Serie C
29 Gennaio 2026
VIS PESARO SERIE C - Gioacchino Barranco, difensore mancino classe 2007, nella prima parte della stagione ha collezionato 8 presenze con la Primavera del Torino e 9 gettoni con l'Under 18 granata
La scena è questa: al «Tonino Benelli» un ragazzo del 2007 si allaccia gli scarpini, indossa la biancorossa e sceglie il numero 63. Ha il passo elastico da esterno mancino, la postura da difensore che legge prima l’errore altrui, e quella frenesia buona dei diciott’anni che in Serie C può essere benzina o miccia. Si chiama Gioacchino Barranco, arriva a titolo definitivo dal Torino e ha firmato un contratto triennale fino al 30 giugno 2028. Una frase secca nel comunicato e un messaggio chiaro: la Vis Pesaro investe sul presente per costruire il futuro, scegliendo un profilo da valorizzazione tecnica e, potenzialmente, da plusvalenza. La palla ora passa al tecnico marchigiano Roberto Stellone (ex giocatore proprio del Torino), che impiegherà il giocatore in terza serie.
UN'OPERAZIONE STUDIATA
L’ufficialità della cessione dal Torino alla Vis Pesaro ha chiuso un cerchio aperto nell’estate 2025, quando il club granata aveva annunciato per Barranco il primo contratto da Professionista con scadenza al 30 giugno 2028. Dato essenziale, perché certifica come il ragazzo fosse già in un percorso federato e strutturato: arrivare oggi a Pesaro non è un ripiego, ma uno step concordato per accelerare la curva d’apprendimento in un contesto che garantisce campo, responsabilità e tempi tecnici di crescita. Nel comunicato di annuncio, la Vis insiste su tre concetti-chiave: «calciatore di piede mancino», «adattabilità tattica» e «spinta con equilibrio». Tradotto: un profilo capace di fare il terzino in una difesa a 4, l’esterno a tutta fascia in un 3-5-2, e, all’occorrenza, il braccetto di sinistra in un 3-4-2-1. È il tipo di giocatore che amplia le opzioni del tecnico e aiuta a cambiare pelle dentro la stessa partita, senza forzare sostituzioni precoci.
IDENTIKIT TECNICO, CHI È BARRANCO
Nato a Cefalù il 13 settembre 2007, Gioacchino Barranco si è formato nel settore giovanile del Palermo, aggiungendo progressivamente minuti e responsabilità in Primavera. È un difensore/esterno mancino che unisce buona coordinazione al primo controllo e una meccanica di cross naturale, utile sia sul fondo sia in anticipo dalla trequarti. Il passaggio al Torino Primavera nell’estate 2025 è stato la tappa che lo ha messo su un binario di lavoro più esigente: standard fisici più alti, letture preventive, uscite palla più pulite sotto pressione. Le piattaforme statistiche che monitorano i giovani dei campionati Primavera lo censiscono come terzino/esterno sinistro, piede preferito sinistro, maglia numero 13 nell’Under 20 granata e contratto a lungo termine: sono indizi che raccontano un club (il Torino) intenzionato a blindarne il percorso, poi deciso a favorire un salto nel calcio dei grandi laddove i minuti possono diventare struttura.
PERCHÈ LA VIS PESARO LO PRENDE ADESSO
1) Perché il mercato di Serie C vive di timing e finestre d’opportunità: un classe 2007 che ha «assaggiato» il livello Primavera in una big di A è oggi spendibile come pedina da rotazione che può diventare titolare. 2) Perché il club marchigiano, negli ultimi mesi, ha scandito un percorso di contratti pluriennali (rinnovi e acquisizioni) finalizzati a stabilizzare la rosa e preservare valore: un fil rouge confermato dai triennali firmati da profili come Franco Vezzoni e dai prolungamenti fino al 2028 di pedine chiave. 3) Perché la corsia mancina è un ruolo-chiave nell’impianto tattico: richiede corsa, letture difensive, capacità di slancio. Se trovi un mancino naturale con una base già allenata, hai un vantaggio che vale punti.
COSA PORTA IN DOTE BARRANCO
In fase difensiva, Barranco ha mostrato nei settori giovanili una discreta postura del corpo sul primo controllo avversario e un timing accettabile nel tackle in scivolata. Sa «pattinare» bene sulla linea laterale, accompagnando l’ala verso l’esterno e forzando cross sfavorevoli. Il passo non è ancora «da sprinter puro», ma l’ampiezza della falcata lo aiuta nei recuperi lunghi. In fase offensiva, colpisce la naturalezza del cross di interno a palla ferma e in corsa. In attacco posizionale tende a dare ampiezza e a ricevere sul piede preferito; nelle transizioni prova la conduzione lunga per generare superiorità. Il dato migliorabile è il tasso di rifinitura nell’ultimo terzo (scelta dell’uomo giusto da servire, tempi di sovrapposizione), margini che in Serie C si colmano giocando e sbagliando dentro partite che contano.
LA MORALE SPORTIVA DELL'OPERAZIONE
In un calcio che spesso rincorre l’urgenza del risultato, l’acquisto di un 18enne con un triennale è una scelta controcorrente solo in apparenza. È, piuttosto, la manifestazione concreta di una politica sportiva: formare, competere, capitalizzare. La Vis Pesaro non compra solo quello che Barranco è oggi, ma investe su quello che può diventare entro il 2028. Se il campo farà il suo corso, la corsia mancina biancorossa avrà un nuovo riferimento. E, magari, un ragazzo del 2007 avrà trasformato quell’energia dei primi lacci stretti al «Benelli» in una competenza adulta: leggere i momenti, governare la fascia, spostare una partita con un cross. Il resto, come sempre, lo decide il gioco.