Serie D
03 Febbraio 2026
CHIEVOVERONA SERIE D - Daniele Baselli, centrocampista classe 1992, nella prima parte di stagione ha militato nel Padova in Serie B con 9 apparizioni in campionato
La porta dell’ufficio stampa dell’Euganeo si chiude mentre il cronometro del mercato invernale scandisce gli ultimi minuti del 2 febbraio 2026. Una nota asciutta, senza fronzoli: il Padova comunica la cessione definitiva di Daniele Baselli all’AC ChievoVerona. Giusto 9 partite in biancoscudato, nessun proclama, solo i ringraziamenti per la serietà mostrata ogni giorno al campo. In una sessione dominata da trattative urlate, l’uscita di un ex protagonista della Serie A scivola via con la compostezza dei gesti ben ponderati. Eppure, dietro quel comunicato, c’è molto di più: una traiettoria di carriera che si rimette in moto e il ritorno a pieno titolo di un marchio che negli ultimi 25 anni ha interpretato il calcio italiano in modo controcorrente.
UN TRASFERIMENTO CHE PESA
La decisione del Padova di salutare Baselli è una scelta tecnica ed economica, ma anche narrativa. Per i biancoscudati, impegnati in un campionato che chiede continuità e immediate risposte, l’utilizzo del classe 1992 era rimasto circoscritto: appena 9 apparizioni, uno spazio che non è mai realmente decollato. L’uscita libera risorse e consente al giocatore di ricollocarsi in un contesto dove può tornare a incidere con minuti, leadership e responsabilità. Per il Chievo, invece, è un segnale. L’innesto di un centrocampista con curriculum di alto livello, Atalanta, Torino, esperienze a Cagliari e Como, fino alla firma con il Padova l’11 luglio 2025, va letto all’interno di un percorso di ricostruzione che la piazza clivense sta portando avanti con metodo. Dalla rinascita come Clivense, all’acquisizione del marchio «ChievoVerona» e al ritorno del nome storico, il club ha riallacciato i fili con la propria identità e ora tenta di accelerare tramite profili «overqualificati» per la Serie D. In questo senso, Baselli è più di un rinforzo: è un manifesto.
IL CONTESTO: «CHIEVO IS BACK», NON È SOLO UNO SLOGAN
Dopo l’estate 2021 dell’esclusione dai campionati professionistici, il progetto guidato da Sergio Pellissier è ripartito dal basso con FC Clivense, conquistando passo dopo passo la risalita fino alla Serie D. Il 10 maggio 2024 è arrivata la svolta identitaria: l’acquisizione del marchio «ChievoVerona». Pochi giorni più tardi, tramite un sondaggio tra circa 800 soci, sono stati scelti nome e colori per la stagione 2024-2025: ritorno a AC ChievoVerona, con il mantenimento del bianco-azzurro, a simbolo del ponte tra storia e presente. Da lì, la comunicazione «Chievo is back» ha smesso di essere un auspicio per diventare una roadmap, fatta di investimenti mirati e un forte radicamento territoriale. Questo background serve a leggere il caso Baselli per quello che è: un ulteriore passo nella costruzione di una squadra ambiziosa, capace di attrarre giocatori dal profilo alto rispetto alla categoria.
IL PROFILO TECNICO: COSA PORTA BASELLI AL CHIEVO
Nel pieno della maturità calcistica (33 anni compiuti il 12 marzo 2025), Daniele Baselli conserva due doti che la Serie D vede raramente nello stesso pacchetto: gestione del ritmo e rifinitura tra le linee. Le stagioni in Serie A con Torino e Atalanta hanno affinato nei suoi piedi la capacità di mettere in ordine i possessi e di leggere in anticipo la direzione dell’azione. A Como (promozione in A nel 2023-2024) e nella parentesi Padova ha alternato impieghi da mezzala «accompagnante» e regista aggiunto, con compiti di cucitura più che di strappo. Nel contesto clivense, l’ex biancoscudato può interpretare tre funzioni: 1) mezzala «ragionante» in un centrocampo a tre, con licenza di alzarsi tra le linee; 2) interno in un 4-2-3-1 che si fa 4-3-3 in non possesso; 3) riferimento esperto per la gestione dei finali, quando lucidità e occupazioni preventive diventano decisive. 4) Il suo arrivo si sposa con un progetto che, negli ultimi mesi, ha già mostrato la capacità di alzare l’asticella con profili «fuori categoria» per la D, in una corsa dichiarata a stabilizzare il club ai vertici del proprio girone.
COSA GUADAGNA IL CHIEVO OLTRE AL CAMPO
1) Identità e percezione: riportare a Verona un nome «pesante» come Baselli rafforza la percezione di un club che non si limita a sopravvivere alla Serie D, ma prova a dominarla. 2) Attrattività: il mercato ascolta, i calciatori anche. Un profilo con anni di Serie A e Serie B può fare da «apripista» per ulteriori innesti, oggi o in estate. 3) Valore didattico: in D, la differenza si fa spesso nella gestione dei momenti. La presenza di un centrocampista con letture e tempi «da sopra» aiuta a trasmettere principi ai compagni più giovani. Il Padova di contro perde un’alternativa di qualità nella zona centrale, ma ritrova linearità nella definizione del proprio centrocampo. Con diversi innesti offensivi e una struttura che sembra orientarsi su un doppio mediano più dinamico e volitivo, l’uscita di Baselli evita sovrapposizioni di ruolo. E libera spazio salariale e gerarchie tecniche in vista della fase cruciale della stagione. La scelta di salutare mantenendo il profilo istituzionale alto, nessuna polemica, solo riconoscenza, fa il paio con l’idea di un club che vuole restare competitivo senza perdere sobrietà.
CONCLUSIONE: LA NORMALITÀ DEL GESTO GIUSTO
L’ultima curva del mercato invernale spesso impone colpi di teatro. Qui, invece, c’è la normalità di un gesto adeguato: Baselli lascia Padova in modo elegante e abbraccia il Chievo che torna a fare il Chievo. È una storia di allineamento tra bisogni reciproci: un club di Serie B che semplifica il proprio centrocampo, un club di Serie D che alza la qualità per spingere in classifica, un giocatore che vuole tornare protagonista. E, in fondo, è proprio questa normalità a fare la differenza quando la stagione entra nella sua fase più vera.