Serie C
03 Febbraio 2026
foto @acmilan.com
È una sera di vento a Miranda de Ebro, bandiere rosse e nere che sventolano davanti alla tribuna di Anduva. In uno spicchio d’ombra, un ragazzo classe 2006 osserva il campo stringendo il giaccone: poche ore prima il suo nome è finito in un comunicato ufficiale. Si chiama Diego Sia, è un attaccante cresciuto nel vivaio del Milan, e da oggi ha una nuova casa, almeno fino a giugno 2026: il Club Deportivo Mirandes, in Segunda Division in Spagna. Un trasferimento in prestito che dice tanto di lui e, forse, ancora di più del progetto tecnico rossonero per i talenti del Milan Futuro.
Il Milan ha annunciato la cessione temporanea di Diego Sia al CD Mirandes, con formula di prestito fino al termine della stagione 2025-26. La nota del club è significativa: mesi cruciali in Spagna per misurarsi con un calcio fisico, verticale e ad alto ritmo. Dalla sponda spagnola, la descrizione del profilo è netta: «Può giocare in tutte le posizioni dell’attacco, cercando profondità e superiorità». Non è un dettaglio, è un’indicazione di impiego.
Il Mirandes, società pragmatica e da anni fertile per la crescita dei giovani, lotta in una Segunda Division sempre più selettiva, dove la posta in palio è la permanenza nella categoria e l’orizzonte della promozione ai playoff. A guidarla, in questa stagione, c’è l’allenatore José Alberto Lopez, e il club ha appena chiuso un mercato invernale molto attivo, inserendo profili offensivi e complementari. In questo scenario, Sia arriva per portare gamba, 1 contro 1 e flessibilità posizionale.
Per il Milan: inserire Sia in un contesto professionistico estero ad alta intensità accelera la curva di apprendimento del ragazzo, che quest’anno – dopo la retrocessione del Milan Futuro – stava giocando in Serie D contro avversari “sporchi”, smaliziati. Ottima palestra, ma con limiti infrastrutturali e competitivi. La Liga Hypermotion offre un salto di stimoli: pressioni ambientali, densità tattica, stadi caldi. Per il Mirandes: guadagna un esterno/seconda punta in grado di attaccare lo spazio lungo e corto, convergere sul destro e rifinire sul sinistro, utile sia a gara in corso sia da titolare in rotazione, in una squadra che ha bisogno di alternare strappi e combinazioni. La duttilità vista nel settore giovanile e nel Milan Futuro torna preziosa in un torneo logorante.
La Segunda Division è un laboratorio: si gioca tanto sulle transizioni, i ritmi sono sostenuti, ma le squadre lavorano con cura le fasi senza palla. L’Anduva è un campo stretto, “verticale”, dove il pubblico spinge e ti costringe a pensare e a decidere in fretta. Per un esterno come Sia, significa: abituarsi a ricevere palla con un difendente addosso, spalle alla linea laterale, e dover creare comunque vantaggio; lavorare meglio senza palla, perché i tagli diagonali alle spalle del terzino sono più premianti che in campionati meno intensi; aumentare la frequenza dei duelli offensivi: dribbling, spallate regolari, seconde palle; iInternalizzare un nuovo lessico tattico in castigliano, che non è un dettaglio marginale per la rapidità con cui si “switcha” da una traccia all’altra in partita.
L’ambiente Mirandes ha storicamente offerto piattaforme di crescita a prestiti di club di prima fascia, alternando responsabilità e protezione: questo aumenta la probabilità che Sia veda minuti reali e situazioni ad alta pressione, anche in funzione della corsa salvezza.
Il Milan osserva. Il prestito in Spagna è un stress test tecnico, fisico e caratteriale: in quattro-cinque mesi si capiscono resistenza, continuità e resa quando la palla “scotta”. In estate, a giugno 2026, si tireranno le somme: rientro in Italia per il ritiro, nuovo prestito (magari in Serie B o in Serie A a bassa classifica), oppure una permanenza nel perimetro del Milan Futuro se si vorrà costruire un anno da leader tecnico. La base contrattuale lunga fino al 2028 consente di scegliere con calma.

Diego Sia ai tempi dell'Under 13 del Milan
Le incognite: tempi, impatto, minutaggio Un trasferimento di febbraio impone di correre: c’è da assorbire principi e routine in pochi allenamenti, senza un vero pre-campionato. La gestione del minutaggio sarà calibrata sulle partite, sulla condizione e sull’integrazione con i compagni. Il target realistico, se tutto fila secondo programma, è quello di accumulare diverse presenze fra titolare e subentri, incidendo in situazioni chiave: un gol decisivo, un rigore procurato, una giocata che spacca la gara. La Segunda misura l’efficacia, non solo l’estetica.
Per i tifosi rossoneri, seguire Diego Sia ad Anduva significa osservare da vicino la fase più delicata della crescita di un attaccante moderno: il passaggio dall’idea al prodotto finito, dalla potenzialità alla performance. La Segunda Division non fa sconti: ti rende subito utile o ti costringe a capire come diventarlo. Se Sia porterà in Spagna la stessa cura maniacale che lo ha contraddistinto nelle giovanili del Milan, e se il Mirandes saprà valorizzarne strappi e duttilità, tra aprile e maggio 2026 potremmo raccontare un impatto sostanziale. È il tipo di storia che piace al calcio: un ragazzo del 2006 che attraversa i Pirenei per imparare a essere decisivo. E, magari, per tornare a casa con una certezza in più.