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Serie D

Dall'Atalanta alla favola del calcio italiano degli anni 2000, il terzino 19enne vuol far parlare di sè

Il classe 2006, cresciuto per 5 anni a Zingonia e reduce da un gol tra i Professionisti con l’Ospitaletto, cambia regione

CHIEVOVERONA SERIE D - DANIELE POLLIO

CHIEVOVERONA SERIE D - Daniele Pollio, difensore esterno classe 2006, nella prima parte di stagione ha militato nell'Ospitaletto con 6 presenze in campionato e 2 con una rete in Coppa

Allo stadio comunale di Ospitaletto era notte fonda quando un sinistro rabbioso ha trafitto la traversa e zittito per un istante tutti, anche chi non sapeva ancora il nome di quel ragazzo. Era ottobre, Coppa Italia di Serie C, e quel gol valeva l’1-1 contro l’Inter Under 23. Il ragazzo in questione era Daniele Pollio, classe 2006, mancino educato e spalle larghe, cresciuto a Zingonia. Oggi quel mancino prende la strada del Veneto: il ChievoVerona ha ufficializzato il suo arrivo in prestito dall’Atalanta, un passaggio di consegne che dice molto sul presente dei gialloblù e sul futuro di un difensore destinato a far parlare di sé.

PERCHÈ IL CHIEVO HA SCELTO POLLIO
Daniele Pollio arriva al ChievoVerona con la formula del prestito dall’Atalanta, dopo la parentesi di inizio stagione all’Ospitaletto in Serie C. È un profilo «a incastro» perfetto per una squadra che, in Serie D Girone B, ha rilanciato l’ambizione di stare stabilmente nelle prime posizioni e che sta rimodellando il proprio undici sotto la guida del nuovo allenatore Marco Didu. Fisicità, duttilità e una formazione d’élite sono le tre parole-chiave che accompagnano il suo sbarco a Verona. 1) Duttilità: esterno sinistro «a tutta fascia», terzino in una linea a quattro o braccetto in una linea a tre; all’occorrenza mezzala «di copertura». È ciò che dicono i report sul suo profilo e le tracce lasciate in Coppa Italia Serie C. 2) Formazione: percorso completo nel settore giovanile dell’Atalanta, con responsabilità di leadership nell’Under 18. Una scuola che insegna timing, aggressività «pulita» e primo passaggio verticale. 3) Fisicità: 185 cm, struttura importante, gamba da «strappo» sul lungo e un sinistro che sa essere sia arma di rifinitura sia minaccia dalla distanza.

DALLA SERIE D ALLA SERIE C: IL FILO LOGICO DEL SALTO ALL'INDIETRO
A prima vista sembra un passo indietro: dalla Serie C con l’Ospitaletto alla Serie D con il Chievo. In realtà, per un classe 2006, è un passo laterale ma più denso di minuti veri. La sua prima metà di stagione dice: 6 presenze complessive (fra campionato e Coppa), 352 minuti, 1 gol proprio all’Inter Under 23. Non tantissimo, ma abbastanza per capire come si muove tra i «grandi». L’Ospitaletto ha ufficializzato il rientro anticipato del prestito: segnale che l’Atalanta voleva ritagliargli un contesto competitivo in cui giocare con continuità. Il Chievo, per storia, piazza e lotta-promozione nel Girone B, può essere proprio quel contesto.

CHI È POLLIO, IDENTIKIT TECNICO-TATTICO
1) Ruolo e piede: mancino naturale, terzino/esterno sinistro; all’occorrenza interno «di equilibrio» o centrale di parte in una difesa a tre. Concetto chiave: «interpretazione moderna» della corsia, con spinta e riaggressione immediata post-perdita. 2) Misure: 185 cm per una struttura già «pronta» al contatto, utile sui duelli aerei difensivi e nei piazzati offensivi. 3) Curriculum: trafila nell’Atalanta, prima vetrina senior in Serie D con il Sant’Angelo Lodigiano, quindi la promozione tra i pro con l’Ospitaletto. In D si era già messo in luce, anche per valutazione di mercato tra i migliori under del girone nella scorsa stagione. 4) Segno particolare: il gol all’Inter Under 23 in Coppa, fotografia di un sinistro «pesante» e di un carattere che non si scioglie nella cornice dei professionisti.

DOVE PUÒ GIOCARE E CON CHI, LAVAGNA DI INCASTRI
Con Marco Didu in panchina, il Chievo ha mostrato elasticità di sistema: dal 4-3-3 «posizionale» al 3-5-2 più verticale e di ampiezza ragionata. Pollio è un jolly naturale per entrambe le idee. 1) Nel 4-3-3: terzino sinistro con compiti di ampiezza «piena», catena con un interno equilibratore (esempio: mezzala sinistra pronta a coprire il suo sgancio) e un esterno offensivo che si muove dentro il campo per liberare la corsia. Mantra: ampiezza, sotto-palla rapida dopo la perdita e cross dal mezzo spazio mancino. 2) Nel 3-5-2: quinto di sinistra a forte impronta aerobica, chiamato a ricoprire 70-75 metri di campo; in fase difensiva si abbassa su linea, in fase offensiva spinge fino a creare situazioni di sovrapposizione esterna o «attacco del secondo palo» sul lato debole. Gli incastri coi compagni: con un centravanti «di presenza» come Rocco Costantino e un terminale d’area come Alberto Paloschi, la qualità di cross e traversoni tesi di Pollio può diventare un fattore misurabile in assist attesi. La squadra, che ha bisogno di rifornimenti laterali costanti e puliti, allarga così il ventaglio di soluzioni contro blocchi bassi e medi.

LE PRIME TAPPE POSSIBILI
Nelle prime settimane a Verona, la priorità sarà l’inserimento funzionale: automatismi con il centrale di parte, intese con la mezzala e letture coordinate con l’esterno offensivo. La gestione del minutaggio, almeno all’inizio, potrebbe essere progressiva: spezzoni per prendere misure e linguaggio del reparto, poi la candidatura da titolare nelle partite «chiave» per classifica e inerzia. Resta l’immagine con cui abbiamo aperto: minuto 81, sinistro sotto la traversa, esultanza che esplode verso la panchina. È un frame che vale per la memoria ma soprattutto per la traduzione pratica di ciò che Pollio può aggiungere al Chievo: convinzione e gesto tecnico nel momento in cui la partita lo pretende. Verona, sponda gialloblù, lo ha scelto per questo: per trasformare una corsa di fatica in una corsa da protagonisti, una spinta laterale in un vantaggio competitivo. Ora tocca a lui, e a quel mancino.

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