Serie B
30 Gennaio 2026
Era un sabato di settembre allo stadio Città del Tricolore: al 29’ e poi al 78’, un ragazzo nato nel 2006 zittì Reggio Emilia con due colpi da veterano. Quel ragazzo era Alphadjo Cissé. Quattro mesi dopo, lo stesso talento che aveva acceso la Serie B con il Catanzaro è finito nel mirino del PSV Eindhoven, pronto a trasformare una promessa italiana in un progetto europeo. Non un lampo isolato, ma l’esito logico di una traiettoria: sei gol e un assist nella prima metà di stagione, personalità da trequartista moderno e la capacità — rara a 19 anni — di accendere partite e piani tecnici.
La notizia che scuote il mercato invernale è chiara: PSV e Hellas Verona hanno trovato l’intesa per il passaggio di Cissé in Olanda. Sulla cifra, le fonti convergono ma con sfumature: Gianluca Di Marzio parla di un’operazione attorno agli 8 milioni di euro, mentre Fabrizio Romano riferisce un accordo a 6,5 milioni di euro. Un dettaglio non secondario resta sul tavolo: la risoluzione anticipata del prestito al Catanzaro, con i calabresi che chiedono un indennizzo — si è parlato di 1,5 milioni, a fronte di una prima offerta di 500 mila — prima di lasciare partire il loro uomo in più. Siamo nel territorio in cui i contratti insegnano che anche una firma in più fa la differenza; ma il tracciato è segnato e l’atterraggio a Eindhoven è ormai questione di tempi e carta bollata.
Nato a Treviso il 22 ottobre 2006, di origini guineane, Alphadjo Cissé è un prodotto del vivaio dell’Hellas Verona dopo i primissimi passi tra Indomita 21 e Giorgione. Con i gialloblù ha completato il percorso giovanile, fino all’esordio tra i professionisti: Coppa Italia nell’agosto 2023 e debutto in Serie A il 26 maggio 2024 contro l’Inter. Poi, la scelta chiave: prestito al Catanzaro per giocare, sbagliare, imparare. In Calabria, Cissé ha messo in campo un repertorio che spiega bene l’interesse del PSV: posizione naturale da trequartista ma adattabile a seconda punta e esterno sinistro; destro educato, 181 cm di struttura e pulizia tecnica; strappi tra le linee, dribbling secco, rifinitura e una sorprendente efficacia da calci piazzati; notevole freddezza nel prendere decisioni negli ultimi 30 metri.
Il PSV Eindhoven ha costruito una reputazione nell’allevare talento e nel trasformarlo in valore tecnico ed economico. L’idea di inserire Cissé come attaccante ombra o mezzapunta si sposa con un contesto che chiede creatività tra le linee e capacità di aggredire la profondità senza dare riferimenti. Secondo testate olandesi, a Eindhoven vedono in lui un profilo per l’immediato e per la transizione, anche in previsione di uscite future nel reparto (si è scritto del dopo-Ismael Saibari come tema da pianificare). È un investimento che aggiunge qualità, ma soprattutto margine di crescita, in un campionato — l’Eredivisie — che storicamente accelera la maturazione dei giovani offensivi. Dal punto di vista tattico, Cissé porta al PSV: una soluzione tra le linee di pressione che apre corridoi per la punta e per gli esterni; un piede da palle inattive utile contro difese basse; la flessibilità per interpretare il ruolo sia da regista avanzato sia da finalizzatore di seconda battuta; una mentalità “verticale” che fa rima con il calcio olandese d’attacco.

L’Hellas Verona aveva già mostrato programmazione nell’estate 2025, quando — nel momento del prestito — ha prolungato il contratto del ragazzo fino al 30 giugno 2029. In pratica: prima tutelo il valore, poi creo il contesto per accrescerlo con minuti veri. Oggi, con Cissé in rampa di lancio internazionale, la cessione diventa sostenibile e coerente con le dinamiche di un club che ha bisogno di alimentare il proprio ciclo anche attraverso plusvalenze. L’aver lasciato al campo del Catanzaro il compito di “fargli la pelle” da professionista è stata la scelta giusta, oggi premiata da un’offerta importante dall’estero.
La crescita di Cissé non si spiega senza il Catanzaro. Allenatori e compagni gli hanno consegnato responsabilità tecniche e spazi centrali in cui sbagliare è parte del processo. Qui ha imparato a gestire tempi di rifinitura, a correre meglio senza palla e a prendersi tiri “pesanti”. Non stupisce che il club calabrese chieda un indennizzo per la risoluzione anticipata del prestito: perdere in gennaio il calciatore più in forma del reparto offensivo implica un costo sportivo reale. Dal punto di vista negoziale, la distanza tra domanda (1,5 milioni) e offerta (0,5) è il passaggio-chiave che sta separando il semaforo verde dalle visite mediche. Ma la sensazione condivisa dagli addetti ai lavori è che l’accordo arriverà.
Concepirlo come “nuovo Dani Olmo” o “nuovo Joao Felix” è una scorciatoia narrativa: più utile è pensarlo come “amplificatore” del gioco tra le linee, con licenza d’inventare ma vincoli di sistema chiari. In fase offensiva, i suoi primi due tocchi dicono molto: ricezione aperta, orientamento del corpo per puntare la porta o creare superiorità sul lato forte. In area, è meno “predatore” che “lettore”: arriva da trailer, conclude in anticipo sul difensore o cerca il tiro a uscire. Da palla ferma, è una risorsa già pronta: punizioni e calci d’angolo con traiettorie tese e attaccabili. Se il PSV lo metterà nelle condizioni di muoversi in un tridente elastico o dietro un nove mobile, la crescita potrebbe essere rapida. Il resto lo farà il calendario: partite europee, minutaggio controllato e la possibilità di diventare presto un titolarissimo.
Nella fotografia del mercato di gennaio 2026, Alphadjo Cissé è il casting perfetto tra esigenze e opportunità. L’Hellas Verona ha costruito un percorso, il Catanzaro l’ha accelerato, il PSV Eindhoven sta per raccoglierne i frutti tecnici. La cifra — 6,5 o 8 milioni di euro — è il dettaglio che gli almanacchi ricorderanno; il punto, davvero, è che un diciannovenne italiano che legge il gioco come un senior sta per misurarsi in un contesto dove il talento non si custodisce: si espone, si rischia, si migliora. È la scommessa più moderna che il calcio europeo possa fare.