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Dopo aver saltato 50 partite torna a segnare in un match importantissimo: la rivincita del fuoriclasse tedesco

Prima il gol in Champions League e poi è subito decisivo contro la squadra che tre anni fa ha deciso di scaricarlo

Dopo aver saltato 50 partite torna a segnare in un match importantissimo: la rivincita del fuoriclasse tedesco

CARABAO CUP ARSENAL-CHELSEA • Kai Havertz torna decisivo e si rilancia anche in ottica nazionale tedeca (in foto con l'allenatore della Germania Julian Nagelsmann

La gara di ritorno della semifinale di Carabao Cup vinta 1-0 dall'Arsenal sul Chelsea non ha significato soltanto il ritorno in una finale dopo quasi 6 anni dall'ultima volta per i Gunners. Il successo sui rivali londinesi è stato infatti firmato da Kai Havertz, un ragazzo che è stato costretto ai box per tantissimo tempo e che si è preso un'altra rivincita contro il suo ex club. Quella del tedesco, già in gol anche in Champions League con il Kayrat Almaty, è una storia di resilienza, pazienza e fiducia, capace di parlare soprattutto ai più giovani.

Dopo un lungo infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo per mesi, Havertz è tornato a fare ciò che ama di più: segnare. Ma quel gol pesa più di tanti altri messi a referto in carriera. È il simbolo di un percorso difficile, fatto di allenamenti solitari, dubbi, silenzi e di quella paura sottile che accompagna ogni atleta quando il corpo non risponde come prima. Per un calciatore del suo talento, abituato fin da giovanissimo ai riflettori e alle aspettative altissime, fermarsi è stato un duro colpo. Eppure, proprio lì sta la lezione più forte. Havertz non ha cercato scorciatoie, non ha forzato i tempi, non ha risposto alle critiche con le parole. Ha lasciato parlare il lavoro quotidiano, la costanza e la voglia di tornare più forte di prima.

Il suo ritorno al gol manda un messaggio chiaro ai ragazzi che sono in difficoltà e non solo. Le battute d’arresto fanno parte del cammino. Un infortunio, una bocciatura, una delusione non definiscono chi sei: definiscono come reagisci. Vedere un campione rialzarsi, accettare la fragilità e trasformarla in motivazione è un esempio concreto, molto più efficace di qualsiasi discorso motivazionale. Havertz dimostra che il talento conta, ma non basta. Servono pazienza, disciplina e la capacità di credere in se stessi anche quando gli altri smettono di farlo. Quel gol, arrivato dopo tanta attesa, è un promemoria potente: cadere è umano, rialzarsi è una scelta. Ed è proprio da storie come questa che i più giovani possono trarre ispirazione. Perché dietro ogni successo vero, spesso, c’è un ritorno. E dietro ogni ritorno, c’è una lezione che vale la pena ascoltare.

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