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Dalla Serie C alla Nazionale a sorpresa, il difensore della Juventus può ripetere il percorso fatto da illustri colleghi

Dalla fascia da capitano ai campi della provincia: come il «salto all'indietro» in realtà potrebbe diventare una corsia di sorpasso

JUVENTUS SERIE A - ANDREA CAMBIASO

JUVENTUS SERIE A - Andrea Cambiaso, esterno sinistro polivalente classe 2000 della Juventus, in carriera ha giocato in Serie C nell'Alessandria nella stagione 2019-2020

Il cancello del Domenico Monterisi scivola alle spalle, l’aria ha un odore metallico di sudore e ferro, la luce di gennaio taglia l’erba in lame sottili. Un difensore del 2006, spalle larghe, posa lo sguardo sul campo: è il giorno in cui Alessandro Bassino scopre che la parola più temuta da un giovane cresciuto in un grande club, «prestito», può essere, in realtà, un sinonimo di opportunità. La maglia è gialloblù, l’orizzonte è la Serie C, l’obiettivo è una sola parola, in grassetto nella testa: continuità. Qui, lontano dai riflettori del vivaio d’élite, cominciano molte carriere che sembravano essersi complicate. E spesso ripartono, più solide.

UN PRESTITO CHE VALE UNA TRAIETTORIA
La storia recente di Bassino è un compendio della fragilità, e della resilienza, del calcio giovanile d’élite. Cresciuto nel settore giovanile della Juventus, lo si vede protagonista in Under 17, Under 18 e Primavera, fino a indossare la fascia di capitano. Il 19 dicembre 2024, nella gara contro il Cagliari di categoria, il «crack» del menisco lo ferma. Una convalescenza lunga lo riporta in campo a inizio 2025/26, ma il ritorno è intermittente: tra campionato Primavera 1 e Youth League il difensore totalizza nel 2025 circa 926 minuti, con qualche convocazione in Serie C con la Next Gen. E a gennaio 2026 arriva la svolta: prestito fino al 30 giugno all’Audace Cerignola, nel Girone C. Non è un ridimensionamento, è un’investitura: tempo, responsabilità, errori da metabolizzare e duelli veri.

DAL VIVAIO AL PROFESSIONISMO: LA SERIE C È UNA PALESTRA CHE NON PERDONA
La Serie C è un campionato di contatti, transizioni rapide, campi imperfetti e margini sottili: un esame di maturità settimanale. Per i vivai delle grandi, il prestito in terza serie è spesso il primo vagone del treno vero. Basterebbe scorrere le liste dei convocati della Juventus Next Gen nell’ultimo anno e mezzo per ritrovare nomi che orbitano tra Primavera e professionismo, in quella zona grigia dove si decide il passo successivo. È esattamente lo spazio in cui Bassino ha cominciato ad affacciarsi nella seconda metà del 2025, prima di imboccare la porta di Cerignola.

CASO DI STUDIO 1 - ALESSANDRO BASSINO, IL TEMPO COME ALLEATO
Il percorso: settore giovanile della Juventus, leadership in Under 17 e Under 18, fascia in Primavera, primi gettoni con la Next Gen. La caduta: il menisco che cede il 19 dicembre 2024 contro il Cagliari, stagione finita. La ripartenza: nel 2025 pochi lampi e 926 minuti complessivi; quindi la scelta del prestito per fare minutaggio e accettare il rischio che forma i difensori: marcature preventive, duelli aerei, gestione dell’area piccola. L’obiettivo: trasformare quei minuti in titolarità, passando dal ruolo di «giovane promettente» a quello di affidabile.Pochi contesti come Cerignola offrono questo corso accelerato: competizione verticale, classifica compressa, tolleranza zero agli errori seriali. Se a Vinovo si affina, in C si resiste. E imparare a resistere separa i profili da prima squadra da quelli che restano sospesi.

