 2022, ma dura poco: arrivano 12 presenze in due stagioni, tantissimi infortuni e infine la squalifica, con la Juve che risolve il contratto nel novembre 2024.

Pogba è libero, ma la sua storia non si ferma. Esaurita la squalifica, a giugno 2025 trova l’intesa con l’AS Monaco su un contratto di due anni, con scadenza giugno 2027. L’operazione nasce per rilanciare un campione del mondo del 2018 in un contesto tecnico ambizioso, ma all'interno del suo Paese, la Francia. Il Direttore Generale Thiago Scuro lo protegge e fissa la prima tappa: 3 mesi di riatletizzazione vera, senza scorciatoie, con l’obiettivo di rivedere Pogba a un livello accettabile tra fine autunno 2025 e inizio inverno.


L'ESORDIO, 3 PRESENZE E UN CORPO CHE ARRANCA

È la roadmap che porta al primo spezzone a Rennes, l'esordio ufficiale di Paul Pogba nel campionato francese e con la maglia del Monaco. Pochi minuti il 22 novebre 2025, seguiti da un breve spezzone nella vittoria monegasca sul PSG il 29 novembre, fino a uno spazio un po' più grande a Brest il 5 dicembre 2025: circa 21 minuti nel finale, ma senza svolta per i biancorossi.

30 minuti, 3 presenze, poi di nuovo il buio: prima piccoli allarmi fisici che ritardano il rientro, quindi una lesione al polpaccio sinistro a inizio dicembre 2025 che lo mette ai margini nelle settimane cruciali. Il responso di Thiago Scuro è chiaro e pubblico: «Il programma per riportarlo in campo non sta andando come previsto». Pogba, da quel giorno lì, è ancora fermo ai box. Sono passati quasi due mesi e sicuramente nella testa era stata fissata una data, per lasciare un segno più grande: il 28 gennaio 2026, la data dell'ottava e ultima giornata di Champions League tra il suo Monaco e la "sua" Juventus. Eppure, Pogba non ci sarà: non potrà dire la sua in campo, non potrà affrontare quella maglia che ha portato con orgoglio per anni, non potrà riscattare la sua seconda e brutta parentesi a Torino. 


FUTURO INCERTO

Nelle intenzioni, il Monaco aveva scommesso su un profilo unico in Ligue 1: esperienza, leadership, capacità di governare il ritmo nelle due fasi. Per questo aveva blindato Pogba con un accordo fino al 2027, inserendo — a quanto lasciato intendere — clausole e paletti gestionali pensati per proteggere entrambe le parti. Oggi, con il giocatore fermo, il club deve fare i conti con un apporto in campo vicino allo zero, nonostante l’investimento sportivo e reputazionale; una rosa giovanlìe che aveva bisogno di un riferimento tecnico stabile sul piano tecnico e non solo un leader carismatico e infine l’eventualità, lasciata intendere da Thiago Scuro, di «sedersi al tavolo in estate 2026 per discutere il da farsi», nel caso il piano di rilancio non prosegua nel migliore dei modi. Ora come ora, il futuro più probabile è quello di un addio anticipato: l’apertura a “valutare il futuro” include per definizione la possibilità di tagliare le perdite, nel rispetto di eventuali clausole contrattuali non rese pubbliche. Ad oggi, il messaggio ufficiale resta duplice: fiducia nello staff medico e nella riabilitazione, ma anche la lucidità di prepararsi a scenari meno romantici. L'idea di fondo era di rilanciare Pogba, che comunque non ha ancora compiuto i 33 anni e non può considerarsi un calciatore "vecchio", nell'ottica di ritagliarsi un minuscolo spazio di convocazione per i Mondiali 2026, ma al momento il piano sembrerebbe fallito in pieno. L'unica certezza è che la stella vista tra Torino e Manchester ormai non c'è più. Resta il ricordo del calciatore che fu: un centrocampista fenomenale e un vero e proprio talento generazionale.

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