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Il figlio del Campione del Mondo lascia la Serie A per farsi le ossa in Serie C, la città lo accoglie a braccia aperte

Dalla prima squadra alla trincea della terza serie, un passaggio di pochi chilometri e molti significati per l’attaccante classe 2007

PONTEDERA SERIE C - LOUIS THOMAS BUFFON

PONTEDERA SERIE C - Louis Thomas Buffon, attaccante classe 2007, lascia la Serie A dopo 4 presenze e 32 minuti giocati con la maglia del Pisa

Nel primo pomeriggio di lunedì 2 febbraio 2026, al centro sportivo del Pontedera, la scena è minima, quasi silenziosa: un borsone, una stretta di mano, la foto di rito con la sciarpa granata. Nessun clamore, eppure il gesto pesa più delle parole. Perché quando un 18enne con il cognome «impossibile» del calcio italiano compie un passo all’indietro apparente, l’eco corre veloce. Louis Thomas Buffon, figlio d’arte e attaccante mancino, lascia il Pisa in prestito e scende in Serie C fino a giugno 2026 per cercare quello che finora gli è mancato: minuti veri, responsabilità, continuità. L’operazione è ufficiale, comunicata dal club nerazzurro nel pomeriggio del 2 febbraio 2026 e rilanciata dal fronte granata: un prestito secco «di crescita», senza strappi, con la bussola puntata sul suo sviluppo tecnico e mentale.

COSA C'È DIETRO LA SCELTA, UNA MOSSA NECESSARIA
Il percorso in nerazzurro del classe 2007 ha seguito una traiettoria logica: dall’Under 17 alla Primavera, fino all’aggregazione in prima squadra e al debutto nei Professionisti. Il primo assaggio tra i grandi è arrivato il 9 marzo 2025 in Serie B (Spezia-Pisa 3-2), con pochi minuti ma un simbolo forte: in panchina c’era Filippo Inzaghi, che di suo padre è stato compagno di squadra, e che ne aveva riconosciuto l’istinto offensivo anomalo per chi porta quel cognome. Poi, nella stagione della promozione e del ritorno in Serie A 2025-2026, la guida tecnica è passata ad Alberto Gilardino. È con lui che Buffon ha assaggiato la massima serie il 5 ottobre 2025 (Bologna-Pisa) dopo l’esordio stagionale in Coppa Italia del 25 settembre 2025 a Torino. Eppure, tra novembre e gennaio, il tempo effettivo si è rivelato un tappo: in 23 partite di Serie A, 29 minuti complessivi, distribuiti in 4 ingressi dalla panchina (contro Inter, Lecce, Bologna e Juventus). Dati che fotografano una posizione ancora «di rincorsa» nelle gerarchie del Pisa e spiegano la necessità del prestito.

LE CIFRE CHE RACCONTANO IL SUO PROFILO
Per capire chi è oggi Louis Buffon conviene tornare ai numeri giovanili, che non mentono sul suo arco di crescita. Nel 2024, tra Under 17 e Under 19, ha cominciato a prendersi responsabilità: 8 presenze in Primavera 2-B e 3 reti «pesanti» (tra cui una contro la Ternana e una nel pari con il Palermo). Nel 2024-2025 arriva il salto: 27 apparizioni e 8 centri in Primavera 2, un bottino che ne certifica l’attitudine a «pesare» nelle partite, non solo a impreziosirle. Sono dati citati e incrociati dalle cronache di settore e confermati dai registri stagionali. Il contesto internazionale, poi, aggiunge dettaglio: il ragazzo, nato a Torino da madre ceca (Alena Šeredová), ha scelto il percorso giovanile della Repubblica Ceca, raccogliendo convocazioni e gol con Under 18 e Under 19; nel bilancio più recente si parla di 6 reti in 7 presenze con la Under 19, un rendimento da finalizzatore che il Pontedera spera di trasferire in un reparto in difficoltà.

PERCHÈ IL PONTEDERA È IL POSTO GIUSTO ADESSO
La fotografia della squadra granata al 2 febbraio 2026 spiega più di mille dichiarazioni. Il Pontedera ora allenato dal tecnico piemontese Simone Banchieri è invischiato nella zona più bassa del Girone B di Serie C e ha bisogno di gol: il top scorer stagionale è Pablo Vitali con 5 reti in 21 presenze, mentre il totale squadra è fermo a 18 segnature (media di 0,81 a gara). Nove le partite senza vittorie dalla metà di novembre. In un contesto così, l’arrivo di una punta-ala capace di muoversi su più altezze del fronte e di attaccare l’area senza palla è una scelta coerente: servono strappi e attacco alla profondità, non solo palleggio. La società granata, storicamente abituata a valorizzare profili in ascesa, offre una cornice ideale: meno pressione mediatica rispetto alla Serie A, più disponibilità a prendersi rischi tecnici, uno spogliatoio giovane e un contesto tattico che può agevolare l’inserimento di un 18enne. E, soprattutto, la promessa implicita del prestito secco: minuti, continuità, responsabilità.

CHE GIOCATORE È OGGI BUFFON
1) È innanzitutto un offensivo mancino, con naturale collocazione da esterno sinistro che rientra sul piede forte per concludere o servire l’imbucata interna. Ma sa anche muoversi da punta centrale «leggera», attirando il difensore per liberare il taglio del compagno o attaccando lo spazio in conduzione. Il Pisa stesso, nel comunicato di prestito, lo definisce «duttile e moderno», tanto da poter coprire entrambe le zolle. 2) Tende a cercare la ricezione tra le linee per poi accelerare corto-lungo; non ha paura dell’1v1, ma la scelta del tempo è l’area dove può crescere di più. 3) In Primavera 2 ha mostrato un buon rapporto con la porta, senza essere un finalizzatore «puro»: gli 8 gol del 2024/25 sono arrivati sia con il sinistro a rientrare sia con letture d’area sul secondo palo. 4) L’esperienza con la Repubblica Ceca U19 suggerisce un istinto da attaccante di momento: entra volentieri nelle azioni decisive, anche a partita «sporca». Il dato di 6/7 (gol/presenze) è un indicatore prezioso, al netto della differenza tra contesti giovanili e professionistici.

IL NODO «COGNOME» E LA GESTIONE DELLE ASPETTATIVE
Il peso specifico del cognome Buffon è un fatto sociologico prima che sportivo. Ma il figlio non sta tra i pali: l’archetipo non vale. A Pisa lo hanno trattato (giustamente) come un prospetto di prima squadra: convocazioni, pochi minuti quando la partita lo consentiva, lavoro quotidiano con i grandi. Il salto in Serie A a 17 anni è arrivato, ma l’impatto immediato non può essere preteso da un profilo ancora in costruzione fisica e cognitiva. La scelta del prestito è dunque una tutela tecnica: meglio 500-800 minuti «veri» in Serie C nei prossimi 4-5 mesi, che altri 20-30 a spezzoni nella massima serie. A maggior ragione in una squadra, il Pisa, chiamata a lottare ogni settimana per la salvezza.

IL GIORNO ZERO, ANCORA
Ci sono storie che non hanno bisogno di iperboli. Il 2 febbraio 2026 è il «giorno zero» di Louis Buffon al Pontedera. Un prestito breve, un obiettivo chiaro, una promessa reciproca: al giocatore i minuti e il contesto per crescere, al club i gol e l’energia per risalire. Tutto il resto, cognomi pesanti, paragoni ingombranti, rumor di mercato, può attendere. A due passi da Pisa, il calcio vero lo giudicherà ogni tre giorni. E sarà un giudice più onesto di qualunque narrazione.

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