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Serie C

Ecco un centrocampista che conosce a memoria la categoria, è una mossa super-ambiziosa per la squadra di provincia

Il 33enne porta in dote chilometraggio in Serie B, oltre 200 presenze in Lega Pro e un carattere che non passa inosservato

GUBBIO SERIE C - IVAN VARONE

GUBBIO SERIE C - Ivan Varone, centrocampista classe 1992, nella prima parte del campionato ha giocato nella Salernitana nel Girone C

Una valigia semiaperta, un telefono che vibra di continuo, la finestra di mercato agli ultimi respiri e un bivio che può ridisegnare una stagione. Nel pomeriggio del 2 febbraio 2026, mentre a Salerno il via vai di trattative inghiottiva le ore, Ivan Varone ha scelto la strada dell’A.S. Gubbio 1910. Un trasferimento «a titolo temporaneo» fino al 30 giugno 2026, annunciato ufficialmente dalla U.S. Salernitana 1919 e confermato dal club umbro: è un colpo che parla più alla sostanza che agli slogan, perché aggiunge alla mediana rossoblù un profilo di spessore tecnico, fisico e soprattutto competitivo. In una parola: utile. Per i rossoblù, la mossa è tanto mirata quanto ambiziosa: inserire un profilo «pronto all’uso», con conoscenza della categoria e un repertorio tattico che consente all’allenatore di alzare l’intensità degli allenamenti e il livello delle rotazioni senza tempi di apprendimento. Un «acquisto di reparto» più che di copertina, il genere di innesto che spesso fa la differenza tra una squadra che compete e una che resta a guardare. 

IDENTIKIT, CHI È VARONE
Nato a Napoli l’11 ottobre 1992, Varone è un centrocampista completo, con caratteristiche da mezzala dinamica capace di «spaccare» il campo in conduzione o da interno di lavoro che accompagna la manovra e si butta dentro. Il dato che più colpisce è la profondità del suo bagaglio: oltre 60 presenze in Serie B e più di 200 gare complessive fra Lega Pro/Serie C, spalmate in contesti diversi e piazze esigenti. Un percorso che racconta adattabilità e tenuta mentale, due qualità che in Serie C contano quanto un dribbling o un lancio di 40 metri. La sua cartolina professionale comprende le maglie di Castiglione, Savona, San Marino, Fondi, Carrarese, Reggiana, Novara, Cesena, Ascoli e Salernitana, con due momenti cardine: le promozioni in Serie B conquistate da protagonista con Reggiana e Cesena. In mezzo, un’esperienza all’estero nella Super League greca con il Panaitolikos, che gli ha dato un orizzonte internazionale e una diversa grammatica tattica.

LA STAGIONE A SALERNO: ASPETTATIVE E FRAMMENTI DI CRESCITA
Arrivato alla Salernitana nell’estate 2025 dopo il passaggio dall’Ascoli, Varone è stato un investimento di esperienza nel progetto tecnico granata. Le premesse non sono però diventate pieno minutaggio: 12 presenze ufficiali con l’ultima apparizione datata al match del «Vigorito» contro il Benevento (poco più di 30 minuti in campo), prima che le rotazioni del tecnico lo scivolassero progressivamente ai margini. Da qui la decisione condivisa: cercare un contesto che valorizzi il suo profilo in modo continuativo. Il saluto con cui Varone ha chiuso la sua parentesi provvisoria a Salerno restituisce il senso di una scelta sofferta ma lucida: amarezza per il poco spazio, rispetto per il gruppo, voglia di rimettersi al centro del campo. Un messaggio, affidato ai social e riportato dalla stampa locale, che racconta la cifra caratteriale del giocatore prima ancora del calciatore. Gubbio lo accoglie anche per questo: per l’energia emotiva che porta nello spogliatoio.

COSA AGGIUNGE AL GUBBIO: 4 CHIAVI TATTICHE
1) Pressione e riconquista: in Serie C, dove i tempi di gioco si accorciano e le partite si spaccano sui duelli, Varone garantisce un volume di contrasti, seconde palle e coperture laterali sopra la media. È la componente che più rapidamente può irrobustire la fase di non possesso di una squadra che vuole difendere in avanti. 2) Progressione palla al piede: la capacità di spezzare la prima pressione con la conduzione, portando il pallone oltre la linea dei centrocampisti avversari, è una delle sue firme. Nelle giornate giuste gli consente di cambiare inerzia alla gara in 10–15 metri. 3) Attacco dell’area e inserimenti: lo storico realizzativo migliore è arrivato nelle stagioni con Reggiana e in B con i granata emiliani, quando ha saputo leggere i cross dal lato debole o buttarsi nello spazio dietro la punta. Questo dettaglio può pesare per una squadra che alterna costruzione bassa e verticalità immediata. 4) Flessibilità di ruolo: mezzala in un 3-5-2, interno in un 4-3-3, all’occorrenza mediano di rottura in situazioni di gestione del risultato. La sua «polivalenza orizzontale» riduce i rischi quando gli infortuni obbligano a cambiare vestito tattico da una gara all’altra.

COME PUÒ CAMBIARE IL CENTROCAMPO
1) Alternanza con un play più posizionale: in un reparto che necessitava di un profilo capace di alzare giri motore e aggressività, Varone può convivere con un regista più statico, prendendosi la licenza di rompere le linee e sporcare i corridoi centrali in non possesso. 2) Rotazioni più «verticali»: con una mezzala di strappo in più, l’allenatore può permettersi di tenere un esterno più alto o di accompagnare le uscite con i quinti, sapendo che nella zona di rifinitura ci sarà almeno un uomo in grado di attaccare l’area con i tempi giusti. 2) Palle inattive: Varone non è uno specialista di piazzati diretti, ma sa occupare bene la seconda palla al limite, calciare con potenza dalla media distanza e sporcare le marcature a uomo sulle punizioni laterali. Un aspetto spesso decisivo in Serie C.

UNA SCELTA TECNICA E MENTALE
Al netto del minutaggio ridotto a Salerno, Varone resta un profilo a forte impatto psicologico: è uno che parla, chiama la giocata, si espone. A Gubbio porta linguaggi e codici di spogliatoio maturati in realtà di vertice per la categoria. Il suo arrivo può aumentare la competitività interna, una mezzala in più per alzare il ritmo in allenamento, e offrire un riferimento per i più giovani nelle letture senza palla. In un torneo dove spesso la differenza è labile, la qualità delle abitudini quotidiane fa classifica. Nel mare mosso di un calciomercato invernale che spesso confonde quantità e qualità, l’operazione Gubbio-Varone ha una coerenza semplice: risponde a un bisogno preciso con un profilo adeguato. Non promette fuochi d’artificio, ma offre minuti affidabili, intensità, inserimenti e personalità. A volte è esattamente quello che serve per trasformare una buona squadra in una squadra vincente. E, a giudicare dalla storia recente del centrocampista napoletano, il momento per rimettersi al centro della scena sembra arrivato.

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