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Dopo il debutto tra i Professionisti il mancino scende nei Dilettanti, può vivere davvero una stagione da protagonista

Un giovane difensore che ha già vissuto playoff e promozioni ritrova il tecnico che lo ha allenato ad inizio stagione in Serie C

LUPARENSE SERIE D - ANDREA ANTONELLO

LUPARENSE SERIE D - Andrea Antonello, difensore mancino classe 2005, lascia le Dolomiti Bellunesi dopo una presenza in Serie C

Una domenica pomeriggio d’inverno, vento tagliente sulla pianura veneta. Allo «Zanutto» l’Adriese sta difendendo un vantaggio pesante: il cronometro scorre lento, i contrasti arrivano prima della palla e il settore ospiti non smette di crederci. Al minuto buono, un cross tagliato dalla trequarti destra pesca il secondo palo: stacco, impatto pulito, rete che si gonfia. È il gol che mette in cassaforte i playoff del Girone C. Quel difensore mancino che si arrampica in cielo si chiama Andrea Antonello, classe 2005: un Under che gioca da over, fisico elastico, letture pulite, la serenità di chi ha già fatto esperienza tra i grandi. È lo stesso ragazzo che oggi la Luparense si assicura in prestito dal Calcio Padova per spingere sull’acceleratore nella seconda parte di stagione.

IDENTIKIT TECNICO, UN MANCINO DUTTILE
Difensore di piede sinistro, capace di interpretare il ruolo di terzino in una linea a quattro o di esterno a tutta fascia in un 5-3-2/3-5-2, Andrea Antonello porta in dote ciò che serve alla squadra di Nicola Zanini: passo, tempi d’uscita, cross sul secondo palo e buona confidenza nel gioco posizionale. Le principali banche dati di mercato lo inquadrano come «terzino sinistro» con utilizzabilità anche da «braccetto» mancino e, all’occorrenza, da esterno più alto: un profilo coerente con le richieste contemporanee del ruolo.

DALLA PRIMAVERA ALLA SERIE D, POI LA SERIE C
1) Settore giovanile nel Padova, dove il difensore ha accumulato oltre 30 presenze complessive in Primavera 2 in due stagioni, con continuità e responsabilità crescenti. Le cronache locali parlano di 33-35 gettoni, dato che varia a seconda dei conteggi di coppe e minutaggi; la sostanza non cambia: minuti veri, ritmi alti, compiti da senior in un contesto under. 2)  Stagione 2024-2025 all’Adriese: 36 presenze e 1 gol, con chiusura di annata da squadra matura e vittoria dei playoff del Girone C. In semifinale, successo in trasferta; in finale, il colpo grosso a Treviso: 3-1, con i blugranata a prendersi la graduatoria per l’eventuale ripescaggio. Partite sporche, letture difensive pesanti e una crescita evidente nei duelli. 3) Estate 2025: prestito alla Dolomiti Bellunesi neopromossa in Serie C. Lì ritrova un calcio più esigente, campi e ritmi da professionismo, e mette nel bagaglio un primo semestre formativo, prima del rientro al Padova e della nuova tappa alla Luparense.

PERCHÈ ORA, IL CONTESTO TECNICO DELLA LUPARENSE
Il cambio di passo della Luparense è anche una questione di panchina. A cavallo tra fine 2025 e inizio 2026, il club ha scelto di affidarsi nuovamente a Nicola Zanini, allenatore reduce dalla storica promozione in Serie C con la Dolomiti Bellunesi nella stagione 2024-2025. La cornice è nota agli addetti ai lavori: dopo una prima parte di campionato in chiaroscuro e un avvicendamento in panchina, il ritorno di Zanini ha riallineato obiettivi, identità e scelte di mercato. Proprio qui si inserisce Antonello, un profilo che il tecnico conosce e stima, capace di colmare una casella funzionale al suo calcio.

IL FILO ROSSO, LA SERIE E C E LA CONOSCENZA RECIPROCA
C’è un aspetto spesso sottovalutato: la familiarità tra giocatore e ambiente tecnico. In estate 2025 Antonello ha respirato l’aria della Serie C proprio alla Dolomiti Bellunesi, società e gruppo che Nicola Zanini aveva portato tra i Professionisti nella stagione precedente. Anche se il percorso del classe 2005 in C è stato più di apprendimento che di titolarità, il passaggio non è neutro: routine professionali, marcature sulle palle inattive più complesse, gestione dei momenti di gara. Tutte competenze che ora la Luparense prova a capitalizzare.

CONCLUSIONE: UNA SCELTA CHE FA SISTEMA
Il prestito di Andrea Antonello alla Luparense è un’operazione che tiene insieme visione tecnica, valorizzazione del talento locale e obiettivi di classifica. Nel suo curriculum ci sono già i mattoni giusti: playoff vinti in D, un semestre di Serie C per capire cosa serve ai piani superiori, la capacità di interpretare più ruoli sul lato mancino. In una seconda parte di stagione che promette equilibrio e partite «a lama», un mancino d’ordine e corsa può diventare la differenza tra un buon campionato e una rincorsa vera. Se il campo, come sempre, sarà il giudice finale, i presupposti ci sono tutti: un contesto tecnico che lo conosce, una squadra che aveva bisogno esattamente di quel tipo di giocatore, un calendario che offre il tempo giusto per trovare la condizione ideale. E un ragazzo del 2005 che ha già imparato, per vie brevi, che nel calcio dei grandi ogni metro è un’opportunità.

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