Serie C
28 Gennaio 2026
PERGOLETTESE SERIE C - Tomi Petrovic, attaccante classe 1999, nella prima parte di stagione ha giocato al Treviso in Serie D
È una sera fredda a Crema e allo stadio Voltini l’aria sa di attesa. Un messaggio rimbalza nei telefoni degli addetti ai lavori: «La Pergolettese ha chiuso per Tomi Petrovic». Non è il nome di un regista, come qualcuno aveva sussurrato con troppa fretta, ma quello di un centravanti alto 1,93 dal curriculum che parla chiaro: quasi 200 presenze tra Serie B e Serie C, un’andatura da ariete e un’idea fissa, la porta. La rotta del croato, nato a Tolosa, si sposta così di nuovo sul Professionismo: dopo l’avvio di stagione in Serie D al Treviso, ecco il ritorno in Serie C con un’operazione definita in prestito dalla Juve Stabia, proprietaria del cartellino. Mossa ufficializzata nelle ultime ore e che rinforza di certo l'organico a disposizione del tecnico Mario Tacchinardi, da poco tornato alla vittoria contro l'Ospitaletto.
PETROVIC, IDENTIKIT E PERCORSO
Nato l’11 marzo 1999 a Tolosa, di nazionalità croata, Petrovic cresce calcisticamente tra Dinamo Zagabria e Grazer AK, fa il salto nei grandi in Austria e poi si stabilisce in Italia. È una punta centrale, piede destro, fisicità evidente, gioco spalle alla porta, attitudine ad attaccare l’area. In Italia indossa le maglie di Virtus Entella, Rimini, Pro Vercelli, Lucchese, Lecco, Pontedera, Trento e, più di recente, SPAL: un giro d’Italia che gli ha cucito addosso la dimensione del professionista solido, utile in contesti dove contano centimetri, duelli e concretezza. L’estate 2025 segna il passaggio alla Juve Stabia con un contratto biennale fino al 30 giugno 2027; poco dopo, il prestito al Treviso per la stagione in Serie D. Ora, la nuova virata: rientro nei ranghi gialloblù e immediato prestito alla Pergolettese per la seconda parte del campionato.
PERCHÈ LA PERGOLETTESE LO HA SCELTO
La stagione gialloblù è stata impostata su un’idea chiara del club: salvezza il prima possibile e valorizzazione del gruppo. La conferma di Giacomo Curioni in panchina, fino al 2026, aveva dato continuità tecnica a un progetto che vive di equilibrio, organizzazione e realismo. Poi con i risultati venuti a mancare si è deciso di esonerare il tecnico e promuovere dalla Primavera Mario Tacchinardi. In questo contesto, un profilo come Petrovic ha senso: garantisce una soluzione diretta per risalire il campo, aiuta a difendere palla alta, apre spazi per gli esterni e assicura presenza in area nei momenti in cui il gioco deve semplificarsi.
IL RUOLO NEL SISTEMA DI TACCHINARDI
In una squadra che alterna momenti di pressione a blocco medio e fasi di difesa posizionale, avere una «valvola di sfogo» come Petrovic è strategico: permette la risalita su palla lunga, fa respirare la mediana, fissa i centrali avversari e crea seconde palle utili a mezzali e esterni. Le sue caratteristiche favoriscono anche l’uso di traversoni dal lato forte o di cross arretrati: con 1,93 di altezza e buon tempo d’anticipo, il croato diventa bersaglio naturale per i palloni laterali e per i calci piazzati. L’operazione copre una necessità immediata: alzare il livello della prima linea e aggiungere chili e presenza negli ultimi 30 metri. Sul piano strategico, c’è anche la finestra aperta sul destino di Sean Parker: il Lecco lo ha corteggiato a lungo e nelle ultime ore sarebbe stato trovato un accordo di massima. La Pergolettese, nel frattempo, si copre e porta a casa una prima punta pronta.
DOVE E COME PUÒ INCIDERE SUBITO
1) Sui palloni sporchi: nelle partite bloccate, la qualità di Petrovic nel corpo a corpo libera metri e tempi di gioco alla squadra. 2) Sui piazzati: con la sua stazza, aggiunge una minaccia verticale in più; difensivamente può essere utile nelle marcature in area. 3) Sulla profondità: non è uno sprinter, ma attacca la linea sul lato cieco, soprattutto quando la difesa avversaria si alza per accorciare. 4) Periodi significativi: Virtus Entella (esordio anche in B), Lucchese e Lecco per continuità, Trento per produzione, SPAL per la parentesi ad alto profilo. La scelta della Juve Stabia di investire su di lui nell’estate 2025 certifica il valore percepito nel circuito professionistico.
LA MAPPA DEL PROSSIMO MESE
1) Inserimento graduale, con minutaggio crescente e attenzione alla condizione. 2) Scelte di Tacchinardi calibrate sull’avversario: quando servirà peso (difese a tre fisiche), Petrovic dal 1’; quando servirà campo aperto, impiego a gara in corso per sfruttare gli spazi stanchi. 3) Valutazione dell’asse con gli esterni e con la mezzala di inserimento: la riuscita dell’operazione si misurerà anche dal numero di tiri «puliti» concessi al croato nei 16 metri. La notte al Voltini, intanto, è più leggera: i canarini hanno trovato il loro riferimento offensivo. Se la salvezza passa dai dettagli, aver messo in rosa un profilo abituato a lottare nelle partite «sporche» può fare la differenza. Il campo, come sempre, dirà il resto. Ma intanto una certezza c’è: la Pergolettese ha aggiunto centimetri, mestiere e una presenza che cambia la fotografia dell’attacco.