Serie C
31 Gennaio 2026
LECCO SERIE C - Ismael Konaté, attaccante classe 2006, nella prima parte di stagione è sceso in campo 5 volte in Serie B con l'Empoli
Una porta scorrevole al «Rigamonti-Ceppi», un ragazzo che guarda il campo in silenzio e un numero da memorizzare: 51. È il segno del ritorno di Ismael Konaté, classe 2006, che la sua città l’ha avuta addosso come una seconda pelle sin da bambino. Oggi il viaggio si richiude, temporaneamente, con un prestito dall’Empoli che lo lega alla Calcio Lecco 1912 fino al 30 giugno 2026, ma in mezzo c’è un percorso che dice molto più di una semplice operazione di mercato: c’è la trafila nelle giovanili, ci sono i primi lampi in Primavera, un battesimo ufficiale nel calcio dei grandi in Coppa Italia contro il Torino e persino la chiamata nelle Nazionali giovanili. Non un ritorno nostalgico, dunque, ma una scelta tecnica e identitaria insieme: portare a Lecco un attaccante cresciuto qui, temprato altrove e oggi pronto a restituire energia al progetto bluceleste.
IDENTIKIT: RADICI LECCHESI, SCUOLA MILAN
I dati anagrafici raccontano già una parte della storia: nato a Lecco il 29 marzo 2006, origini ivoriane, passaporto sportivo italiano, 1,83 di statura e ruolo naturale da attaccante. I primi passi sono nel settore giovanile del Milan, quindi il rientro a casa, in bluceleste, dove dalla fine del 2015 comincia a indossare stabilmente quei colori che oggi ritrova da calciatore professionista. Nell’estate 2020 arriva il trasferimento al Cagliari, il battesimo anticipato in Primavera a 16 anni e una crescita certificata dai numeri: 14 gol in 57 presenze nell’esperienza sarda. Nel 2024 il salto all’Empoli, club che negli ultimi anni ha costruito una reputazione solida sullo sviluppo dei talenti offensivi. A Empoli, Konaté compie i primi passi «da grande»: il 24 settembre 2024 debutta con la prima squadra in Coppa Italia sul campo del Torino. Nel complesso, fra Serie A, Coppa Italia e successiva parentesi in cadetteria, il suo tabellino con i toscani si attesta su una ventina di presenze (di cui 12 in massima serie nella stagione 2024-2025), minuti preziosi per prendere confidenza con ritmi e duelli dei grandi.
IL FILO BLUCELESTE, IL RITORNO CHE VA OLTRE IL SEMPLICE PRESTITO
Il rientro di Konaté a Lecco non è soltanto una soluzione d’emergenza per l’attacco: è la prosecuzione logica di un percorso formativo iniziato proprio qui, dentro un ambiente che lo conosce, dove lo staff tecnico può valorizzarlo in funzione delle traiettorie già sperimentate nelle giovanili. In più, c’è un elemento identitario che pesa: il richiamo della città natale e del club dove ha compiuto un pezzo importante della sua crescita. L’ambiente bluceleste, per un ragazzo del 2006, offre quelle condizioni che spesso fanno la differenza tra un talento che rimane promessa e uno che impara a incidere. Ritmo gara, strappi alle spalle della linea, letture negli ultimi 30 metri: il Lecco ha bisogno di chi sa alzare il volume dell’azione, e Konaté porta esattamente questo tipo di energia.
PROFILO TECNICO: VELOCITÀ, ATTACCO DELLA PROFONDITÀ E DUTTILITÀ
Dal Milan al Cagliari, passando per Empoli, Konaté è stato utilizzato principalmente come punta mobile o esterno avanzato in un tridente. Il suo marchio è la capacità di «attaccare la profondità», un concetto chiave nel calcio contemporaneo, specie contro difese che accorciano in avanti. Tecnica in conduzione, gioco tra le linee e progressione lunga sono gli strumenti che lo rendono una risorsa per chi vuole risalire il campo rapidamente. La mole di minuti accumulati da subentrante in Serie A racconta un profilo già spendibile per cambiare l’inerzia delle partite, mentre il passaggio a Lecco deve servire a misurarlo come titolare credibile, con pesi e contrappesi di una categoria dove il margine d’errore si assottiglia e ogni pallone sporco va lavorato. Le valutazioni pubbliche sulle sue prestazioni, se lette con attenzione, parlano di un indice medio in crescita e di un contributo già tangibile in fase di pressione e recupero palla alto.
LA CURVA DELL'ESPERIENZA: SERIE A, COPPA ITALIA E CADETTERIA
Il debutto assoluto nel calcio dei grandi arriva, come detto, il 24 settembre 2024 in Coppa Italia. Da lì, la fiducia dell’Empoli lo porta a collezionare 12 apparizioni in Serie A 2024-2025 come cambio di ritmo dalla panchina. Nella stagione successiva, con i toscani impegnati nella gestione del minutaggio dei giovani tra prima squadra e competizioni di sviluppo, Konaté accumula presenze anche in Primavera 1 e in Serie B: un pendolo formativo tipico dei profili in transizione, utile a consolidare automatismi e intensità. Le principali piattaforme statistiche convergono su un dato: a prescindere dalla casella dei gol, il 2006 ha aumentato impatto e consistenza nelle seconde frazioni, lavorando su smarcamenti corti e riaggressione immediata dopo la perdita.
CONCLUSIONE, UNA SCELTA COERENTE CON IL PROGETTO E CON IL RAGAZZO
Il ritorno di Ismael Konaté a Lecco è quindi il punto di incontro tra l’esigenza del club di aggiungere una minaccia verticale al reparto offensivo e la necessità del calciatore di accumulare minuti veri in un contesto che lo conosce e lo riconosce. Il contratto di prestito fino al 30 giugno 2026 offre il tempo di sbagliare, correggere, imparare e, soprattutto, incidere. Se saprà trasformare le corse in profondità in numeri, gol, assist, xG generati, la città che lo ha visto crescere potrà dire di aver contribuito a completare la formazione di un attaccante moderno. E l’Empoli potrà ritrovarsi in casa un profilo più completo, pronto a competere per un ruolo stabile da protagonista.