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Serie D

Saluta l'Italia e va all'estero per diventare grande, il portiere con Juventus e Torino nel curriculum cambia rotta

Un giovane estremo difensore con doppio passaporto e un passato giovanile di alto livello tenta di dare la svolta alla sua carriera

BACAU SERIE B ROMANIA - EDOARDO ALLOJ

BACAU SERIE B ROMANIA - Edoardo Alloj, portiere classe 2006, nella scorsa stagione ha vinto il campionato di Serie D con la maglia del Casarano

All’alba, sul prato ingiallito del «Vicino» di Gravina, le mani di un ragazzo del 2006 si sporcano ancora di erba e lattice. L’ultimo pallone resta incollato ai guanti, poi vibra il telefono: dall’altro capo c’è la Romania. Un accordo per volare a est, una porta da difendere in Liga 2 e una finestra spalancata su un calcio che non fa sconti ma accelera le carriere di chi ha fame. È qui che la traiettoria di Edoardo Alloj cambia direzione: il portiere cresciuto nelle giovanili di Juventus, Torino e Bari avrebbe raggiunto un’intesa con il FC Bacău, club della Serie B rumena. Un passo ragionato, aiutato da un dettaglio che dettaglio non è: il suo doppio passaporto italiano e rumeno.

IDENTIKIT DI UN PORTIERE MODERNO
Nato a Torino il 4 maggio 2006, Edoardo Alloj è un portiere di struttura (circa 190 cm) con formazione tecnica «alta» e un percorso giovanile che attraversa alcune tra le migliori scuole d’Italia. Le tappe verificate: Juventus, Torino, Bari e Monopoli, con un approdo successivo al Giugliano (Primavera 2). Nel 2024-2025 difende la porta del Casarano, vincendo il girone H di Serie D; nell’estate 2025 firma con la FBC Gravina. Il profilo anagrafico-sportivo conferma due elementi utili per comprenderne la scelta: la cittadinanza anche rumena e il tesseramento recente con il Gravina fino al 30 giugno 2026. C’è anche un precedente significativo: da minorenne, Alloj era già entrato nel perimetro della prima squadra del Torino (epoca Ivan Jurić), segnale di una considerazione tecnica non banale. In un’intervista concessa quando muoveva i primi passi tra i «grandi”» sottolineava orgoglio e ambizione, indicando tra i suoi obiettivi il sogno di una futura chiamata con la nazionale della Romania. Un sentimento coerente con la decisione di oggi.

BACAU: CONTESTO, AMBIZIONI E INCASTRI REGOLAMENTARI
Il FC Bacău è una società che nella stagione 2025-2026 ha mostrato un approccio di mercato aggressivo per la Liga 2, puntellando l’organico con innesti mirati e profili in crescita. La stampa rumena ha documentato una campagna acquisti attiva, con arrivi come Alexandru Vodă e Luca Baban, a testimonianza di un progetto che non si accontenta della salvezza. In questo quadro, l’investimento su un portiere giovane, formato in Italia e con passaporto rumeno, è strategico: sostenibile a bilancio, con margine di valorizzazione tecnica ed economica. Sullo sfondo, una cornice normativa che facilita l’operazione: l’Unione Europea annulla molti vincoli per i tesseramenti intra-UE e, nel caso specifico, il possesso del passaporto rumeno consente ad Alloj di essere registrato come «locale», evitando conteggi nei limiti per stranieri che in alcune leghe incidono ancora sulla costruzione delle rose. In altre parole: il suo doppio passaporto è una leva competitiva, non un semplice dettaglio biografico. 

COSA PORTA AL BACAU
1) Un’educazione tecnica ricevuta in ambienti di élite come Juventus e Torino, dove la scuola dei portieri rimane un benchmark europeo: postura, lettura preventivata e gestione con i piedi sono competenze che in Liga 2 fanno la differenza, in un campionato fisico e verticale. 2) Una resilienza forgiata nella Serie D italiana, dimensione tattica spesso sottovalutata: difendere l’area piccola su campi «difficili», reggere frequenti cross e seconde palle, comandare la linea in contesti emotivamente caldi come Casarano e Gravina. Il titolo del girone H con i rossoazzurri nella stagione 2024-2025 è una cartolina concreta di quel bagaglio. 3) Un’età-che-non-è-un-limite: 19 anni per un portiere sono ancora l’inizio. In Romania, lanciare con coraggio profili U20 è pratica diffusa e può accelerare la curva d’apprendimento. La scommessa del Bacău è di medio periodo: crescere il ragazzo, capitalizzarne il rendimento e, perché no, metterlo in vetrina in SuperLiga o riportarlo in Italia con quotazioni migliori.

LA ROTTA ITALIA-ROMANIA FUNZIONA
Se negli ultimi anni abbiamo visto vari calciatori rumeni farsi spazio nei campionati italiani, emblematico il caso del portiere della nazionale Horațiu Moldovan, protagonista in Serie B, la rotta opposta, dall’Italia alla Romania, sta diventando un sentiero realistico per giovani in cerca di minuti veri e responsabilità. Anche profili formati in Serie B e Serie C italiane hanno trovato nella SuperLiga e nella Liga 2 una rampa di rilancio: la Romania è un laboratorio che premia chi è pronto a sporcarsi i guanti. Un esempio recente di trasferimento italiano verso Romania (sebbene non nel ruolo di portiere) è quello di Elio Capradossi, centrale formatosi a lungo in Italia e approdato nel 2025 all’Universitatea Cluj in SuperLiga: un caso che ricorda come il campionato rumeno stia diventando una destinazione percorribile per costruire o ricostruire status.

CONCLUSIONE: SCELTA CORAGGIOSA E TEMPI DA RISPETTARE
Il trasferimento al Bacău, che attendiamo di vedere suggellato dalla rituale «foto con la sciarpa», è la scelta giusta al momento giusto per un portiere che ha bisogno di campo, responsabilità e di un ambiente che lo metta alla prova. Il percorso di Edoardo Alloj è stato fin qui lineare e coerente: scuole d’élite, gavetta vera, un titolo di Serie D messo in bacheca e ora la disponibilità a spostarsi per diventare grande. Se la firma arriverà nei tempi previsti, la Liga 2 rumena diventerà il suo esame quotidiano. E per un portiere del 2006, è esattamente il tipo di «università» che può accelerare tutto.

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