Serie A
29 Gennaio 2026
GENOA SERIE A - Kevin Meola, centrocampista classe 2007, nella prima parte della stagione con l'Ancona ha collezionato 18 presenze nel campionato di Serie D
La scena è questa: un ragazzo alto quasi uno e novanta, classe 2007, che lascia il campo periferico di una domenica di Serie D per imboccare il corridoio di Villa Rostan, quartier generale del Genoa. La porta si chiude alle spalle e si apre un’altra stanza del calcio italiano: contratti, programmazione, il passo deciso dei dirigenti. Il nome è Kevin Meola. Il contesto, un trasferimento che sa di scommessa ragionata e di nuova frontiera del reclutamento: dalla SSC Ancona alla più antica società d’Italia, a titolo definitivo. Un triplo salto che oggi è ufficiale e che racconta molto di come i club di Serie A stiano guardando al basso per costruire il proprio futuro ad alto livello.
UN'OPERAZIONE UFFICIALE
Nel pomeriggio del 28 gennaio 2026, il Genoa CFC ha annunciato l’acquisto a titolo definitivo di Kevin Meola, specificando il passaggio dalla SSC Ancona e l’inserimento iniziale del centrocampista nell’organico della Primavera. Un dettaglio non irrilevante: il club ligure mette nero su bianco la filosofia di ingresso, che passa dalla formazione giovanile per accompagnare la transizione ai ritmi e alle richieste della massima serie. Poco prima, anche l’ambiente della Serie D aveva sancito la notizia: l’Ancona ha reso noto di aver ceduto il giocatore ai rossoblù, tracciando in poche righe il cammino recente del ragazzo. Il comunicato, rilanciato dalla stampa specializzata di categoria, riassume i numeri: 22 presenze stagionali complessive con la maglia biancorossa, di cui 18 in campionato nel Girone F. Dati secchi, ma eloquenti, che spiegano come un 18enne abbia già metabolizzato la dimensione «dei grandi» e regga l’urto di un torneo in cui il corpo a corpo è quotidiano.
IDENTIKIT TECNICO: RUOLO E CARATTERISTICHE
Chi è, sul piano tattico, Kevin Meola? Le tracce che arrivano dalle sue stagioni giovanili e dall’ultimo semestre in Serie D lo tratteggiano come un centrocampista offensivo con un’ampia zona di influenza: naturale trequartista, capace di muoversi tra le linee, ma utilizzabile anche da mezzala con licenza d’inserimento o, all’occorrenza, da «seconda punta» in moduli che richiedano un raccordo tecnico tra centrocampo e attacco. La scheda riporta un dato fisico che spicca: 1,87 metri d’altezza, una struttura che in prospettiva può diventare un vantaggio nei duelli aerei e nelle schermature preventive sulla prima uscita avversaria. Il piede di riferimento è il destro. Sono indizi utili per immaginare il tipo di lavoro che lo staff del Genoa può impostare: sviluppare coordinazione e rapidità breve, consolidare la capacità di resistere alla pressione sul primo controllo, rifinire la sensibilità nel gioco spalle alla porta.
LA TRAIETTORIA FORMATIVA: FROSINONE, ROMA CITY E ANCONA
Il percorso non nasce dal nulla. Prima dell’approdo all’Ancona, Meola è passato dalle giovanili del Frosinone, quindi dal Roma City, società che negli ultimi anni ha rappresentato un laboratorio interessante per chi cerca minuti veri nei campionati nazionali. È lì che il ragazzo si fa notare, accumulando esperienza nelle categorie di sviluppo e affacciandosi alla dimensione senior. Il trasferimento estivo ad Ancona per la stagione 2025-2026 è un ulteriore passo, quello che lo mette davvero in vetrina: continuità di impiego, impatto atletico crescente, una lettura degli spazi che si affina col passare delle settimane. Su di lui, non a caso, negli scorsi mesi si erano accese anche antenne di club professionistici impegnati con le seconde squadre.
PERCHÈ IL GENOA: LA STRATEGIA ROSSOBLÙ
L’operazione si inserisce in una linea d’azione che il Genoa sta seguendo con coerenza: scandagliare la Serie D e i campionati giovanili per individuare profili 17-19enni con già un anno (o più) di confronti fisici e tattici a ritmo adulto. Il fatto che Meola venga inizialmente assegnato alla Primavera non deve ingannare: il passaggio nel circuito tecnico del club, con l’accesso quotidiano ai metodi di lavoro e alla cultura della Serie A, spesso accelera la curva di crescita fino a spalancare porte che in periferia resterebbero socchiuse. È successo in altre piazze, in altri reparti, e le società che hanno insistito su questa direttrice oggi raccolgono plusvalenze e minutaggi. Il messaggio è chiaro: i club di vertice investono su giovani che abbiano già la «targa» della competitività reale.
DALLA SERIE D ALLA SERIE A: COSA VUOL DIRE QUESTO PASSAGGIO NEL 2026
C’è un elemento che colpisce: Serie D oggi è un campionato estremamente selettivo sul piano fisico. Passare da lì al mondo Serie A/Primavera significa cambiare grammatica, ma non per forza perdere il filo della competitività. I carichi sono diversi, le densità tattiche pure; eppure, chi ha già calcato campi «sporchi» porta con sé un’abitudine al contrasto e all’urgenza che, allenata bene, può trasformarsi in vantaggio comparato. Il caso Meola è paradigmatico per tre ragioni: 1) il trasferimento è a titolo definitivo, segno che il Genoa non vuole semplicemente «guardare da vicino», ma intende possedere il progetto tecnico del giocatore; 2) l’inserimento in Primavera come primo step dimostra la volontà di modulare i tempi, senza bruciare le tappe né ingolfare la prima squadra; 3) la provenienza da un club come l’Ancona, storicamente attento a far crescere i suoi under, certifica che la D può essere pipeline credibile.
CONCLUSIONE: LA MISURA DEL SALTO
Se a 18 anni entri nel perimetro di un club di Serie A, non hai vinto nulla, ma hai guadagnato il diritto a provarci. La storia di Kevin Meola non va raccontata come favola, bensì come processo: un percorso di allenabilità, un insieme di competenze da elevare, un contesto, quello del Genoa, che può far crescere chi arriva con fame e disponibilità. Il calcio italiano ha bisogno di storie così: non per celebrare, ma per indicare una rotta. E oggi, in questa rotta, c’è un classe 2007 che dalla D ha varcato la soglia dei rossoblù.