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Serie C

L'argentino lascia l'Isola e torna nella regione che lo ha fatto scoprire, per lui ecco un'ambiziosa matricola

Il suo club lo richiama e lo ri-cede in prestito: è una scelta tecnica per garantirgli minuti, responsabilità e continuità fino a giugno 2026

OSPITALETTO SERIE C - MATEO SCHEFFER BRACCO

OSPITALETTO SERIE C - Mateo Scheffer Bracco, centrocampista classe 2004, nella prima parte di stagione con la Sassari Torres ha collezionato 6 presenze in campionato

Immaginate un giovane che si allena a fine giornata, luci radenti sul campo sintetico, la fascia destra come una pista di decollo. Ogni controllo orientato è un invito a correre, ogni sovrapposizione un varco in più. È lì che ritroviamo Mateo Scheffer Bracco, classe 2004, appena rientrato alla Carrarese dal prestito alla Torres e subito ripartito verso l’Ospitaletto Franciacorta: un prestito lungo, fino a giugno 2026, pensato per dargli ciò che un talento in formazione chiede davvero: continuità. La notizia è stata ufficializzata nelle scorse ore e racconta la traiettoria di un esterno moderno, cresciuto nell’ultimo anno tra pressing, campo aperto e letture da quinto o terzino, ora atteso da un ambiente ambizioso di Serie C.

CHI È SCHEFFER BRACCO, RUOLO E TAPPE DI CRESCITA
L’identikit tecnico è chiaro: esterno destro con formazione da terzino e confidenza nell’interpretare il ruolo di quinto a tutta fascia. Alto circa 1,77 m, piede destro, doppia cittadinanza argentina/italiana, ha firmato con la Carrarese un accordo lungo, fino al 30 giugno 2027, a conferma della fiducia del club sul medio periodo. La stagione di svolta è stata quella con l’Atalanta Under 23 in Serie C: un’annata che lo ha esposto a ritmi e richieste da professionismo pieno. Un tassello utile: nei canali ufficiali dell’Atalanta il nome di Scheffer ricorre nella cronaca delle gare per giocate «di catena» sulla destra (triangolazioni, rifiniture sul corto, conduzioni progressive), dettagli che fotografano bene la sua natura di costruttore laterale più che di semplice «motorino» da fascia.

DALLA SARDEGNA ALLA FRANCIACORTA: COSA LASCIA E COSA TROVA
Il passaggio intermedio alla Torres (stagione 2025-2026) è stato una palestra utile per entrare nella fisicità di una Serie C sempre più selettiva: dai match report locali emerge la presenza in situazioni ad alta pressione, cross, iniziative offensive, episodi VAR-like, che raccontano un calciatore coinvolto nelle fasi salienti delle partite. All’Ospitaletto Franciacorta, Scheffer Bracco entra in un contesto organizzato, con un club che sta strutturando la propria permanenza tra i Professionisti: un ambiente che, negli ultimi mesi, ha alternato risultati utili e qualche inevitabile oscillazione, tipica delle matricole e delle neopromosse. Le comunicazioni ufficiali del club mostrano un flusso costante di aggiornamenti su ingressi mirati e gestione dell’organico, segnale di una dirigenza attenta al dettaglio e al bilanciamento della rosa.

COSA CAMBIA PER IL GIOCATORE
1) Più spazio nelle rotazioni: la prospettiva, stando alla scelta tecnica dichiarata, è di garantirgli minuti regolari per consolidare tempi di sovrapposizione, qualità del cross e gestione della linea. 2) Ruolo definito: a Ospitaletto può agire stabilmente da terzino in una linea a quattro o da quinto in un 3-5-2, con compiti di spinta e coperture interne (traiettorie «a U» per chiudere il mezzo-spazio), aspetti in cui ha già mostrato margini durante l’anno a Bergamo. 3) Responsabilità: in una squadra che si gioca molto nella porzione medio-bassa della classifica, ogni dettaglio pesa; per un 21enne, essere chiamato a incidere nella gestione dei momenti, difendere il risultato, alzare il baricentro quando serve, vuol dire accelerare l’apprendimento.

IMPLICAZIONI PER I 3 CLUB
1) Per la Carrarese: l’operazione è una ottimizzazione delle risorse. Si abbassa il rischio di tenere in rosa un under con impiego sporadico in B e si massimizza il ritorno tecnico nel medio termine. Strutturalmente, il club ha già mostrato negli ultimi mesi una linea coerente: valorizzazione dei giovani, prestiti mirati, contratti più lunghi per preservare il valore. 2) Per la Torres: il prestito si chiude in anticipo e lascia alla squadra sarda il tempo di riallineare le rotazioni in corsia. Il comunicato di inizio stagione aveva raccontato un profilo «elastico», capace di giocare su entrambe le corsie; il rientro alla base e il nuovo prestito sono dinamiche tipiche di una sessione invernale viva. 3) Per l’Ospitaletto Franciacorta: arriva un 21enne con già un anno di C di alto profilo alle spalle e un passaggio in una piazza come Sassari. In un torneo serrato, l’apporto di un esterno che sappia «aprire» il campo sulle transizioni può valere punti. Il club bresciano ha mostrato in inverno una politica di innesti mirati, segno di una governance vigile sulle necessità tattiche del gruppo.

COSA DICE QUESTA OPERAZIONE SUL MERCATO DEGLI «UNDER» IN ITALIA
Questa operazione è una «cartolina» del nostro mercato: i club di B e C si scambiano Under con contratti lunghi e prestiti mirati, puntando a distribuire la curva di apprendimento là dove il giocatore può «sporcarsi» le mani ogni domenica. La Serie C, oggi, è un laboratorio reale: tra pressioni alte e blocchi medi, campi e contesti diversi, si impara a resistere, leggere e reagire. Per un esterno come Scheffer, significa moltiplicare le situazioni di gioco da «memorizzare». Sullo sfondo restano i benefici collaterali: la Carrarese preserva patrimonio e prospettive; l’Ospitaletto Franciacorta alza il livello atletico delle corsie; la Torres rimodula il proprio assetto senza trascinarsi un dubbio tecnico in un reparto che, per definizione, chiede certezze. In altre parole: una scelta che ha senso per tutti.

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