Primavera 1
04 Febbraio 2026
Una mattina di febbraio a Zingonia, il vento taglia il centro sportivo e un ragazzo alto, spalle larghe, osserva in silenzio il campo numero uno. Ha 17 anni, arriva da Accra e porta con sé un cognome doppio, Yaw Asamoah Agyei, che suona di promessa. La formalità è già stata espletata: il suo contratto è stato depositato. Sulla carta è un’operazione piccola; nei corridoi del vivaio dell’Atalanta è l’ennesimo tassello della strategia che negli anni ha trasformato un settore giovanile in una fabbrica di valore tecnico e umano.
Il dossier che accompagna Agyei restituisce l’identikit di una prima punta moderna: struttura già importante (circa 1,80 m), destro naturale, attitudine a giocare spalle alla porta, proteggere palla e occupare l’area con tempi da riferimento centrale. Per l’Atalanta, abituata a lavorare su dettagli di coordinazione e letture nello spazio, si tratta di un profilo su cui costruire e non da spremere subito: il salto vero non è “arrivare in Italia”, ma adattarsi al ritmo e alla densità delle partite giovanili elite, dove il margine di errore si assottiglia e la fase senza palla pesa quanto la qualità in rifinitura. Questi tratti sono stati evidenziati dai primi report che accompagnano l’operazione.
L’EurAfrica Football Club non è una semplice accademia periferica: è un progetto strutturato con base a Madina (Accra), dichiaratamente orientato a “nutrire e far crescere talenti per il mercato globale”. La filiera è quella delle migliori realtà ghanesi, con scouting itinerante e partnership operative; non a caso l’accademia ha collaborato con ArthurLegacy Sports per camp di osservazione in diverse città del Paese, segno di un network in grado di connettere il vivaio locale a opportunità europee. Nel recente passato, l’EurAfrica ha visto passare profili poi sbarcati in Serie A o in altri campionati europei, come Felix Afena-Gyan (cresciuto in EurAfrica, poi Roma e quindi Cremonese) e il centrocampista Ibrahim Sulemana, che nel 2024 ha firmato proprio con l’Atalanta dopo le tappe Hellas Verona e Cagliari. Indirizzo e organizzazione: l’EurAfrica FC è registrata a Madina, Accra, opera nella Greater Accra Division Two e mantiene una comunicazione istituzionale costante, indice di una struttura che vuole certificare processi e trasferimenti. Anche i riscontri su competizioni locali e risultati (Division Two ghanese) confermano l’attività agonistica regolare del club.

Investire su un 2008 significa ragionare sul medio periodo. L’Atalanta ha costruito negli anni una reputazione europea nel lavoro di filiera: dal reclutamento alla didattica tecnica, fino alla transizione verso l’alto rendimento. Le cronache e gli studi la collocano stabilmente ai vertici per produzione di calciatori in Serie A e nei maggiori campionati, con un settore giovanile capace di vincere, ma soprattutto di “promuovere”. Esempi? Le traiettorie di Giorgio Scalvini, Alessandro Bastoni, Amad Diallo e Dejan Kulusevski raccontano la forza del vivaio come piattaforma di valore, cui da agosto 2023 si è aggiunto un ulteriore gradino con l’Under 23 in Serie C, cuscinetto formativo tra Primavera e prima squadra. Questo contesto rende la scommessa “alta” ma razionale: se Agyei risponderà agli stimoli, i piani di crescita hanno uno sbocco naturale. Il “metodo Zingonia”: programmazione settimanale integrata, carichi progressivi, focus su coordinazione e principi di gioco; tornei di alto livello in Primavera e possibilità di Under 18 come camera di decompressione, a seconda delle necessità di adattamento. Il calendario ufficiale del vivaio, aggiornato con costanza sul sito del club, fotografa ampiezza e densità dell’attività giovanile, dal maschile al femminile.
Prospettiva: un classe 2008 strutturato fisicamente su cui lavorare per trasformare il potenziale in competenza specifica da centravanti nel contesto italiano. Filiera: la pipeline Atalanta (da U18 a Primavera fino all’U23 in Serie C) è tra le migliori per accompagnare l’adattamento di un talento straniero. Contesto d’origine: l’EurAfrica FC è una realtà ghanese strutturata, già connessa a trasferimenti verso l’Europa e l’Italia; il che riduce il salto culturale-organizzativo. La scena finale, per ora, resta quella di un ragazzo che attraversa il corridoio di Zingonia stringendo i lacci delle scarpe. L’Atalanta gli offre un metodo, Yaw Asamoah Agyei ci metterà il resto: apprendimento, resilienza, gol. Il tempo — stavolta — è un alleato.