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Il nipote del Campione del Mondo può esaltare il suo nuovo club, è un colpo che attira l'attenzione e sposta gli equilibri

Il centrocampista mancino cresciuto nella scuola della Serie A e figlio dello storico capitano rossoblù riparte dall’Abruzzo

PRO VASTO ECCELLENZA - BRUNO CONTI

PRO VASTO ECCELLENZA - Bruno Conti, centrocampista classe 2002, dopo una prima parte di stagione al Monastir in Sardegna, cambia regione

Un lunedì d’inverno sulla Costa dei Trabocchi, il vento dell’Adriatico che sferza l’Aragona e un cognome che riaccende la curiosità degli appassionati: sulla scrivania della Pro Vasto c’è la firma di Bruno Conti, e in città si torna a parlare di «dinastia». Non è nostalgia: è un’operazione tecnica precisa, che porta in Eccellenza Abruzzo un centrocampista mancino di 23 anni con una formazione di alto profilo e tappe già significative tra Serie C e Serie D. Un innesto che unisce simboli e necessità: la storia di una famiglia calcistica iconica e la funzione tattica di cui aveva bisogno l’undici biancorosso.

UN COGNOME CHE PESA, UNA CARRIERA CHE CRESCE
Dietro al nome di Bruno Conti c’è una biografia che merita di essere separata, professionalmente, dai paragoni di famiglia. Il nuovo centrocampista della Pro Vasto è nipote di Bruno Conti senior, campione del mondo 1982 con la Nazionale Italiana e bandiera della Roma, e figlio di Daniele Conti, recordman e capitano del Cagliari per oltre 15 stagioni. Ma i numeri e gli snodi della carriera del classe 2002, nato il 13 giugno, mancino naturale e formazione da regista, raccontano un percorso proprio, costruito con scelte mirate e sfide via via più impegnative. Il primo mattone è la trafila nel settore giovanile del Cagliari: con la Primavera firma 59 presenze e si fa notare per visione, ordine in costruzione e pulizia del primo passaggio. Nel 2019 l’esordio in Primavera 1 è un lampo: tiro dai 25 metri e gol decisivo contro l’Empoli, biglietto da visita che testimonia qualità balistiche e personalità. Nel 2022 arriva il primo contratto da professionista con il Cagliari, quindi la cessione a titolo definitivo all’Hellas Verona e il prestito al Mantova in Serie C, dove colleziona 4 presenze. Nella stagione successiva il passaggio al Monterosi Tuscia in C, poi nell’ottobre 2024 la chiamata del Brindisi in Serie D; nell’estate 2025 la maglia del Pompei e, a metà novembre, il trasferimento al Monastir per affiancare in D il fratello Manuel. Un giro d’Italia che, nel gennaio 2026, lo riporta sull’Adriatico: ora tocca alla Pro Vasto.

COSA PORTA ALLA PRO VASTO: REGIA BASSA, PIEDE SINISTRO
La Pro Vasto cercava da settimane un profilo in grado di collegare difesa e trequarti con continuità. In un torneo come l’Eccellenza, dove i ritmi sono alti e gli spazi si aprono soprattutto in transizione, la differenza la fa chi sa «fermare» l’azione con la testa prima che con le gambe. Qui entra in gioco Bruno Conti: la sua qualità principale è la gestione del primo passaggio, la scelta di linee pulite di uscita e l’uso del corpo per proteggere palla e orientare la pressione avversaria. 1) Punto di forza: il piede sinistro «educato» e la capacità di verticalizzare in due tocchi. Nel vivaio del Cagliari è stato spesso impiegato da regista puro, con compiti di avvio manovra e conduzione corta. 2) Lettura senza palla: tende a scalare correttamente per chiudere le linee interne, cosciente del rischio di farsi attrarre lateralmente. È migliorato nella copertura preventiva durante l’esperienza a Mantova e Monterosi, dove i ritmi della Serie C impongono attenzione costante negli accoppiamenti centrali. 3) Palle inattive: sinistro preciso nelle tracciate da fermo; la soglia di pericolosità aumenta con compagni forti nel gioco aereo.

LE TAPPE CHE LO HANNO FORMATO
1) Cagliari, la base metodologica. Nella Primavera rossoblù Conti accumula minutaggio e responsabilità. I report ufficiali ne sottolineavano già allora le «geometrie e la visione», con un uso consapevole del mancino anche in conduzione. L’esordio con gol nel 2019 rimane un frame identitario. 2) Verona, l’approdo nel professionismo. Nell’estate 2022 il salto: l’Hellas lo acquista a titolo definitivo e lo gira in prestito al Mantova per dargli minuti veri. In C trova un calcio più verticale e fisico: non tantissime presenze, ma sufficienti per misurarsi con i tempi del professionismo. 3) Monterosi, l’università della lotta in C. Nel 2023-2024 lavora dentro un campionato complicato: competitività alta, margini d’errore minimi, una palestra utile per affinare postura difensiva e scelte in uscita. 4) Brindisi e Pompei, la praticità della D. Nell’ottobre 2024 scende in Serie D al Brindisi per trovare minutaggio e centralità; a fine estate 2025 firma per il Pompei in Girone H. Tappe che gli restituiscono continuità, ritmo partita e «cattiveria» nei duelli. 5) Monastir, il calcio come affare di famiglia. Il 14 novembre 2025 arriva la chiamata del Monastir in D: si ricompone il tandem di casa Conti, con Bruno che raggiunge il fratello Manuel. Un passaggio che chiarisce anche l’attitudine del giocatore: senso di appartenenza e disponibilità al lavoro dentro progetti tecnici con obiettivi chiari.

DINASTIA E IDENTITÀ, IL GIUSTO PESO DELL'EREDITÀ
Parlare di Bruno Conti senza citare la famiglia sarebbe artificioso, ma farne un totem sarebbe ingiusto. Detto che il nonno Bruno è un’icona del nostro calcio e che il padre Daniele è un pezzo di storia del Cagliari, il nuovo innesto biancorosso ha scelto di costruire una traiettoria autonoma: la gavetta, i prestiti, la disponibilità a scendere di categoria per giocare. È il percorso tipico dei profili che vogliono «diventare» invece di «dimostrare». E nella Eccellenza Abruzzo il cognome aiuta a catturare l’attenzione, ma poi sono la postura sul campo, il coraggio della giocata centrale e la pulizia tecnica a spostare davvero gli equilibri.

E ADESSO? 
Calendario alla mano, l’inserimento dovrà essere rapido. La Pro Vasto potrà scegliere se far debuttare Conti subito da titolare davanti alla difesa o introdurlo gradualmente, sfruttandolo in gestione nei finali. In ogni caso, la chiave è la struttura attorno: un mediano di corsa al suo fianco esalta la sua regia, mentre esterni con gamba e attacco dello spazio valorizzano le verticalizzazioni di prima intenzione. Al netto del richiamo romantico, l’operazione dice una cosa semplice: Vasto sceglie il profilo giusto al momento giusto. Un centrocampista con scuola di Serie A, tratti da regista moderno e la «pelle dura» di chi ha imparato a competere nelle categorie che non perdonano. Il resto, l’effetto sul gioco, la risalita del baricentro, i punti, lo racconterà il campo.

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