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Dalla scuola granata alla Primavera siciliana, a soli 16 anni attraversa l'Italia per inseguire un sogno

Prima centrocampista, ora difensore, per il classe 2008 è un anno esatto dal suo viaggio di 1500 km che lo ha portato nei campionati Nazionali

Lorenzo De Rosa, classe 2008, con la divisa della Rappresentativa Regionale Under 15

Lorenzo De Rosa, classe 2008, con la divisa della Rappresentativa Regionale Under 15

Esiste una linea invisibile, lunga esattamente 1500 chilometri, che taglia l’Italia in due, unendo il freddo pungente delle mattine piemontesi al respiro salmastro della Sicilia. Per molti è solo una tratta aerea, un lungo viaggio in autostrada; per Lorenzo De Rosa, giovane calciatore alessandrino classe 2008 ora alla Primavera del Trapani, è il perimetro di un sogno che ha cambiato pelle, ruolo e latitudine. Proprio in questi giorni scocca il primo anno da quel salto che profuma di coraggio, il momento in cui un ragazzo di 16 anni decide che per realizzare i suoi sogni bisognava seguire l'istinto, quello che lo ha portato nella bella e lontana Sicilia.

IL RAGAZZINO DEL FILADELFIA NELLA SCUOLA GRANATA
LE GIOVANILI REGIONALI DA PROTAGONISTA

Tutto inizia all'ombra della Mole, dove il calcio non è solo un gioco ma una religione fatta di sudore e appartenenza. Lorenzo muove i suoi primi passi nella Scuola Calcio del Torino. È un bambino che rincorre il pallone nei campi dei Pulcini e degli Esordienti, vestendo gioisamente quella maglia granata che pesa come un’armatura. In queste stagioni, Lorenzo impara le basi, la disciplina, il senso del gruppo. Sono gli anni dei primi gol, della gioia pura di chi vede il rettangolo verde come un immenso parco giochi. Ma è lontano dai riflettori che il suo talento inizia a cristallizzarsi, trovando una nuova dimensione nel cuore della provincia piemontese.

Per Lorenzo, quel momento arriva con la maglia della Don Bosco Alessandria nell'Under 15 Regionale. Qui, il ragazzo si trasforma in un rifinitore implacabile. Gioca sulla trequarti, vede corridoi che altri non immaginano e si prende la responsabilità del dischetto: 25 presenze e 13 reti, numeri che parlano di un leader silenzioso. Quella stagione gli vale la chiamata nella Rappresentativa Regionale Piemonte e Valle d'Aosta Under 15, il riconoscimento di essere tra i migliori della sua categoria.

Il passaggio all'Asti, in cui gioca per due stagioni in Under 16 e Under 17, segna un’ulteriore evoluzione. Spostato qualche metro più indietro, come mezzala di inserimento, Lorenzo dimostra di saper interpretare bene anche quel ruolo. Macina chilometri, recupera palloni e si inserisce con i tempi giusti. È il prototipo del centrocampista moderno che lo porta già ad esordire nella Under 19 Nazionale, sempre con la maglia dei galletti, ma nell'invisibile orizzonte ci sarà presto per lui un cambio di scenario radicale, una rivoluzione geografica e tattica.

1500 CHILOMETRI DI SOGNI
L’APPRODO AL TRAPANI IN SICILIA

Un anno fa, la valigia di Lorenzo era piena speranze. Lasciare Alessandria, la famiglia, gli amici e le abitudini per volare a Trapani non è stata una scelta semplice. Trasferirsi in Sicilia significa confrontarsi con un calcio passionale, viscerale, dove ogni partita è una battaglia. Qui il Trapani vede in lui qualcosa che nessuno aveva scorto prima. Non più il giocatore dell'ultimo passaggio o l'incursore di centrocampo, ma l'ultimo baluardo: Lorenzo, anche grazie al suo fisico e la sua altezza, viene reinventato difensore centrale. È una trasformazione tattica che richiede umiltà: spogliarsi dei panni del protagonista offensivo per indossare quelli del protettore della propria area di rigore. Lorenzo accetta la sfida, scoprendo che si può essere decisivi anche con una scivolata o un anticipo aereo, proteggendo quel territorio che ora sente suo.

Oggi, a dodici mesi esatti dal suo arrivo, Lorenzo guarda il mare della Sicilia e forse, per un attimo, rivede le montagne della sua infanzia e la voce dei genitori arriva solo attraverso lo schermo di un telefono. Ma è proprio in quella lontananza che si tempra il carattere di un calciatore. Quei 1500 chilometri non sono più un muro, ma un ponte. Ogni minuto giocato è un mattone aggiunto alla costruzione di una carriera, portando con sé l’eleganza del calcio sabaudo e la garra del Sud. Insieme a Lorenzo, nella stessa squadra, c'è anche un altro calciatore pieontese, Tommaso Tuzzolino, stessa leva calcistica (2008), anche lui cresciuto nelle giovanili del Toro.

Lorenzo De Rosa è l’esempio di come il calcio sia, prima di tutto, un viaggio interiore. Non importa dove ti trovi o in quale ruolo ti chiedano di giocare: se hai il fuoco dentro, ogni campo sarà casa tua.

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