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Serie C

Chiama il VAR per un rigore a favore e si becca il cartellino rosso contro: «L'arbitro ha sporcato la partita»

La capolista non frena, ma la diretta inseguitrice dimostra maturità, resistenza e lucidità nonostante l'episodio a sfavore

UNION BRESCIA SERIE C - EUGENIO CORINI

UNION BRESCIA SERIE C - Eugenio Corini e i suoi hanno comunque espugnato il campo della Giana Erminio nel posticipo di lunedì 2

All’improvviso, sul prato del Città di Gorgonzola, le tacchette diventano pattini. Al minuto 52 circa della ripresa, un contatto in area, la corsa interrotta, il replay al FVS e il cartellino che si colora di giallo per la seconda volta: espulso Alessandro Lamesta per «simulazione». È il tipo di episodio che sporca il ritmo, cambia l’inerzia, ingolfa la gestione emotiva. E invece l’Union Brescia non arretra: difende con ordine, soffre quando serve, poi la chiude. Finisce 0-2 per i biancazzurri, in trasferta contro la Giana Erminio, in un Monday Night del 2 febbraio 2026 che vale un segnale forte, più del semplice punteggio: la squadra di Eugenio Corini è nel pieno della sua identità e sa piegare le partite anche quando il match si mette di traverso.

IL CONTESTO: CAMPO SCIVOLOSO, AVVERSARIO ORGANIZZATO, DETTAGLI CHE CONTANO
Non è stata una sfida da colpi di tacco o spartiti lirici. Il terreno, insidioso e scivoloso, ha costretto tutti a cambiare subito registro: meno fronzoli, più verticalità, linee corte e letture difensive pulite. Proprio qui si è vista la mano dell’Union Brescia. Nelle parole del suo allenatore, Eugenio Corini, il valore della vittoria nasce dall’«adattamento» al contesto: capacità di leggere la gara, di aprirla presto e poi di proteggerla con una fase difensiva accorta. Nel mezzo, l’episodio arbitrale che accende la polemica e gli animi, senza però far deragliare il piano complessivo dei bresciani. 

LA PARTITA IN 3 SCATTI
1) Il primo squillo è di marca biancazzurra: al 9’ il nuovo arrivo Crespi indirizza il match con la zampata che vale lo 0-1. Gol pesante: non soltanto per il tabellino, ma per il messaggio alla gara e allo stadio. 2) Il momento di frizione arriva al 52’: Lamesta (ex di turno) cade in area, il direttore di gara Diop viene richiamato al FVS (il supporto video di campo) e decide per la simulazione. Secondo giallo, rosso e Union Brescia in 10. Da lì in avanti è gestione, resilienza e, sorprendentemente, lucidità negli ultimi metri. 3) La fotografia finale è firmata Balestrero: 34’ della ripresa e piattone che chiude i conti, 0-2, con un gesto tecnico pulito e la serenità da capitano. Partita blindata, trasferta domata, classifica che sorride. 

CORINI TRA ELOGIO E POLEMICA: «QUEL CARTELLINO HA SPORCATO LA PARTITA»
Dopo il triplice fischio finale, Eugenio Corini mescola soddisfazione e amarezza. Da un lato il compiacimento per l’ordine con cui i suoi hanno tenuto il campo «scivoloso» e per la capacità di riaprire e richiudere gli spazi senza panico, malgrado l’inferiorità numerica. Dall’altro, la contestazione netta sulla decisione di ammonire per simulazione Lamesta: per il tecnico, un’interpretazione «che rovina una gara corretta» e che non tiene conto della dinamica e della logica del gesto di un calciatore già ammonito. Un cartellino che, a suo dire, «sporca la partita» e la costringe a una piega diversa da quella del campo. 

IL FILO DELLA GARA: PERCHÈ L'UNION BRESCIA HA VINTO ANCHE IN 10
1) «Primo tempo di controllo, secondo di personalità»: sintetizzare così non rende però giustizia ai dettagli. Il pressing della Giana Erminio si è sviluppato soprattutto sulle corsie, provando a portare via tempi e riferimenti ai quinti. L’Union Brescia ha risposto con scivolamenti rapidi e coperture preventive della linea a tre: Armati–Sørensen–Silvestri hanno protetto l’area con tempi giusti nell’uscita sul portatore e attenzione sulle seconde palle. 2) In mezzo, Balestrero è stato il metronomo emotivo: equilibrio nel corto, gamba nel lungo, letture delle transizioni. Accanto a lui De Francesco ha cucito le giuste linee di passaggio in uscita; Lamesta, fino all’episodio decisivo, aveva interpretato bene gli spazi di mezzo, alternando profondità e tagli a venire. 3) Davanti, Crespi ha mostrato subito perché è stato scelto: attacco alla porta, freddezza, una fisionomia offensiva che aiuta tutta la manovra. Nel secondo tempo, con l’uomo in meno, si è visto il lavoro collettivo: squadra compatta, baricentro consapevolmente più basso, coraggio nel tener palla quando serviva. 

L'EPISODIO CHE DIVIDE: SIMULAZIONE O CONTATTO FALLOSO?
La sequenza è chiara nelle ricostruzioni: contatto in area, richiamo al FVS, decisione di ammonire per simulazione Lamesta. La scelta, tecnicamente legittima, resta di interpretazione. La Giana Erminio si è subito riversata in avanti sfruttando la superiorità numerica, cercando il pari con più cross che imbucate centrali. L’Union Brescia, però, ha ridotto l’ampiezza del campo «utile» con scelte coraggiose: forte densità sul lato palla, scalate delle mezzali, e un lavoro prezioso degli esterni in diagonale difensiva. In questo quadro, la protesta di Corini non è soltanto di pancia: poggia sulla lettura di una gara in cui il contatto è stato costante e il terreno ha amplificato ogni minimo sbilanciamento. La prudenza resta d’obbligo: anche rivedendo immagini e cronache, la decisione dell’arbitro rientra nella sfera valutativa. Ma l’effetto sulla partita è stato evidente. L’allenatore bresciano ha difeso la buona fede del suo calciatore: «Sarebbe irrazionale cercare un contatto plateale da ammonito». Al netto delle conclusioni, il punto è un altro: le partite ad alta intensità si decidono nei dettagli di interpretazione, e la tecnologia, il FVS in questo caso, non toglie l’alea del giudizio. Che la scelta abbia influito sull’andamento è evidente; che l’Union Brescia l’abbia assorbita senza deragliare è il vero, grande segnale di crescita. 

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