CASO DI STUDIO 2 - ANDREA CAMBIASO, L'EQUILIBRIO DOPO LA FRATTURA
Per capire quanto il «passo indietro» possa contenere il seme del salto in avanti, basta ripercorrere la traiettoria di Andrea Cambiaso. Primavera del Genoa, due esperienze in Serie D (Albissola e Savona) e poi il prestito in Serie C all’Alessandria nel 2019-2020. Il 4 dicembre 2019 un contrasto con la Juventus Under 23 gli costa il crociato: sei mesi fuori. Anziché inghiottirlo, quell’urto lo plasma. Torna, completa l’iter, si affaccia in A, nell’estate 2022 firma per la Juventus, nel 2023-2024 segna il primo gol bianconero e a maggio 2024 parte titolare nella finale di Coppa Italia vinta contro l’Atalanta. Nel maggio 2024 rinnova fino al 2029. Oggi i dati dicono che, tra gol e assist, dal 2023-2024 ha contribuito a ben 19 reti bianconere: il «rilancio» cominciato in Serie C è diventato un ruolo in una grande. È uno spartito che racconta due verità utili a ogni giovane: la C non è un esilio, ma un ambiente dove la tecnica si sporca di necessità; e un infortunio non è la fine, se diventa un processo. Cambiaso lo ha detto con franchezza: “senza quell’infortunio all’Alessandria forse oggi non sarei qui”. Parole che, oltre il romanticismo, spiegano perché il prestito non sia un addio, ma un capitolo.

CASO DI STUDIO 3 - FEDERICO GATTI, DALL'ARTIGIANATO ALLA CATTEDRA
La parabola di Federico Gatti suona come un controcanto perfetto. Tardi nel professionismo, Serie C con la Pro Patria nel 2020/21 (36 partite, quasi sempre da 90′), poi il salto in B con il Frosinone, fino alla chiamata della Juventus e alla Nazionale. Il difensore che marcava nei campi duri della terza serie oggi interpreta l’uscita palla, comanda l’area, segna gol pesanti. È la dimostrazione che la C non è solo transito: è un luogo dove alcuni diventano calciatori completi.

CASO DI STUDIO 4 - MATTEO BRUNORI, LA VIA DEL GOL PASSA DALLA SERIE C
Anche gli attaccanti trovano, in C, il laboratorio delle certezze. Matteo Brunori ha costruito lì la sua identità: 2018-2019 all’Arezzo in Serie C con 13 gol in 36 gare (e numeri superiori nelle statistiche ufficiali del club), quindi una parentesi altalenante tra B e C, prima di esplodere nel 2021-2022 al Palermo: 25 reti in Serie C più 4 ai playoff, promozione e, l’anno dopo, doppia cifra in B. Nell’estate 2022 la Juventus lo cede a titolo definitivo ai rosanero e lui diventa volto-simbolo dell’attacco siciliano, fino a prendersi, in momenti diversi, la vetta della classifica cannonieri cadetta. Dalla C come trampolino, non come etichetta.

CASO DI STUDI 5 - LEONARDO PAVOLETTI, L'APRISCATOLE CHE VENIVA DALLA TERZA SERIE
Più indietro nel tempo, la scalata di Leonardo Pavoletti racconta la persistenza come mestiere: Casale, Virtus Lanciano, i 16 gol che valgono la promozione in B e il titolo di capocannoniere in Lega Pro Prima Divisione; poi Sassuolo, Genoa, un passaggio al Napoli e la lunga storia con il Cagliari. La traiettoria è utile per i giovani perché dimostra che la C non è un corridoio stretto ma una rete di scale: se hai tempo e coraggio, ti porta in alto.

IL PUNTO DI CONTATTO TRA STORIE DIVERSE
Che cosa accomuna il menisco di Bassino e il crociato di Cambiaso, i duelli aerei di Gatti e la serialità di Brunori? Un’idea semplice: in Serie C non puoi nasconderti. Ogni palla alta, ogni scivolata, ogni ripartenza è una riga nel curriculum. La differenza è che qui il voto te lo danno la domenica e il lunedì, e se non reggi il colpo te lo ripetono il mercoledì. È duro? Sì. È formativo? Ancora di più. E quando funziona, si vede. Cambiaso è passato da Alessandria alla Juventus campione di Coppa Italia 2024, diventando pedina tattica di valore e rinnovando fino al 2029; Gatti si è costruito la carriera dai campi della C alla Nazionale; Brunori ha fatto della C il trampolino per scalare la B fino a lottare, e talvolta svettare, nelle classifiche marcatori; Bassino oggi prova a ripetere il copione da Cerignola: trasformare un inciampo in un passo d’appoggio. Sono storie diverse, legate da una parola: rilancio.

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