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Serie D

Il figlio d'arte scende tra i Dilettanti per la prima volta in carriera, è il colpo per dare l'assalto alla vetta

Arriva un attaccante con tanta esperienza, fame e un cognome pesante che spesso ha fatto rima con gol

PIACENZA SERIE D - SIMONEANDREA GANZ

PIACENZA SERIE D - Simoneandrea Ganz, attaccante classe 1993, nella prima parte di stagione 12 presenze con la Pro Patria in Serie C

Una sera di gennaio al «Garilli», fari accesi e aria tagliente. In area piccola, una casacca biancorossa attende un cross: è un movimento semplice, quasi scolastico. Ma quel controllo orientato e il tocco di interno raccontano molto di più: raccontano anni di Serie B, chilometri di Serie C, promozioni, cadute e ripartenze. È l’immagine che a Piacenza sognano di vedere presto: il primo gol in biancorosso di Simoneandrea Ganz, arrivato in prestito dall’Aurora Pro Patria 1919 fino al termine della stagione. Ufficiale, nero su bianco: una scommessa ad alto coefficiente di rendimento, la risposta a un’esigenza chiara – più peso offensivo, più esperienza, più malizia di area.

IDENTIKIT: DATA, LUOGO, MISURE E ATTITUDINE
Nato a Genova il 21 settembre 1993, 1,75 di statura, Simoneandrea Ganz è figlio d’arte: quell’accento sul cognome non passa inosservato, richiama i pomeriggi di Maurizio Ganz tra Serie A e coppe europee. Ma il figlio si è costruito strada e reputazione per conto proprio, cominciando dal vivaio del Milan, dove è cresciuto fino a guadagnare, appena 18enne, un minuto che vale una vita: l’esordio in UEFA Champions League il 1° novembre 2011 a Minsk, subentrando a Robinho in BATE Borisov–Milan 1-1. Un lampo d’archivio che dice molto del suo percorso tecnico e mentale. Nel settore giovanile rossonero Ganz firma numeri da protagonista, stagioni da 16 e poi 20 reti con la Primavera, prima del salto tra i grandi. Il professionismo gli presenta la sua grammatica senza sconti: prestiti a Lumezzane e Barletta, quindi la chiamata che gli cambia la traiettoria: Como. È sulle rive del Lario che l’attaccante trova continuità e fiducia, spingendo i compagni alla promozione in Serie B e firmando la stagione da 16 gol in cadetteria che gli spalanca le attenzioni dei club più blasonati.

TAPPA JUVENTUS, PRESTITO VERONA, GLI ANNI DI MESTIERE E IL GIRO D'ITALIA DELLA SERIE C
Nell’estate successiva l’operazione che fa rumore: firma con la Juventus e viene girato in prestito all’Hellas Verona. In gialloblù aggiunge minuti, gol e mestiere in un contesto da vertice; poi Pescara e soprattutto Ascoli, con una serie di stagioni che lo vedono alternare Serie B e Serie C tra ruoli da titolare, staffette e trasformazioni tattiche. Non tutte le piazze gli cuciranno addosso la centralità di Como, ma ovunque Ganz porta un bagaglio riconoscibile: mobilità, attacco del primo palo, capacità di «sporcarsi» la partita difendendo la palla addosso ai centrali. La mappa delle sue esperienze è quella di un professionista abituato a cambiare in fretta scenario, senza perdere identità. Dopo l’Ascoli, riecco Como (prestito), quindi Mantova e Lecco con numeri in doppia cifra che riaccendono i fari; poi Triestina e il passaggio a Latina, prima di una stagione movimentata tra Brindisi e Pontedera, l’approdo a Novara fino alla recente tappa alla Pro Patria. Un percorso che racconta adattabilità e resistenza, qualità preziose quando la partita scivola sul binario dei duelli individuali e dei dettagli.

PERCHÈ IL PIACENZA AVEVA BISOGNO DI UN PROFILO COSÌ
1) Serviva un attaccante capace di legare il gioco tra le linee e attaccare l’area con continuità. Ganz è un interprete «ibrido»: sa venire incontro per liberare il compagno in profondità, ma vive bene anche dentro l’ultima linea difensiva. 2) In Serie D  Girone D il ritmo lo detta spesso la transizione corta e lo scontro diretto coi centrali: servono esperienza, malizia e «gare sporche». Ganz ha affrontato contesti più complessi e può trasferire «anticorpi» utili al resto del reparto. 3) Le palle inattive sono un capitale fondamentale in D: i suoi attacchi sul primo palo e la capacità di «strappare» mezzo metro al marcatore possono alzare la pericolosità sui calci piazzati. 4) Dal dischetto, storicamente, ha percentuali positive: un dettaglio che in un torneo spesso deciso dagli episodi può valere punti.

DOVE SI INCASTRA NEL SISTEMA DI FRANZINI
Il ritorno di Arnaldo Franzini ha riportato al Piacenza una grammatica tattica riconoscibile: principi chiari, linea corta tra i reparti, ricerca della profondità con connessioni codificate sugli esterni. In questo telaio Ganz può: 1) agire da numero 9 mobile, con compiti di connessione sul primo scarico e attacco del corridoio interno destro; 2) funzionare da «falso 9» nei momenti di gestione, attirando fuori un centrale per aprire il varco alla mezzala di inserimento; 3) ruotare con un secondo attaccante più fisico, alternando chi attacca il primo palo e chi lavora sul taglio sul secondo. Sono varianti che la rosa biancorossa può interpretare sin da subito, aumentando l’imprevedibilità e, soprattutto, il numero di tiri «puliti» generati a partita.

L'ULTIMA TESSERA DI UN MOSAICO CHE SI STA RICOMPONENDO
La strategia biancorossa dell’ultimo anno ha intrecciato ritorni identitari e innesti mirati. Il rientro di Arnaldo Franzini ha dato un orizzonte riconoscibile. Il completamento dell’attacco con Simoneandrea Ganz aggiunge quell’elemento di «verticalità intelligente» che mancava. Non è una bacchetta magica, ma può essere la differenza tra un pareggio di inerzia e una vittoria «sporca». In Serie D, spesso, basta questo. In fondo, il calcio è ancora quell’attimo in cui il cross scende e l’attaccante deve scegliere: anticipare, aspettare, cambiare direzione. Ganz quella scelta sa farla. Al Piacenza è esattamente ciò che serve, adesso.

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