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Ecco uno dei difensori più promettenti del Sud, la capolista ingaggia il 18enne e lo manda in prestito a farsi le ossa

Un classe 2007, contratto lungo e un «parcheggio» mirato in Serie D: la mossa dei giallorossi per il futuro intriga subito il presente

BENEVENTO SERIE C - GIOVANNI CASTALDI

BENEVENTO SERIE C - Giovanni Castaldi, difensore classe 2007, nella prima parte di stagione ha giocato nel Foggia, sempre nel Girone C di terza serie

Ci sono annunci che passano in sordina finché non ti fermi a leggere tra le righe. Un ragazzo di 18 anni, terzino/centrale mancino, la firma fino al 2028 e un prestito immediato in Serie D per «farsi le ossa». È la tipologia di operazione che ti racconta più del club che del protagonista: ambizione, programmazione, capacità di scouting. Così il Benevento si è assicurato a titolo definitivo Giovanni Castaldi dal Foggia, per poi indirizzarlo alla Nocerina: una traiettoria studiata al millimetro per trasformare un profilo prospettico in un asset tecnico e patrimoniale.

CHI È CASTALDI, IDENTIKIT TECNICO E PRIME TAPPE
Nato il 20 giugno 2007, 1,87 m, piede sinistro, impiego naturale da difensore centrale con possibilità di scalare a terzino sinistro: carta d’identità calcistica che, nell’oggi del calcio italiano, fa drizzare le antenne a molti. I database pubblici confermano struttura, piede e polivalenza. Cresciuto nel vivaio rossonero, lo scorso anno ha fatto esperienza in Serie D al Manfredonia: 21 presenze e 1 gol, minuti e impatto vero in un contesto in cui ai giovani non si regala nulla. Percorso in vetrina anche alla Viareggio Cup con la maglia del Torino Under 18, grazie a un nulla osta: un passaggio che racconta come il suo profilo sia già entrato nei radar dei settori giovanili più strutturati. In questa stagione, rientrato al Foggia, ha cominciato ad affacciarsi alla Serie C, collezionando le prime presenze con i «satanelli». 

LA MOSSA DEL BENEVENTO: UN CONTRATTO FINO AL 2028
Il Benevento ha chiuso con il Foggia per l’acquisto a titolo definitivo e ha legato Castaldi con un accordo fino al 2028, blindandone lo sviluppo e la futura valorizzazione. Il contratto lungo non è solo un gesto di fiducia: è uno strumento per proteggere l’investimento, dare serenità al percorso del giocatore e, all’occorrenza, garantire al club margine di manovra nelle prossime finestre di mercato. L’operazione è stata raccontata in modo chiaro: acquisizione, firma pluriennale e prestito alla Nocerina in Serie D. In un quadro in cui la Serie C è sempre più terreno di caccia per club di livello superiore e in cui il Benevento ha già dimostrato di saper pianificare con orizzonte 2027–2028 su diversi profili, il segnale è coerente: costruire oggi, per raccogliere domani.

PERCHÈ NOCERINA: CONTESTO, PRESSIONE E MARGINE DI CRESCITA
Andare in prestito alla Nocerina non è un semplice «parcheggio». È un banco di prova con tre caratteristiche preziose per un 2007: 1) Pressione «vera». La piazza di Nocera vive il calcio con intensità: ogni uscita palla, ogni duello aereo pesano. Crescere lì significa saper gestire il rumore oltre che il pallone. 2) Tempo–campo. La Serie D dà minutaggio se lo meriti. Per un difensore, sbagliare e correggersi in un ambiente competitivo è una palestra più utile di molti allenamenti. 3) Responsabilità tattica. La D impone letture sporche, campi complicati, avversari «diretti» e meno codificati rispetto alle giovanili: il terreno ideale per affinare i fondamentali difensivi e l’attenzione nelle palle inattive, due aree chiave per un difensore mancino.

DOVE PUÒ GIOCARE E COME PUÒ EVOLVERE
1) Difensore centrale sinistro in una linea a quattro: la posizione che più valorizza la sua postura naturale e l’uscita dal lato debole con il sinistro. 2) Braccetto sinistro in una difesa a tre: ruolo in cui la conduzione in avanti e l’eventuale scivolamento in copertura sulla corsia sono qualità decisive. 3) Terzino sinistro «bloccato» in fase di non possesso, con licenza di spingere in ampiezza in fase di possesso per allungare il campo e creare superiorità laterale. La fotografia è quella di un difensore «lungo», abituato al corpo a corpo e alla copertura della profondità, con un piede educato nell’uscita palla e un raggio di intervento che gli consente di difendere in avanti. Un mancino puro nel reparto arretrato resta merce ricercata: occupa naturalmente la zona sinistra, favorendo linee di passaggio «aperture–mezzo spazio» che tanti staff tecnici considerano una risorsa tattica. Concetti come «uscita a tre», «costruzione asimmetrica» e «scaglionamento preventivo» sono il suo pane quotidiano in prospettiva.

UN PROFILO NEL MIRINO: LE ATTENZIONI E LA VETRINA VIAREGGIO
Sul ragazzo si erano già accesi riflettori importanti. Nel 2025, il Torino aveva chiesto e ottenuto il nulla osta per impiegarlo alla Viareggio Cup, segnale di una stima tecnica che va oltre i confini della categoria. Cronache di settore lo avevano presentato come uno dei difensori da seguire nel panorama Under 18. Qui un avvertimento necessario: quando si parla di «interesse dei grandi club», è saggio rimanere nel perimetro del verificabile; i passaggi documentati sono la convocazione alla Viareggio e la stagione da titolare in D. Il resto, eventualmente, lo racconteranno i fatti. In ogni caso in un mercato spesso dominato dagli annunci roboanti, colpisce la normalità di un’idea: scegliere un difensore mancino giovane, legarlo a lungo, affidarlo a un ambiente che lo metta alla prova, senza bruciare tappe. Il resto lo faranno i contrasti vinti, i rinvii puliti col sinistro, le diagonali coperte quando il cronometro va piano e il cuore corre. Perché crescere, per un difensore, è un mestiere di pazienza.

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